Piani regionali di prevenzione

In coerenza con le indicazioni e le tempistiche dell’Intesa Stato-Regioni 5 maggio 2021, nei mesi di settembre, ottobre e novembre si è svolta l’interlocuzione ministero della Salute-Regioni sui Piani regionali di prevenzione (Prp) 2020-2025 attraverso un’agenda di incontri che hanno visto un’ampia partecipazione dei referenti coinvolti nel percorso di implementazione dei Piani di prevenzione nazionale e regionali.

Obiettivo istituzionale di questa fase, dettato dall’Intesa sulla scia dei precedenti Piani nazionali di prevenzione (Pnp) e propedeutico all’adozione del Prp con apposito Atto regionale entro il 31.12 2021, era quello di valutare la pianificazione regionale in termini di rispondenza all’impianto strategico e metodologico nazionale e in particolare ai criteri stabiliti per verificare l’adempienza delle Regioni rispetto al Prp come Livelli essenziali di assistenza (Lea), sia nel recepimento e nella declinazione del mandato nazionale (principi, obiettivi, linee di azione) sia nel rispetto dei vincoli imposti nell’elaborazione del Prp, ovvero:

  • definizione del profilo di salute ed equità e dell’analisi di contesto a livello regionale, calati all’interno dei singoli Programmi
  • sviluppo dei “Programmi predefiniti”, come “nucleo minimo” di programmazione (e valutazione) necessario per dare attuazione sul territorio al Lea della prevenzione e promuovere azioni e metodologie evidence based
  • sviluppo dei “Programmi liberi” per coprire gli ambiti non inclusi nella programmazione predefinita ma comunque necessari a perseguire gli obiettivi strategici centrali
  • orientamento all’equità, non più come sperimentazione occasionale bensì comeforma mentis e impostazione acquisita e tradotta nell’applicazione sistematica del ciclo di Health Equity Audit (Hea) a tutti i programmi
  • monitoraggio dei Programmi attraverso la definizione di indicatori di processo e impatto e relativi standard.

A fronte di questo obiettivo, il confronto con le Regioni si è rivelato molto più ampio e informativo delle previsioni e ha permesso non solo di individuare eventuali criticità della programmazione e di formulare relative soluzioni condivise, ma anche di trovare molteplici chiavi di lettura dei Prp che aprono la strada ad approfondimenti già in corso. Questa opportunità è facilitata anche dall’uso della piattaforma (PF) “I Piani regionali di Prevenzione”, lo strumento web based previsto dall’Intesa per la pianificazione e il monitoraggio del Prp.

La PF, promossa e finanziata nell’ambito del progetto Ccm Oltre il monitoraggio: la piattaforma Piani Regionali di Prevenzione come strumento di pianificazione del PNP 2020-25, sta agevolando significativamente il processo di avvio del Pnp, compresa l’interlocuzione, sia sul piano formale (verifica della completezza, coerenza, logica interna dei Prp), sia su quello dei contenuti attraverso la disponibilità di informazioni e risorseorganizzate e quindi utilizzabili per essere analizzate, ad esempio a scopo descrittivo, o per formulare quesiti e aprire focus di indagine. Entrambe queste strade si stanno attualmente percorrendo in quanto:

  • è in corso di completamento, e quindi di prossima pubblicazione, una reportistica contenente statistiche descrittive e di sintesi relative alla struttura dei Prp, alla loro aderenza all’impianto nazionale, alla loro connotazione peculiare in termini di continuità con la programmazione passata, sviluppo di strategie, obiettivi specifici, azioni che rispecchiano le peculiarità del contesto e le scelte del sistema regionale. Tale analisi è estremamente importante ai fini di un inquadramento generale e di una visione di insieme ma anche per avviare nel modo più appropriato la fase successiva del percorso di accompagnamento ovvero quella di monitoraggio dell’attuazione dei Prp
  • nell’ambito del progetto Ccm di supporto al Pnp L’equità nei Piani regionali di prevenzione in Italia”è in corso di elaborazione una metodologia di analisi ex post della pianificazione regionale in tema di equità, al fine di definire “pattern” regionali di interpretazione dell’approccio equity-oriented che sono già emersi ma non sono stati codificati e sistematizzati in questa lettura dei Piani finalizzata all’interlocuzione.

Allo stato attuale l’analisi della pianificazione regionale ha evidenziato:

1. un grande e diffuso impegno delle Regioni nella programmazione dei Prp che, in ogni suo aspetto (strutturale, strategico, metodologico, di governance), mostra un salto di qualità rispetto al Prp precedente,in linea con il mandato del Piano nazionale, attraverso il rafforzamento e l’evoluzione di quelli che sono, da tempo, i principi fondanti e i suoi assi portanti, in particolare:

  • evidenze e utilizzo dei dati alla base di un’azione e di una organizzazione efficace e sostenibile, a livello regionale e locale, nonché a garanzia dei Lea
  • integrazione e trasversalità come processo che deve riguardare tutte le risorse (organizzative, professionali, informative, operative), tutte le competenze e responsabilità, interne ed esterne al servizio sanitario,e tutti gli interventi e relativi setting e ambiti, per dare attuazione alla strategia Salute in tutte le politiche in risposta al bisogno attuale di salute e assistenza nonché al nuovo scenario e alle priorità delineate dalla pandemia
  • visione sistemica della prevenzione che si insinua in tutti i processi, a partire dalla identificazione dei determinanti di salute secondo l’ottica one health fino alla presa in carico, integrata e continuativa, dell’individuo con malattia o fragilità per migliorarne lo stato di salute senza mai prescindere dal suo contesto di vita. 

2. una forte e costruttiva volontà di “adattare” il disegno nazionale del Piano alle specificità, alle esigenze, al percorso regionale,dal momento che ciascuna Regione ha maturato sulla propria storia ed esperienza la certezza che la straordinaria opportunità fornita dal Pnp si può cogliere solo dandogli gambe solide, ancorandolo alla pratica dei servizi e al tessuto della comunità

3. un apprezzabile sforzo di dimostrare, all’interno di ogni Programma, che orientare sistematicamente la programmazione all’equità significa guardare ben oltre un singolo intervento o target o risultato, al contrario richiede di operare una revisione strutturale del sistema che il più delle volte è a costo zero, perché consiste solo nel rileggere con le lenti dell’equità l’esistente in tutte le sue componenti facendo quindi delle scelte migliori all’interno di processi già in atto e da mantenere.

In conclusione, nonostante le innegabili difficoltà del momento, le Regioni hanno reagito bene all’imponente compito dettato dal Pnp e i molteplici strumenti costruiti a supporto di questo avvio sono promettenti per gli sviluppi futuri.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
29 novembre 2021