La progettazione

L'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 (pdf 1,2 Mb) prevede l‘attuazione di un Piano nazionale della prevenzione 2005-2007 (Pnp), attualmente prorogato a tutto il 2008, e dà mandato al Ccm di fornire alle Regioni assistenza tecnica, valutazione e certificazione dei risultati ottenuti. Si tratta di un processo innovativo per la sanità pubblica italiana, che ha previsto la definizione e l‘attuazione di una metodologia di lavoro per progetti, univoca per tutte le Regioni, con l'obiettivo di raggiungere obiettivi di salute uniformi su tutto il territorio nazionale. I programmi di screening sono parte integrante del Pnp e sono stati quindi oggetto di una attività di programmazione regionale attuata mediante progetti e delle successive valutazioni da parte del Ccm.
Il secondo rapporto di attività sul Pnp 2005-2007, pubblicato nel gennaio 2008, fa un bilancio dei primi risultati e fotografa lo stato dell‘arte al 31 dicembre 2006, data in cui le Regioni hanno fornito al Ccm un primo riscontro sui progressi nello svolgimento delle attività programmate, tramite il cronoprogramma aggiornato e una relazione descrittiva.

Consulta lo stato di avanzamento delle Regioni al 31 dicembre 2006 e scarica l'allegato (pdf 575 Kb) al secondo rapporto sullo stato di attuazione del Pnp 2005-2007 sulla situazione dei programmi di screening nelle varie Regioni.

La sfida del lavoro per progetti

Nell'ambito del Pnp, è stata definita e attuata una metodologia di lavoro per progetti, univoca per tutte le Regioni, ma nel contempo flessibile, per raggiungere obiettivi uniformi su tutto il territorio nazionale. ll primo rapporto relativo alla progettazione, pubblicato nel febbraio 2007, descrive la prima fase del Pnp 2005-2007. Il bilancio dei primi due anni della fase di progettazione del Pnp è stato complessivamente positivo: le Regioni hanno elaborato oltre duecento progetti e grande impegno è stato dedicato a migliorare i piani iniziali, attraverso un feedback costante tra Ccm e Regioni, che ha permesso anche la conoscenza diretta tra i professionisti coinvolti.

Questa fase è stata all‘insegna della novità e ha comportato un percepibile e comprensibile disorientamento. Il sistema di valutazione del Pnp non si è impiantato su una tradizione solida ed è stato predisposto e sperimentato senza un‘adeguata preparazione, per essere costruito e migliorato in corso di applicazione. Infatti, la fase della progettazione, prerequisito di ogni processo di cambiamento, è solitamente sottovalutata o trascurata in sanità pubblica, e di conseguenza mancano gli strumenti di gestione necessari a guidare l‘elaborazione e l‘attuazione dei progetti. Questa condizione ha determinato l‘adozione di un metodo di lavoro per progetti e l‘esigenza di migliorare competenze e capacità in questo ambito, l‘utilità di monitorare i processi e le attività previste dal singolo progetto, senza però perdere la visione di insieme e l‘attenzione ai risultati.

Sul piano dei metodi di lavoro, il Pnp coinvolge in egual misura Regioni e organi centrali. Le Regioni hanno dovuto cimentarsi nel lavoro di progettazione, che implica:

  • una definizione accurata degli obiettivi
  • un‘analisi realistica e documentata del contesto regionale o locale
  • il coinvolgimento attivo dei vari gruppi di interesse
  • la costruzione di alleanze e reti, spesso intersettoriali
  • l‘attivazione di sinergie tra i livelli istituzionali e quanti concretamente agiscono sul territorio.

La progettazione richiede l‘analisi per fasi e tappe del percorso che si intende portare a termine, uno sforzo di prevedere scadenze per azioni il cui successo dipende spesso da molteplici interdipendenze. Il lavoro per progetti, d‘altro canto, ha il pregio della trasparenza e di consentire la comunicazione tra diversi soggetti.

Risultati certificati

Per ottenere la certificazione per il 2006, le Regioni avrebbero dovuto raggiungere o superare, al 31 dicembre 2006, un livello soglia di avanzamento nella realizzazione del Pnp pari ad almeno il 50% sul complesso dei piani. L‘avanzamento è stato documentato dalle Regioni attraverso l‘aggiornamento dei cronoprogrammi e valutato dal Ccm misurando quanto la Regione ha realizzato rispetto a quanto aveva previsto di fare entro la fine del 2006. Per questo il Ccm ha elaborato e condiviso con gli altri interlocutori istituzionali una metodologia di valutazione basata sul calcolo dell‘indice di avanzamento del progetto, che mette infatti a confronto quanto realizzato con quanto era stato previsto nella fase di progettazione.

Tutte le Regioni hanno raggiunto l‘adempimento e hanno quindi ottenuto la certificazione 2006.

Ultimo aggiornamento:
13 maggio 2013