In cammino verso il cambiamento culturale

Marina Maggini - Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Iss e responsabile del progetto IGEA

Il riscontro di pubblico del convegno IGEA sul diabete e le sue complicanze organizzato a Roma nei giorni 18 e 19 febbraio 2010 dall‘Istituto superiore di sanità, è stato decisamente soddisfacente, tanto in termini di partecipazione quanto in termini di interesse, sia da parte del pubblico sia da parte dei relatori invitati a discutere dei diversi aspetti relativi al progetto e a presentare le esperienze sviluppate in ambito regionale.

Quattro gli obiettivi principali della due giorni di lavori: offrire una panoramica sulle più recenti acquisizioni nel settore delle complicanze del diabete, discutere l‘importanza dell‘educazione terapeutica per i malati cronici, valutare l‘implementazione del progetto IGEA nelle Regioni italiane e affrontare le problematiche legate alla prevenzione del diabete e delle sue complicanze.

Una rete di operatori, una rete di Regioni

Il convegno Igea rappresenta, sin dai suoi esordi, il luogo di incontro e confronto tra le esperienze avviate nelle varie Regioni, ma anche un momento per presentare le novità e gli aggiornamenti della ricerca di base e per discutere di tutti gli aspetti relativi al progetto IGEA. Insomma, un‘occasione di discussione in cui tutte le persone coinvolte si sentono libere di esprimere le proprie posizioni e idee.

Oltre a realizzare una rete di operatori al servizio delle persone con diabete, secondo quanto previsto dalla gestione integrata, uno degli intenti prioritari del progetto IGEA, infatti, è quello di stabilire una connessione tra le diverse Regioni. L‘esistenza di una rete interregionale è importante perché, solo attraverso il confronto e lo scambio delle esperienze sviluppate a livello locale, è possibile agevolare la diffusione della cultura dell‘integrazione e facilitare l‘individuazione di soluzioni a problemi grazie alla condivisione delle esperienze.

Gli interventi dei relatori hanno ribadito l‘importanza del sentirsi parte di un progetto nazionale, pur continuando a svolgere la propria attività compatibilmente con il contesto di appartenenza. Lo stato di attuazione del progetto Igea nelle diverse Regioni italiane è, infatti, molto disomogeneo e profondamente vincolato alla situazione amministrativa e politica locale. Il progetto IGEA si sta lentamente consolidando, ma perché vengano risolte tutte le criticità locali e si affermi definitivamente il concetto di integrazione, ci vorrà ancora del tempo. Il tempo necessario per un radicale cambiamento culturale.

Verso una gestione integrata della cronicità

Particolarmente rilevante è il fatto che il senatore Antonio Tommassini (Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato) e Fabrizio Oleari (Direttore della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute) abbiano entrambi sottolineato che l‘insieme di conoscenze acquisite e il percorso finora fatto per il diabete siano applicabili e trasferibili ad altre patologie e, soprattutto, alla gestione integrata della cronicità considerata nella sua complessità.

In Italia, sono numerose le sperimentazioni di gestione integrata in corso (tra queste anche quelle per le demenze e per lo scompenso cardiaco) tuttavia, è importante che prima o poi si arrivi alla gestione integrata della cronicità: non è certo pensabile un modello di cura ad hoc diverso per ogni patologia. In questo senso, il “diabete mellito” può rappresentare un modello per lo sviluppo successivo di un modello di gestione integrata della cronicità in cui le strutture sanitarie agiscono come un sistema unitario, prendendo in carico la gestione complessiva del paziente.

Si tratta di cambiamenti che investono in particolar modo il lavoro del Medico di medicina generale (che più di ogni altro medico ha una visione complessiva dello stato di salute delle persone) e la sua capacità di collaborare e fare rete con le altre figure specialistiche. Il valore aggiunto di IGEA si sostanzia, appunto, nell‘aver messo in moto un rinnovamento che nel tempo porterà a risultati che vanno ben al di là degli obiettivi propri del progetto.

Il futuro del progetto IGEA

Per quanto riguarda il futuro, in accordo con il compito del progetto IGEA di fornire strumenti alle Regioni, l‘attività sarà concentrata sull‘educazione strutturata delle persone con diabete con l‘obiettivo di formulare delle linee guida su questo tema. L‘educazione terapeutica, infatti, è riconosciuta come un elemento essenziale per la gestione integrata del diabete, un vero e proprio intervento terapeutico.

Del contenuto delle future linee guida si è discusso durante la tavola rotonda: sono stati raccolti contributi e opinioni da parte degli operatori impegnati in questo campo e c‘è stato accordo sulla necessità di raccogliere esperienze “evidence based”. Naturalmente anche quest‘attività, come è ormai prassi consolidata nell‘ambito del progetto IGEA, verrà condotta in maniera ampiamente condivisa con la rete degli operatori coinvolti e con le associazioni di pazienti.

È significativo evidenziare che, secondo il nuovo Piano nazionale della prevenzione (Pnp ), non vi saranno fratture rispetto al passato. Le indicazioni del nuovo Pnp sono compatibili con il progetto IGEA e con la gestione integrata del diabete e anzi, rispetto al passato, paiono attribuire alla malattia maggiore rilevanza. Le Regioni, quindi, potranno proseguire e consolidare le proprie attività in questo settore mantenendo, ci auguriamo, quella logica partecipativa che ha sempre caratterizzato le attività del progetto IGEA.

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Ultimo aggiornamento: 
8 marzo 2010