Il peso dei giovani italiani

di Daniela Galeone - Dirigente medico. Direttore Ufficio II del Dipartimento Generale della Prevenzione e della Comunicazione del ministero della Salute
e Angela Spinelli - Direttore reparto Salute della donna e dell‘età evolutiva, Cnesps

Una crescente attenzione verso le problematiche legate all‘obesità e al sovrappeso infantile e, in generale, ai comportamenti e alle abitudini dei giovani e una maggiore attitudine alla collaborazione tra settore sanitario (operatori dei Sian e dei dipartimenti di prevenzione) e mondo della scuola (insegnanti e uffici scolastici regionali). Questi, due degli aspetti più interessanti e promettenti emersi nel corso del convegno organizzato presso il ministero della Salute il 12 ottobre 2010 con il quale sono stati resi noti i risultati del progetto coordinato dall‘Iss “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, avviato nell‘ambito del programma strategico “Guadagnare Salute”.

Realizzato in collaborazione con ministero dell‘Istruzione dell‘Università e della Ricerca, Regioni, Aziende sanitarie, Inran e Università di Torino, Siena e Padova, il progetto nasce nel 2007 dall‘esigenza di acquisire informazioni in modo sistematico sui diversi stili di vita dei bambini e dei ragazzi e sui loro comportamenti in relazione ai principali fattori di rischio per le malattie cronico-degenerative (nutrizione, attività fisica, fumo e alcol).
Il progetto si è sviluppato in tre linee di attività:

  • per i bambini della scuola primaria (6-10 anni):
    - “OKkio alla Salute”, che con una periodicità biennale rileva peso e altezza di un campione di bambini e raccoglie informazioni sulle loro abitudini alimentari e sull‘attività fisica
    - studio “Zoom8”, che ha esaminato un campione di 2100 bambini delle classi terze primarie (8-9 anni) selezionato in base alla classificazione preliminare delle Regioni italiane in tre aree.
  • per i ragazzi tra gli 11 e i 15 anni:
    - “Health Behaviour in School-aged Children” (Hbsc), che raccoglie informazioni sui comportamenti a rischio, in particolare su alimentazione, attività fisica, fumo e alcol, attraverso questionari autocompilati in classe dai ragazzi.

Segnali incoraggianti

La seconda raccolta di OKkio alla Salute, avvenuta a due anni di distanza dalla prima, ha misurato oltre 42.000 bambini della terza classe delle scuole primarie, ha fornito risultati piuttosto simili a quelli rilevati nel 2008 e ha messo in luce la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari che predispongono all‘aumento di peso.

In particolare, è emerso che il 9% dei bambini non fa colazione, il 30% la fa in maniera non adeguata, circa il 50% consuma bevande zuccherate o gassate nell‘arco della giornata e 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura. Inoltre, quasi 1 bambino su 2 ha la televisione in camera e 1 bambino su 5 pratica sport per non più di un‘ora a settimana.

Se nel 2008 era in sovrappeso il 24% del campione e obeso il 12%, nel 2010 queste percentuali scendono lievemente a 23% e 11%, rispettivamente. Si tratta di un segnale incoraggiante, ma deve essere accolto con la dovuta cautela, poiché è troppo presto per affermare che indichi una reale tendenza; la variazione di un punto percentuale potrebbe, infatti, essere imputabile solo a una variabilità campionaria. Per questa ragione, è necessario riconfermare il dato nei prossimi anni, con la terza raccolta che avverrà nel 2012. Per quanto riguarda la distribuzione geografica di sovrappeso e obesità infantile, l‘indagine OKkio alla Salute ha evidenziato che è al Sud che si registrano le percentuali più elevate e, in particolare, in Campania.

Anche per quanto riguarda i comportamenti non salutari le differenze rispetto al 2008 sono minime. Si tratta di risultati che, sebbene debbano essere monitorati e valutati nel tempo, fanno sperare in un leggero incremento del tempo dedicato dai bambini al movimento, rispetto al passato. Eppure, appaiono in leggera diminuzione:

  • la percentuale di bambini che prima di andare a scuola non fa colazione (dall‘11 nel 2008 al 9% nel 2010)
  • il consumo di merende troppo abbondanti nell‘intervallo scolastico (che, secondo i genitori, dovrebbe compensare il fatto che il bambino non mangi la mattina)
  • la percentuale di bambini che guarda la tv o gioca coi videogiochi per tre o più ore al giorno
  • la percentuale di bambini che non fa attività fisica e non pratica sport per più di una ora a settimana.

Lo studio ha, invece, confermato l‘elevato dato relativo alla mancata percezione da parte dei genitori del problema di sovrappeso del proprio figlio: quasi 4 mamme su 10 (36%) di bambini con eccesso ponderale non ritengono che il proprio bambino abbia un peso eccessivo rispetto all‘altezza.

Il ruolo di genitori, scuola e operatori sanitari

Nato dall‘esigenza di approfondire e chiarire alcune informazioni sui bambini della scuola primaria ottenute grazie a OKkio alla Salute, lo studio Zoom8, condotto nel 2009 dall‘Inran, ha convalidato le informazioni relative alla difficoltà dei genitori di cogliere il problema di peso dei propri figli, all‘uso massiccio di televisione e computer da parte dei bambini e alla bassa frequenza del gioco all‘aperto (fatta eccezione dei fine settimana). In particolare, quest‘ultimo dato deve essere ricondotto sia alla difficoltà di molti genitori di conciliare per mancanza di tempo gli impegni lavorativi con quelli familiari (specialmente al Centro-Nord), sia a carenze strutturali dell‘ambiente circostante l‘abitazione, alla mancanza di impianti sportivi e di zone sicure per il gioco di bambini e ragazzi (soprattutto al Sud).

Altro dato interessante è quello sull‘eccessivo numero di fonti cui i genitori si affidano per raccogliere informazioni sulla corretta alimentazione, anche se, fortunatamente, emerge che le famiglie continuano a riporre la propria fiducia perlopiù nelle istituzioni e negli operatori sanitari. Per questa ragione, sarebbe di fondamentale importanza ragionare su come recuperare e valorizzare il ruolo di scuola, medico di famiglia, pediatra e operatore sanitario, allo scopo di trasferire informazioni corrette e consigli ai genitori e di indurre modificazioni di comportamento.

Il ruolo delle istituzioni

Proprio con questo intento, è stata avviata una collaborazione tra ministero della Salute, Società italiana di pediatria (Sip) e Federazione italiana medici pediatri (Fimp), il cui obiettivo comune è invertire la tendenza all‘aumento di peso dei giovanissimi, attraverso la realizzazione di prodotti di comunicazione che forniscono informazioni coerenti tra loro e la messa a punto di strumenti idonei ad attivare il cambiamento (come i punti di distribuzione di frutta e verdura nelle scuole, impianti e strutture che facilitano l‘attività fisica, indicazioni chiare sugli alimenti e le bevande da assumere a colazione).

Zoom8 ha, inoltre, evidenziato che la scarsa propensione al movimento e alla corretta alimentazione è imputabile in parte anche alla scuola: l‘attività fisica come attività curriculare, infatti, non è favorita né sostenuta in ambito scolastico (un‘ora alla settimana di sport per i bambini della scuola primaria è un tempo troppo limitato), e le mense scolastiche sono presenti al Nord Italia piuttosto che al Sud, dove di frequente non è presente il tempo pieno. Negli ultimi tempi, il mondo della scuola si sta impegnando notevolmente su questi temi, ma ovviamente deve far fronte alle scarse risorse economiche disponibili.

Adolescenti e fattori di rischio

Nello studio Hbsc 2010 si è osservato quanto già si era rilevato in precedenza, ma con un campione di ragazzi maggiore rispetto al 2006. Realizzato grazie alla collaborazione di Iss, Università di Torino, Siena e Padova e, per la prima volta, di tutte le Regioni, lo studio multicentrico internazionale quadriennale Health Behaviour in School-aged Children ha indagato diversi determinanti di salute e ha posto particolare enfasi sui quattro fattori di rischio (alimentazione, sedentarietà, fumo e alcol) al centro del programma “Guadagnare Salute”.

Hbsc ha previsto l‘utilizzo di due questionari somministrati all‘interno delle scuole campionate in ciascuna Regione e ha preso in esame 77 mila ragazzi (a fronte di un campione nazionale di 4500 del 2006) per raccogliere informazioni sui comportamenti a rischio. Le indicazioni provenienti dai dati regionali permetteranno di indirizzare meglio le iniziative a livello locale, di programmare e calibrare con precisione gli interventi e di investire su determinati aspetti piuttosto che su altri, a seconda della specifica situazione dell‘area esaminata.

Per quanto riguarda l‘eccesso di peso, Hbsc ha riscontrato che sovrappeso e obesità diminuiscono al crescere dell‘età, soprattutto nelle ragazze, e che i valori più alti si concentrano nel Centro-Sud. Questa differenziazione di genere, invece, non viene rilevata dalle indagini che considerano i bambini di 8-9 anni.

Anche il consumo quotidiano di frutta e verdura diminuisce col passare del tempo: tra gli 11enni il consumo si avvicina al 50%, mentre tra i 15enni le percentuali si abbassano al 35% nei maschi e al 40% nelle femmine. Inoltre, nelle Regioni del Sud e tra i maschi si riscontra una minore assunzione giornaliera di verdura.

Rispetto all‘attività fisica, Hbsc evidenzia chiaramente che nel nostro Paese il movimento non è considerato un elemento essenziale per la crescita della persona e questo dato appare estremamente sconfortante se confrontato con i livelli internazionali. Lo studio, infatti, ha rilevato che i giovani di 15 anni (47,5% dei maschi e 26,6% delle femmine) fanno meno attività fisica dei 13enni (50,9% dei maschi e 33,7% delle femmine) e che, sebbene nella scuola superiore le ore curriculari dedicate all‘attività fisica salgano a due a settimana, quelle dedicate al movimento extrascolastico diminuiscono.

Per quanto concerne gli ultimi due comportamenti a rischio (fumo e alcol) su cui si focalizza il programma “Guadagnare Salute”, emerge che tra i 15enni, il 19% dichiara di fumare almeno una volta a settimana, mentre il 39% dei maschi e il 23% delle femmine afferma di consumare alcol almeno una volta a settimana, e ammette di ubriacarsi almeno due volte il 16% dei maschi e il 10% delle femmine. Se paragonati a quelli degli altri Paesi membri, i dati relativi al consumo di alcol e di tabacco risultano in linea coi livelli europei; quelli sull‘ubriachezza al di sotto della media.

Per una informazione coerente e corretta

Per favorire la diffusione di corrette informazioni alle famiglie dei bambini delle scuole primarie e la promozione di scelte consapevoli, è necessario intervenire sulle abitudini quotidiane. È fondamentale, per esempio, fare leva sulla prima colazione, che spesso è assente o inadeguata, e sull‘attività fisica e il movimento, che molti bambini svolgono in quantità insufficiente, decisamente inferiore al livello raccomandato di un‘ora al giorno. Come già detto, probabilmente il problema è di carattere culturale: all‘attività fisica non viene riconosciuto un ruolo importante per la crescita e il sano sviluppo del bambino.

Che direzione prendere per il prossimo futuro? Si dovrà lavorare ulteriormente sull‘intersettorialità e sul costante coinvolgimento di ambiti diversi della società e delle istituzioni, con interventi specifici per la lotta al tabagismo e all‘abuso di alcol e per la promozione dell‘attività fisica e di una sana alimentazione. Gli interventi di prevenzione e di promozione della salute più appropriati sono, infatti, quelli intersettoriali e multidisciplinari, che prevedono il coinvolgimento diretto delle famiglie, delle scuole, degli operatori della salute, che promuovono non solo la sana alimentazione, ma anche l‘attività fisica, la formazione dei genitori e abbiano una durata pluriennale.

Sul fronte della comunicazione, sono allo studio strumenti di comunicazione rivolti agli adolescenti. Con la collaborazione del progetto “PinC - Programma nazionale di informazione e comunicazione a sostegno degli obiettivi di Guadagnare Salute”, sono stati già elaborati materiali didattico-educativi destinati ai diversi target coinvolti in OKkio alla Salute (il kit di “Canguro SaltaLaCorda” e di “Forchetta e Scarpetta”), la cui efficacia è ora tutta da valutare: ricavando dati di utilizzo e di gradimento da parte degli insegnanti sarà possibile determinare se hanno avuto un ruolo nell‘indurre l‘adozione di comportamenti salutari.

Risorse utili

Ultimo aggiornamento: 
1 novembre 2010