Obesità e politiche europee

Daniela Galeone - Dirigente medico. Direttore Ufficio II del dipartimento generale della Prevenzione e della Comunicazione del ministero della Salute

Condividere informazioni e conoscenze sulle iniziative di contrasto all‘obesità messe in campo dai diversi Paesi europei, valutare la possibilità di future collaborazioni internazionali e sottolineare l'importanza di una solida base di conoscenze scientifiche per lo sviluppo di una politica capace di affrontare la complessa sfida posta dal problema dell‘obesità.

Questi gli obiettivi del workshop “International Obesity Policy”, organizzato presso la Lancaster House di Londra il 24 febbraio 2009, che ha ospitato rappresentanti provenienti da tutta Europa per discutere di politiche internazionali, opportunità e prospettive nella comune battaglia all‘obesità.

Al seminario, organizzato da diversi uffici del governo britannico coinvolti nelle attività di contrasto all‘obesità, tra cui l‘Unità transgovernativa per l‘obesità e il Dipartimento per l‘Innovazione, le Università e le Competenze (Dius), hanno preso parte i delegati di Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna e Svezia.

Hanno inoltre partecipato esponenti dell‘Oms del Dipartimento per la nutrizione nella salute e nello sviluppo e dell‘Unità di prevenzione e sorveglianza sulla popolazione, e il rappresentante della Commissione Europea dell'Unità della DG SANCO sui determinanti della salute.

Il programma Foresight sull‘obesità

Il workshop è stato l‘occasione per presentare ai delegati dei Paesi europei l‘esperienza del programma di contrasto all'obesità “Foresight Tackling Obesities: Future Choices Project” e il relativo report, pubblicato alla fine del 2007. Il programma, che ha l‘obiettivo di delineare una visione a lungo termine delle possibili modalità di risposta al problema dell‘obesità in Gran Bretagna per i prossimi 40 anni, analizza dal punto di vista scientifico i dati del Paese su obesità e sovrappeso e gli scenari futuri nel caso non vengano adottate efficaci misure di contrasto.

Particolare enfasi è stata posta sull‘importanza di un approccio multisettoriale all‘obesità che tenga conto della dimensione scientifica. E proprio su questa idea si fonda “Healthy Weight, Healthy Lives - A Cross Government Strategy for England”, un programma maggiormente operativo partito nel 2008.

5 i punti fondamentali sui quali agisce il programma, dettagliatamente esplorati durante l‘incontro:

  1. sviluppo e crescita salutare dei bambini
  2. promozione di scelte alimentari più sane
  3. promozione dell‘attività fisica nel quotidiano, oltre che dell‘attività sportiva
  4. possibilità di creare degli incentivi rispetto al terzo settore e alla ristorazione a supporto della salute
  5. sostegno e consigli personalizzati.

A questi temi si aggiunge il tema trasversale dell‘implementazione delle conoscenze, che fa riferimento alla necessità di individuare e rafforzare interventi basati su prove di efficacia capaci di delineare le future politiche nell‘ambito dell‘obesità.

Il contesto europeo

A ogni Paese partecipante è stata chiesta una breve presentazione della situazione nazionale, delle strategie adottate e degli elementi di successo e criticità dei programmi adottati. Rispetto agli interventi, è emersa una duplice tendenza: alcuni Paesi hanno messo a punto progetti specifici sull‘obesità, mentre altri, come l‘Italia, affrontano il tema dell‘obesità all‘interno di più ampi programmi di prevenzione.

Molteplici sono anche le fasce di età alle quali si rivolgono gli interventi: se in certi Paesi sono focalizzati soprattutto sulla prevenzione dell‘obesità e del sovrappeso nell‘infanzia, in altri, come l‘Italia, le azioni sono rivolte a tutte le fasce di età. Nonostante le differenze, rispetto alla prevenzione dell‘obesità, i Paesi europei hanno in comune un approccio multisettoriale che prevede oltre al coinvolgimento della sanità, anche quello di altre amministrazioni, come l‘ambiente, i trasporti, l‘istruzione e l‘educazione. Si tratta, indubbiamente, di una visione sovrapponibile a quella delle politiche italiane in materia.

Condivisa a livello internazionale è anche l‘idea che approccio scientifico e conoscenza del contesto siano, al contempo, i presupposti di uno sviluppo di politiche adeguate, ma anche gli strumenti necessari per il controllo dell‘efficacia delle azioni intraprese.

Tra le criticità è emerso che in molti dei Paesi partecipanti al meeting, la lotta all‘obesità non è sempre un obiettivo prioritario delle politiche dei governi e che l‘attenzione rivolta al problema da parte delle istituzioni è spesso discontinua (con conseguenti risvolti sfavorevoli sugli interventi di prevenzione).

Il contesto italiano

Per quanto riguarda il contesto italiano, la situazione nazionale rispetto a obesità e sovrappeso nella popolazione infantile e adulta è stata descritta attraverso i risultati dei due sistemi di sorveglianza sviluppati di recente nel nostro Paese, OKkio alla Salute e Passi. Sono state illustrate le strategie nazionali di risposta al problema, rappresentate dal Piano nazionale della prevenzione e dal programma Guadagnare Salute, che si avvale anche della Piattaforma nazionale su alimentazione, attività fisica e tabagismo, quale tavolo di coordinamento interistituzionale, aperta ai rappresentanti della società civile e del mondo produttivo.

Rispetto a questo punto, è da segnalare che diversi Paesi, pur non avendo organizzato una piattaforma vera e propria, hanno attivato un tavolo tecnico con amministrazioni, mondo della produzione, dell‘industria e dei consumatori. Durante lo spazio dedicato alla situazione italiana, inoltre, sono stati messi in luce gli elementi cardine sui quali si sviluppa la rete di interventi sul territorio, ovvero gli accordi con la Scuola, per lo sviluppo di iniziative di educazione alla salute, la promozione del consumo di frutta e verdura e lo sviluppo dei sistemi di sorveglianza in collaborazione con la scuola; con il Ministero delle politiche agricole per la promozione della dieta mediterranea, e con il Dipartimento della gioventù per la promozione dell‘attività motoria.

Il ruolo dell‘industria

Tra gli elementi di maggiore criticità emersi durante il seminario, spicca il difficile rapporto tra sanità e mondo dell‘industria. Si tratta di un dialogo necessario ma complesso, anche perché spesso la prospettiva commerciale va in una direzione opposta rispetto a quella della promozione della salute; può anche accadere che il coinvolgimento dell‘industria sia malvisto dal settore sanitario per il timore di conflitti di interessi tra le parti.

Non ultimo, sarebbe opportuno valutare la possibilità di interventi maggiormente vincolanti per il settore produttivo, visto che al momento ci si avvale esclusivamente di accordi su base volontaria. In questo campo, tutti i Paesi partecipanti si sono dichiarati a favore del raggiungimento dei due seguenti obiettivi: miglioramento della composizione degli alimenti (attraverso la riduzione del contenuto di grassi, zuccheri e sale – in particolare per il sale, la Commissione europea è impegnata nella definizione di una strategia comune per la riduzione del contenuto di sale in alcuni gruppi di alimenti) e interventi sulla comunicazione pubblicitaria, soprattutto su quella rivolta ai bambini.

Le sfide future

Il workshop “International Obesity Policy”, attraverso il confronto delle esperienze dei vari Paesi e lo scambio di opinioni e conoscenze, ha evidenziato alcune criticità condivise a livello internazionale. Il superamento degli aspetti più problematici prevede:

  • un forte mandato di tipo politico, affinché l‘impegno nei confronti del problema del sovrappeso e dell‘obesità, diventi costante nel tempo
  • il rafforzamento della partnership con le altre amministrazioni, la società civile e le associazioni di consumatori, per stimolare il cambiamento dell‘offerta da parte del settore industriale
  • l‘attuazione di un cambiamento culturale, da raggiungere attraverso la promozione attiva della salute che veda partecipi i cittadini e con il coinvolgimento di altri attori oltre quello sanitario
  • il compimento di scelte oculate e la realizzazione di interventi mirati in molteplici settori (come per esempio la costruzione di piste ciclabili nelle città)
  • la necessità di rendere il tema dell‘obesità una priorità stabile nell‘agenda politica dei Paesi europei
  • la risoluzione del rapporto conflittuale tra settore sanitario e industriale.
Ultimo aggiornamento: 
3 marzo 2009