Contrasto alla violenza di genere

Sono disponibili la relazione finale e il parere conclusivo del progetto Ccm Implementazione di un programma di formazione a distanza (Fad) per operatori sociosanitari dei pronto soccorso italiani, mirato alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere (programma Ccm 2019), promosso e finanziato dal Ccm/ministero della Salute e coordinato dall’Iss.
Il progetto, iniziato a gennaio 2019 e terminato a gennaio 2021, si è posto l’obiettivo di implementare in tutti i pronto soccorso (PS) italiani un programma di formazione a distanza (Fad) già precedentemente sperimentato, applicato e valutato nel periodo 2015-2017 attraverso il progetto Ccm Un programma di formazione blended per operatori sanitari e non, mirato al rafforzamento delle reti territoriali per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere (programma Ccm 2014). Entrambi i progetti che hanno visto la responsabilità scientifica e il coordinamento dell'Unità operativa ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione e formazione  (UO RCF - Dipartimento malattie infettive, sono stati condotti insieme al Servizio formazione - presidenza (SF). L'UO CF e il SFsono entrambe strutture dell'Iss.
Il corso Fad ha inteso favorire la piena applicazione delle Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza, adottate nel 2017, al fine di accrescere le capacità di individuazione, diagnosi, gestione e trattamento della violenza di genere, prevenire i casi di re-vittimizzazione, promuovere la costituzione di reti tra i PS e, laddove possibile, tra questi e le strutture sociosanitarie e di volontariato presenti sul territorio, al fine di diffondere le strategie di intervento dimostratesi più efficaci sulla base di evidenze scientifiche raccolte a livello internazionale e nazionale.
La Fad è stata erogata sulla piattaforma Eduiss dell’Iss e ha rilasciato 32 crediti Ecm.

Obiettivi del progetto
Obiettivo specifico 1: predisporre un aggiornamento dei contenuti del programma Fad, già sperimentato e applicato, sulla base delle "Linee guida nazionali", delle ultime novità normative, dei dati epidemiologici e delle procedure operative innovative, includendo anche un focus su alcune tematiche inerenti le mutilazioni genitali femminili.
Obiettivo specifico 2: individuare i referenti regionali, per coordinare la proposta di formazione, sensibilizzarli alla diffusione del programma Fad nonché promuovere la costituzione di reti locali volte a favorire la collaborazione e lo scambio di materiali, informazioni, buone pratiche tra PS e tra questi e gli altri soggetti interessati.
Obiettivo specifico 3: predisporre la piattaforma Eduiss per garantire il pieno accesso al programma Fad del solo personale afferente ai PS italiani.Obiettivo specifico 4: gestire la piattaforma Eduiss nella fase di erogazione del programma Fad per tutti i PS italiani.
Obiettivo specifico 5: valutare la ricaduta formativa dei partecipanti al programma Fad sul piano dell'apprendimento raggiunto, dei cambiamenti comportamentali messi in atto, dell'aumentata capacità degli operatori sociosanitari formati di individuare e diagnosticare in modo tempestivo e appropriato i casi di violenza di genere.

L’apporto strategico complessivo del progetto è stato quello di aver garantito, con l’implementazione del corso Fad “Prevenzione e contrasto della violenza di genere attraverso le reti territoriali” II Edizione, una copertura capillare del programma formativo sull’intero territorio nazionale, coinvolgendo tutte le Regioni e Province Autonome e fornendo una formazione aggiornata e in continuità rispetto al precedente programma adottato nel periodo 2015-2017.
In otto mesi di erogazione del corso (29 gennaio - 29 settembre 2020) sono stati coinvolti complessivamente 26.342 professionisti, di questi il 67% (pari a 17.637) ha terminato con successo la formazione. L’età mediana dei partecipanti è stata di 45,9 anni, per il 73% donne. Le figure professionali che hanno portato a termine il corso sono state nell’ordine: infermiera/e (45,7%), tecnico sanitario - riabilitazione, assistenza, prevenzione, diagnostica (24,6%), medico (13,7%), ostetrica/o (6,1%), psicologa/o (4,5%), altre figure sanitarie (ad esempio farmacista, biologo, ecc.) pari a 1,5%. Tra i professionisti non sanitari gli assistenti sociali sono stati 635 ai quali si aggiungono 72 partecipanti delle Forze dell’ordine e dell’area legale, venendo a costituire complessivamente il 4% di tutti coloro che hanno seguito l’intero programma formativo dall’inizio alla fine. Dei 651 PS presenti su tutto il territorio nazionale, hanno preso parte al corso 642, di questi il 97,7% ha avuto almeno un dipendente o professionista che ha terminato con successo l’intero programma formativo a distanza.

Il corso Fad è stato coerente con le azioni formative di lotta alla violenza di genere promosse in differenti aree regionali, essendo il risultato di un lungo lavoro di integrazione delle conoscenze e competenze tecnico-scientifiche e comunicativo-relazionali di docenti ed esperti provenienti da differenti ambiti disciplinari e impegnati da anni, nei propri territori regionali, ma anche a livello nazionale e sovranazionale, nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. Inoltre, la disponibilità del programma formativo fino a settembre 2020 ha assicurato, nonostante l’emergenza Covid-19, ai professionisti sanitari e non di poter fruire del corso.

Sottolineiamo che, secondo il rapporto dell'Oms Global and regional estimates of violence against women la violenza contro le donne rappresenta un problema di salute di proporzioni globali enormi. In Italia nel 2020 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking (promosso e gestito dal Dipartimento per le pari opportunità), sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019, sia per telefono sia via chat (+71%). Il boom di chiamate si è avuto a partire da fine marzo 2020, in piena emergenza Covid-19, con picchi ad aprile (+176,9% rispetto allo stesso mese del 2019) e a maggio (+182,2 rispetto a maggio 2019), ma soprattutto in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Nel 2020, questo picco, sempre presente negli anni, è stato decisamente più importante dato che, nella settimana tra il 23 e il 29 novembre del 2020, le chiamate sono più che raddoppiate (+114,1% rispetto al 2019). Ricordiamo, infine, che il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
28 ottobre 2021