Alcohol Prevention Day 2021

Il 14 maggio 2021 si è tenuta, on line, la ventesima edizione dell’Alcohol Prevention Day 2021, un evento organizzato dall’Iss, in collaborazione con il ministero della Salute, la Società italiana di alcologia (Sia), l'Associazione italiana club alcologici territoriali (Aicat) e l'Eurocare.
Il convegno è stata l’occasione per presentare i dati del rapporto Istisan 21/7 Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporto 2021, elaborati dall’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Iss sulla base delle informazioni fornite dai Servizi di alcologia al ministero della Salute (dati 2019), che ha trasmesso   al Parlamento nell’annuale Relazione su alcol e problemi alcol correlati, anno 2020.

I dati principali sul consumo di alcol in Italia nel 2019

I dati Istat riferiti all’anno 2019 confermano la tendenza degli ultimi anni, pertanto si riscontra un aumento del consumo occasionale e di quello fuori pasto, e di contro una diminuzione del consumo giornaliero.
In particolare, nel  corso del 2019 il 66,8% della popolazione italiana di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica (pari a 36 milioni e 344 mila persone), con prevalenza maggiore tra i maschi (77,8%) rispetto alle femmine (56,5%).
Il 20,6% dei consumatori (11 milioni 232 mila persone) beve quotidianamente (31,1% tra i maschi e 10,9% tra le femmine).

Confronto rispetto all’anno precedente (2018):

  • consumo giornaliero (20,6% nel 2018 e 20,2% nel 2019)
  • consumo occasionale (46,2% nel 2018 e 46,6% nel 2019)
  • consumo fuori pasto (30,2% nel 2018 e 30,6% nel 2019).

Tra i giovani fino a 24 anni e tra gli adulti 25-44enni c’è un maggior calo di consumo giornaliero; tra gli adulti di 45-64 anni e gli anziani over 65 aumenta principalmente il numero di consumatori occasionali e, specialmente tra le donne, il numero di consumatrici di alcol fuori pasto.

Il consumo di alcol è più forte nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est (70,5%) e tra i maschi (Nord-est=79,2%; Nord-ovest=78,4%; Centro=78,3%). Anche la quota più elevata di consumatori giornalieri si concentra nel Centro-nord, specialmente nel Nord (21,6%).

Tra le persone di 25 anni e più, la quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito, soprattutto nelle donne.

Nel 2019 il 13,4% degli uomini e il 6,2% delle donne di età superiore a 11 anni hanno dichiarato di aver abitualmente ecceduto nel consumare bevande alcoliche per un totale di circa 5.300.000 persone.  Hanno cioè superato abitualmente i limiti di consumo a basso rischio: zero unità alcoliche (UA) sotto i 18 anni, una UA per le donne e le persone sopra i 65 anni, e due UA per gli uomini tra i 18 e i 65 anni. I 16-17enni. La percentuale più elevata per entrambi i sessi, si rileva tra gli adolescenti di 16-17 anni (M=42,2%; F=39,2%) e tra gli anziani ultra 65enni. La percentuale più bassa viceversa si registra nella fascia di età 18-24 anni (M=2,3%; F=1,0%).

Un’abitudine sempre più diffusa è il binge drinking, cioè un consumo di oltre 6 bicchieri di bevande alcoliche (un bicchiere corrisponde a una UA standard contenente 12 grammi di alcol puro), indipendentemente dal sesso, concentrato in un’unica occasione di consumo. La prevalenza dei consumatori che hanno dichiarato di avere consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi, nel 2019 è stata pari a 10,8% tra gli uomini e 3,5% tra le donne di età superiore a 11 anni e identifica 3 milioni e ottocento persone che hanno praticato il binge drinker, con valori diversificati per genere e classe di età delle persone. Le percentuali di binge drinker sia di sesso maschile sia femminile aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni (M=20,6%; F=11,0%) per poi diminuire nuovamente nelle età più anziane.
La proporzione di binge drinker di sesso maschile è superiore a quella di sesso femminile indipendentemente dall’età degli intervistati a eccezione dei giovani di età inferiore ai 17 per i quali la differenza di genere non è statisticamente significativa.

Per quanto riguarda i Servizi algologici e i programmi di trattamento, si osserva che nel 2019 il 30,2% degli utenti è stato sottoposto a trattamenti medico-farmacologici in regime ambulatoriale, il 25,7% al counseling rivolto all’utente o alla famiglia, il 3,8% è stato inserito in gruppi di auto-mutuo aiuto; per il 17,4% si è scelto un trattamento socio-riabilitativo, mentre l’inserimento in comunità di carattere residenziale o semiresidenziale ha riguardato solo il 3,0% degli alcoldipendenti; i trattamenti psicoterapeutici sono stati attivati per il 12,8% degli utenti. Il ricovero ha riguardato il 3,4% del totale degli utenti rilevati (2,2% in istituti pubblici, 1,2% in case di cura private convenzionate); in entrambi i casi la causa principale di ricovero è rappresentata dalla sindrome di dipendenza da alcol.

Nel corso del 2019 si sono verificati complessivamente 43.148 accessi in Pronto Soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi il 69% si riferisce ad accessi di maschi e il restante 31% ad accessi di femmine.
Dai dati ricavati dalle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) nel 2019 si rilevano complessivamente 54.001 dimissioni ospedaliere, caratterizzate dall’avere indicata almeno una patologia attribuibile all’alcol, o come diagnosi principale di dimissione (40,5%) o come una delle diagnosi secondarie (59,5%).

Il numero di decessi di persone di età superiore a 15 anni per patologie totalmente alcolattribuibili è stato pari a 1.200, di cui 958 (79,8%) uomini e 242 donne (19,2%).

Infine, risulta che sono 5.117 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza su un totale di 58.872 incidenti. Nel complesso l’8,7% degli incidenti rilevati dai Carabinieri e dalla Polizia stradale risulta essere alcol-correlato.

Sul sito EpiCentro sono disponibili il video completo del convegno e le presentazioni dei relatori intervenuti. Inoltre, in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2021, l’Ona ha presentato documenti e materiali di prevenzione atti a favorire e supportare un’adeguata cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale. Per approfondire consulta le pagine dedicate sul sito EpiCentro.

Segnaliamo, inoltre, che nel mese di dicembre 2021 si terrà, a Roma, la seconda Conferenza nazionale alcol, organizzata dal ministero della Salute, e in occasione della quale saranno presentati i documenti di analisi e consenso elaborati dalle Regioni, come risultato principale di progetti relativi a tematiche alcologiche.

Ricordiamo che l’Ona, designato World Health Organization - collaborating centre (Who-CC) per quanto riguarda le tematiche alcol-correlate, epidemiologiche e di salute pubblica, ha costruito un indicatore di sintesi per monitorare il consumo a rischio nella popolazione italiana. L’indicatore esprime adeguatamente la combinazione dei due principali comportamenti a rischio: il consumo abituale e quotidiano eccedentario e il binge drinking. Le nuove indicazioni scientifiche (Linee guida per una sana alimentazione - Crea revisione 2018) hanno stabilito di considerare la popolazione di età inferiore ai 18 anni a rischio per il consumo di una qualsiasi bevanda alcolica. Sono da considerare a rischio gli uomini che hanno superato un consumo quotidiano di due Unità Alcoliche standard (UA), le donne e gli anziani che hanno superato un consumo quotidiano di una UA, nonché tutte le persone, indipendentemente dal sesso e l’età, che hanno praticato il binge drinking almeno una volta nel corso dell’anno.

Il Pnp 2020-2025 attraverso il macro obiettivo 2 (Dipendenze e problematiche correlate) promuove e rafforza gli interventi di prevenzione in relazione al consumo e all’abuso di alcol, in particolare nei minorenni e nei soggetti a rischio, come prevede la Legge 125/2001 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati”.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sulla prevenzione alcologica. In particolare, con il progetto 2014 “Sisma - Sistema di monitoraggio alcol-correlato” (programma Ccm 2014) e il progetto Ccm Sistimal. Sistema di indicatori per il monitoraggio dell’impatto alcol-correlato (programmi Ccm 2016-2017-2018). Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire:

Articoli correlati sul sito Ccm:

Ultimo aggiornamento:
31 maggio 2021