Attività fisica

A novembre 2021, con Accordo Stato-Regioni, sono state adottate le Linee di indirizzo sull’attività fisica. Revisione delle raccomandazioni per le differenti fasce d’età e situazioni fisiologiche e nuove raccomandazioni per specifiche patologie, redatto dal Tavolo di lavoro per la promozione dell’attività fisica e la tutela della salute nelle attività sportive, istituito dal ministero della salute a luglio 2019.
In continuità con le precedenti linee di indirizzo del 2019 e coerentemente con il Piano d’azione globale Oms sull'attività fisica 2018-2030, il documento rappresenta uno strumento per la costruzione di strategie, policy e interventi volti a incrementare l’attività fisica in tutta la popolazione, con il concorso di soggetti istituzionali e non, promuovendo e utilizzando, con l’obiettivo dell’equità, gli spazi e i contesti di vita nei quali è possibile svolgere attività fisica, attraverso la disponibilità di un ampio ventaglio di opportunità concrete per far fronte alle diverse esigenze individuali.
Esso, nel ribadire i principi dell’intersettorialità e dell’Health in all policies, condivide l’approccio strategico life-course, per setting e di contrasto alle diseguaglianze di genere e sociali definito dal Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2020-2025.

Nello specifico, il documento aggiorna alcuni capitoli delle “Linee di indirizzo sull'attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione” sulla base delle nuove indicazioni dell’Oms (Linee guida su attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini sotto i 5 anni del 2019 e Linee guida su attività fisica e comportamenti sedentari del 2020), descrivendo i benefici dell’attività fisica per ciascuna fascia d’età e in riferimento a situazioni fisiologiche e patologiche. Inoltre, approfondisce il tema dell’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione delle principali malattie croniche non trasmissibili (Mcnt) quale “strumento terapeutico” necessario per migliorare lo stato di salute fisica e mentale, nonché per garantire un maggiore benessere della popolazione e una migliore qualità della vita.
Le nuove Raccomandazioni ribadiscono alcuni messaggi chiave già affermati in precedenza:

  • fare un po’ di attività fisica è meglio di niente
  • aumentare la quantità di attività fisica permette di ottenere ulteriori benefici per la salute
  • qualsiasi tipo di movimento conta.

Oltre agli aggiornamenti sulla quantità e sul tipo di attività fisica nelle diverse fasce di età, nella gravidanza e nel diabete mellito tipo 2, gli elementi di novità riguardano il tema dell’attività fisica e dell’esercizio fisico in alcune tra Mcnt più diffuse nel nostro Paese, quali le malattie cardio-cerebrovascolari, oncologiche, respiratorie e psichiatriche. Viene infatti evidenziata l’importanza dell’attività fisica adattata (Afa) e dell’esercizio fisico strutturato, da eseguire sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, anche in luoghi e in strutture di natura non sanitaria.

Inoltre, è da sottolineare che l’emergenza pandemica da Sars-CoV-2 ha portato ad adottare misure di contenimento che hanno notevolmente inciso sulla possibilità di mantenere uno stile di vita attivo in tutte le fasce di età. Il lungo periodo pandemico, oltre ad aver posto i cittadini in condizioni di sedentarietà forzata, ha comportato anche difficoltà di accesso a visite ed esami di routine e controllo, soprattutto per i pazienti cronici. Diventa, quindi, prioritario, per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta promuovere e incentivare, anche con interventi di counselling, l’importanza del movimento per tutte le età e consentire una ripresa dell’attività fisica in piena sicurezza previa valutazione clinica.

Ricordiamo che in Italia l’approccio intersettoriale perseguito dal programma Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari, consente di attuare interventi per modificare i comportamenti non salutari, sia agendo sullo stile di vita individuale sia creando condizioni ambientali e sociali atte a favorire il cambiamento dei comportamenti scorretti, anche con l’obiettivo di favorire e diffondere uno stile di vita attivo che consenta di ottenere benefici significativi nella popolazione. L’approccio strategico di Guadagnare salute è stato adottato dal Lea “Prevenzione collettiva e sanità pubblica” (Allegato 1 del Dpcm 12 gennaio 2017) che riconosce l’importanza dell’empowerment individuale e collettivo e della costruzione di reti e alleanze con altri soggetti e prevede, inoltre, l’offerta di counselling quale prestazione individuale da erogare anche per la promozione dell’attività fisica.

Infine, nel nostro Paese la diffusione dell’inattività è analizzata attraverso sistemi di sorveglianza con rappresentatività nazionale e territoriale, strumenti alla base delle strategie nazionali di prevenzione e promozione della salute. I principali sistemi di sorveglianza sono: OKkio alla Salute, Health Behaviour in School-aged Children, Passi e Passi d’Argento.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
28 dicembre 2021