Malattie trasmesse da vettori

Sono on line i risultati del progetto Ccm Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale:sviluppo e implementazione pilota di strumenti di supporto operativo (programma Ccm 2014).
Sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione dell’Associazione italiana di epidemiologia è possibile leggere l’articolo Il progetto Ccm “Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale: sviluppo e implementazione pilota di strumenti di supporto operativo”, che riporta gli obiettivi specifici e i risultati ottenuti. Condotto dal 21 luglio 2015 al 21 gennaio 2018, ha coinvolto cinque Regioni (Emilia-Romagna, Marche, Piemonte, Sicilia e Veneto) e l’Iss. L’obiettivo generale era quello di migliorare la capacità del sistema sanitario di rilevare il rischio di malattie a trasmissione vettoriale, partendo dalle zanzare e dagli arbovirus attualmente più pericolosi per la salute pubblica, sulla base di un approccio di tipo one health.

Obiettivi specifici del progetto

Obiettivo specifico 1: predisposizione di linee guida per la sorveglianza delle specie di zanzara invasive concretamente applicabili in Italia e avviarne l’implementazione pilota, anche sulla base delle indicazioni europee e dell’esperienza acquisita attraverso il progetto “Life Conops”.
Obiettivo specifico 2: sviluppo di mappe di rischio per i virus Chikungunya (Chikv), Dengue (Denv) e Zika (Zikv) a medio-bassa risoluzione sulla base dei dati disponibili di monitoraggio quantitativo di Aedes albopictus.
Obiettivo specifico 3: predisposizione di un modello di piattaforma web per la condivisione dei dati da parte degli attori della sorveglianza integrata del West Nile Virus (Wnv) a livello regionale.
Obiettivo specifico 4: sviluppo di format di comunicazione pubblica centrati sulle malattie a trasmissione vettoriale.
Obiettivo specifico 5: impostazione metodologica di analisi costo-beneficio a partire dalla gestione dei casi di malattia nell’uomo, avviando questa attività nelle situazioni in cui c’è maggiore disponibilità di dati regionali che possano permettere stime circostanziate e margini di errore definiti.
Obiettivo specifico 6: sorveglianza sierologica di popolazione su malattie (Tick Borne Encephalitis - Tbe e meningiti da Toscana Virus - Tosv) non oggetto della Circolare ministeriale arbovirosi (16/06/2015) per orientare possibili future attività di sorveglianza.

Risultati del progetto

  1. definizione di un protocollo per la sorveglianza di specie di zanzare invasive, che prevede la mappatura dei siti a rischio, per allerta precoce nel caso d’introduzione di specie esotiche
  2. produzione di mappe di rischio per i virus Zikv, Chikv e Denv, a partire dai dati del monitoraggio entomologico effettuato in base a specifici protocolli
  3. realizzazione pilota di applicativi digitali per l’integrazione dei dati della sorveglianza umana, animale ed entomologica del virus West Nile
  4. definizione di principi guida per una corretta comunicazione in tema di arbovirosi, con produzione di materiale informativo sulle misure di protezione, rivolte al pubblico generale e a specifiche categorie di cittadini a rischio, e sperimentazione di progetti formativi rivolti agli studenti delle scuole superiori
  5. sviluppo di una metodologia preliminare per effettuare valutazioni costo-beneficio nella gestione degli interventi di prevenzione e controllo delle malattie trasmesse da vettori
  6. messa in luce di cambiamenti in atto del quadro epidemiologico in merito ai virus Usutu (Usuv), Tbe e Tosv, non ancora soggetti a programmi di sorveglianza.

A livello nazionale i risultati conseguiti stanno orientando le strategie di controllo delle arbovirosi, definendo in dettaglio le attività di sorveglianza per nuove patologie (encefalite virale da zecche nel 2017, malattia da virus Usutu nel 2018, malattia da virus Toscana nel 2020) e promuovendo un approccio integrato, con condivisione dei dati delle piattaforme informatiche e produzione di un unico bollettino epidemiologico periodico.
La disponibilità dei dati sulla sorveglianza integrata per tutti gli operatori coinvolti (veterinari, entomologi, medici, epidemiologi, biologi, esperti di sanità pubblica) permette di ottenere un sistema condiviso e continuamente aggiornato di allerta sulla circolazione virale, particolarmente utile per le attività di screening dei donatori di sangue che vivono o hanno soggiornato nelle aree endemiche.
Per quanto riguarda il virus West Nile, dal 2016 il Piano di sorveglianza è divenuto integrato per le attività entomologiche, veterinarie e umane, esempio unico in Europa di applicazione concreta del concetto di one health.

Alla luce della necessità di utilizzare un approccio one health, nel 2018 il ministero della Salute ha istituito il Tavolo tecnico intersettoriale sulle malattie trasmesse da vettori con la partecipazione di rappresentanti di strutture sanitarie e non, per coordinare a livello centrale l’integrazione delle politiche sanitarie, ambientali, di formazione, informazione e ricerca in tema di malattie trasmesse da vettori. Il Tavolo ha contribuito a predisporre il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (Pna) 2020-2025, che ha aggiornato i contenuti tecnici tenendo conto delle nuove evidenze scientifiche, delle criticità riscontrate e dei nuovi scenari epidemiologico-ambientali, includendo tra le attività di prevenzione la comunicazione del rischio.

Ricordiamo che le malattie trasmesse da vettori costituiscono un problema emergente di sanità pubblica sia in Italia sia nel resto d’Europa e la sorveglianza epidemiologica integrata basata sull’approccio one health è essenziale per prevenire, individuare e rispondere efficacemente ai rischi di sanità pubblica.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
29 novembre 2021