Progetto MA.NU.AL.

È on line sul sito dell'Iss la piattaforma, interattiva e aggiornabile in tempo reale, in cui sono censiti tutti i centri dedicati alla cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna). È questo il principale risultato raggiunto dal progetto Ccm Disturbi della NUtrizione e dell’ALimentazione: la MAppatura territoriale dei centri dedicati alla cura in supporto alle Azioni centrali del ministero della Salute - MA.NU.AL. (programma Ccm 2018). Si tratta del primo censimento in Italia dei servizi ambulatoriali, residenziali e semi-residenziali appartenenti al servizio sanitario nazionale, che dal 2022 coinvolgerà anche le strutture del privato accreditato. Questa mappatura rende visibile in tempo reale le informazioni dei centri di cura che si registrano nella piattaforma, al fine di favorire l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta delle risorse territoriali relativamente ai Dna. Il censimento è pertanto in continuo aggiornamento.
I dati sono stati presentati in occasione del webinar nazionale La mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, che si è tenuto il 25 gennaio 2022 presso l’Iss.
Il censimento delle risorse presenti sul territorio e della loro offerta assistenziale ha portato all’elaborazione di una Guida ai servizi territoriali dedicati alla cura dei Dna, aggiornata al mese di dicembre 2021, che offre ai cittadini affetti da tali patologie, alle loro famiglie e agli operatori sanitari che se ne occupano una mappa delle risorse presenti sul territorio e della loro offerta assistenziale, al fine di garantire i migliori livelli di accesso e appropriatezza dell’intervento. Il documento riporta informazioni dettagliate che faciliteranno l’accesso alle strutture agevolando un intervento precoce: struttura che accoglie il centro, indirizzo e numero telefonico della struttura, referente ed équipe del centro, modalità di contatto, tipologia di valutazione, offerta assistenziale e informazioni sull’accessibilità.

Il progetto MA.NU.AL., di durata biennale e coordinato del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss, ha consentito la prosecuzione, il consolidamento, l’aggiornamento, l’integrazione e la messa a regime di una mappatura formale nazionale che terrà conto del “codice lilla” di recente introdotto e delle raccomandazioni del ministero della Salute per aiutare gli operatori sanitari ad accogliere i pazienti in PS e avviarne il giusto iter terapeutico.

Obiettivi del progetto
Obiettivo generale: favorire l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta delle risorse territoriali relativamente ai Dna.
Obiettivo specifico 1: collaborare alla creazione di indicatori condivisi per la raccolta di informazioni sui centri per i Dna.
Obiettivo specifico 2: creare una mappatura delle risorse territoriali per la presa in carico e trattamento dei Dna.

Il progetto si è declinato dal 2018 al 2021, attraversando l’emergenza pandemica che ha avuto effetti pesanti sulle persone che soffrono di questi disturbi, amplificando la problematica nel suo insieme per una serie di concause.
La pandemia di Covid-19 non ha, però, fermato la lotta ai Dna, al contrario un simile scenario ha sollecitato un forte ed efficace impegno comune per indirizzare le strategie politiche e di intervento pubblico verso nuove forme di governance. Nonostante il perdurare della pandemia abbia inciso sull’operatività di molti centri di eccellenza che accolgono e curano le persone affette dai Dna, grazie alla disponibilità degli operatori dei servizi coinvolti, l’acquisizione dei dati ha consentito di redigere questa prima Guida. Al fine di facilitarne la consultazione, i centri sono presentati divisi per Regione e per provincia.

Principali risultati
Al 31 dicembre 2021 la mappatura conta 91 strutture su tutto il territorio nazionale: 48 centri al Nord (di cui 16 in Emilia Romagna), 14 al Centro Italia e 29 tra Sud e Isole. Tutti i servizi si caratterizzano per offrire percorsi di valutazione e presa in carico medica, psicologica e nutrizionale.

Sono 963 i professionisti che lavorano nei centri, tutti formati e aggiornati: soprattutto psicologi (24%), psichiatri o neuropsichiatri infantili (17%), infermieri (14%) e dietisti (11%). Sono inoltre presenti gli educatori professionali (8%), i medici di area internistica e pediatri (5%), i medici specialisti in nutrizione clinica e scienza dell'alimentazione (5%), i tecnici della riabilitazione psichiatrica (3%), gli assistenti sociali (2%) e infine i fisioterapisti (1%) e gli operatori della riabilitazione motoria (1%).

Il censimento in continua evoluzione consente anche di conoscere informazioni relative all’utenza assistita. A oggi risultano in carico al 65% dei centri censiti oltre 8000 utenti. Poco meno di tremila sono in carico da più di 5 anni e soltanto nell’ultimo anno di riferimento (2020) hanno effettuato una prima visita circa 4700 pazienti. L’utenza in carico è prevalentemente di genere femminile 90% rispetto al 10% di maschi. Il 59% degli utenti ha tra i 13 e 25 anni di età, il 6% ha meno di 12 anni. Rispetto alle più frequenti diagnosi l’anoressia nervosa è rappresentata nel 42,3% dei casi, la bulimia nervosa nel 18,2% e il disturbo di binge eating nel 14,6%.

Lo strumento diagnostico più utilizzato è il DSM5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali): 87%.

I percorsi offerti all’utenza vedono l’integrazione di diverse tipologie di intervento: psicoterapeutico (100%), psicoeducativo (99%), nutrizionale (99%), farmacoterapico (99%), di monitoraggio della condizione psichico-fisico-nutrizionale (99%) e di abilitazione o riabilitazione fisica e sociale (62%). Gli interventi psicoterapeutici comprendono approcci individuali (98%), familiari (78%) e di gruppo (66%), spesso co-presenti.

L’accesso presso i servizi avviene solitamente in modalità diretta, su richiesta del paziente (83%). Le prestazioni vengono generalmente erogate dietro pagamento del ticket sanitario (78%) ma possono essere fornite anche gratuitamente (29%) o essere erogate in regime di intramoenia (9%). Quasi tutti i servizi censiti rilevano l’esordio della patologia (98%), il tempo trascorso tra l’esordio e la presa in carico del paziente (97%) ed eventuali trattamenti pregressi (98%).

I centri censiti propongono percorsi terapeutici multimodali, i livelli di assistenza sono a carattere prevalentemente ambulatoriale di tipo specialistico (92%) ma anche intensivi ambulatoriali o semiresidenziali (62%), mentre la riabilitazione intensiva residenziale è offerta nel 17% delle strutture.

Ricordiamo che i Dna, in particolare l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating disorder), sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza e oggetto di attenzione sanitaria e sociale sul piano scientifico e mediatico per la loro diffusione, per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione e per l’eziologia multifattoriale complessa.
Secondo l’Oms, questi disturbi rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali tra i giovani, soprattutto in quelli di età compresa tra i 12 e i 25 anni. In Italia si stima che ne soffrano approssimativamente oltre tre milioni di persone, di cui il 70% sono adolescenti.

ll Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sul contrasto alla malnutrizione. Segnaliamo il progetto Piattaforma per la lotta alla malnutrizione in tutte le sue forme (triplo burden: malnutrizione per difetto, per eccesso e da micronutrienti). Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire:

Articoli correlati sul sito Ccm:

Ultimo aggiornamento:
28 febbraio 2022