Liberi dal fumo

Dal 23,9% del 2003 al 22,1% del 2007: la prevalenza dei fumatori in Italia è progressivamente in calo, ma la diffusione dell‘abitudine al fumo è ancora troppo alta, soprattutto tra i giovani. Nel 2007, infatti, sono il 28,8% le persone che fumano nella fascia d‘età 20-24 anni.

A tre anni dall‘applicazione della Legge 3/03, entrata in vigore all‘inizio del 2005, il Ccm ha organizzato il convegno “Verso una società libera dal fumo. Le tre P: progressi, problemi, prospettive” , ospitato dall‘Apat, per presentare sia i progressi fatti sinora, sia i problemi ancora aperti, grazie al confronto tra gli operatori, sia del pubblico sia del privato, coinvolti nelle attività di contrasto al fumo. All‘incontro hanno partecipato consulenti ed esponenti del ministero della Salute e rappresentanti delle Regioni e delle Asl impegnate in progetti contro il tabagismo, ma anche accademici e ricercatori.

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A partire dal 2005, l‘Italia ha adottato una seria politica sanitaria orientata ad abbassare l‘incidenza e la prevalenza dei fumatori e delle patologie correlate al fumo, che nel settembre 2007 ha ottenuto anche il premio della Global Smoke-free partnership per “l‘ottimo lavoro di preparazione, applicazione e monitoraggio della normativa sul divieto di fumo quale politica efficace per la tutela dei non fumatori e la promozione della salute pubblica”.

Anche se meno evidente, uno dei successi più importanti è stata la capacità di costruire una vera e propria rete di operatori sanitari, pianificatori e formatori per individuare insieme le pratiche e gli strumenti di lavoro più efficaci.

Oltre alla riduzione della prevalenza dei fumatori, un altro risultato importante è stato il calo medio annuale dell‘1,6% delle vendite di prodotti del tabacco. Tuttavia, il fumo resta il secondo fattore di rischio in termini di mortalità, dopo l‘ipertensione arteriosa, ma il primo in termini di anni di vita in salute. Ogni anno, infatti, i decessi dovuti all‘uso di tabacco sono 80mila in Italia e 650mila nell‘Unione Europea.

I dati di Passi

Un indicatore importante della necessità di rafforzare le iniziative di contrasto e di prevenzione del tabagismo è la percentuale di persone che hanno tentato di smettere di fumare. Dai dati provvisori relativi al 2007 ottenuti grazie al sistema di sorveglianza Passi emerge che nell‘ultimo anno ha cercato di smettere circa il 40% dei tabagisti, di cui però oltre l‘80% non è riuscito nell‘impresa. Sono soprattutto uomini e giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni ad aver cercato maggiormente di dire addio al tabacco, mentre quasi tutti quelli che sono riusciti ad abbandonare l‘abitudine al fumo (il 95%) lo hanno fatto autonomamente e senza alcun supporto di Asl o programmi di sostegno.

Per quanto riguarda il rispetto della legge anti-fumo, circa il 90% degli intervistati ritiene che il divieto di fumare venga rispettato sempre o quasi sempre, sia sul lavoro che nei locali pubblici. Il dato sembra confermato dai risultati delle oltre 2800 ispezioni effettuate dai Nas , su mandato del ministero della Salute in luoghi di lavoro, scuole, università, treni e locali pubblici, che hanno riscontrato soltanto 189 infrazioni al divieto di fumo (6,7% dei controlli).

I progetti del Ccm

Per monitorare e la promozione dell‘applicazione della Legge 3/2003, il Ccm ha affidato alla Regione Veneto un progetto nazionale per condurre ispezioni negli uffici comunali e in ambienti di lavoro privati. Tra la fine del 2006 e l‘inizio del 2007 sono stati ispezionati 2431 uffici pubblici: è emerso che accanto a una minoranza di persone che non osserva il divieto di fumo, la maggior parte (il 98%) rispetta la normativa. Di pari entità è la percentuale di infrazione della legge registrata nelle 863 aziende e imprese produttive visionate dagli Spisal.

Altre importanti iniziative promosse dal Ccm, in collaborazione con le Regioni, sono il progetto di riduzione dei danni da fumo attraverso specifici interventi di prevenzione, ricerca e monitoraggio, coordinato dall‘Emilia Romagna, e il programma nazionale coordinato dal Veneto “Mamme libere dal fumo”, incentrato sulla formazione del personale ostetrico per educare le gestanti e le giovani madri a smettere di fumare.

Smettere di fumare per guadagnare salute

Infine, il programma “Guadagnare Salute” rappresenta un ulteriore strumento di lavoro, perché la prevenzione del tabagismo deve accompagnarsi all‘adozione di stili di vita salutari. Il piano punta al coordinamento fra diversi livelli istituzionali e alla programmazione condivisa per agire sui principali fattori di rischio, tra cui il fumo. Oltre a migliorare la salute dei cittadini, si potranno così eliminare le disuguaglianze sociali e rendere il Ssn economicamente sostenibile ed efficace. Attraverso la cooperazione e il coordinamento di diversi soggetti a livello centrale, regionale e locale, “Guadagnare salute” mira infatti a trasformare gli stili di vita e ad adottare politiche che favoriscano nelle persone le scelte di vita più salutari.

Ultimo aggiornamento: 
31 gennaio 2008