Organizzazione

Il quadro legislativo e l‘assetto istituzionale italiano definiscono la responsabilità delle Regioni nella programmazione dei programmi di screening (Ps) e delle aziende sanitarie nella loro erogazione, al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza. L‘autonomia sulla quale si basano tali responsabilità deve comunque tenere in conto che i programmi organizzati di screening hanno caratteristiche ben definite sulla base delle evidenze scientifiche. Ciò è particolarmente importante perché una corretta organizzazione determina il raggiungimento degli obiettivi di efficacia e qualità.

Pertanto, una corretta organizzazione dei programmi di screening deve concretizzarsi nella realizzazione di un “profilo assistenziale complesso” che, sulla base delle linee-guida disponibili a livello europeo e italiano, integri le strutture e le professionalità di un territorio.
Le tappe fondamentali dell'organizzazione di un programma di screening sono le seguenti:

  • informazione e reclutamento della popolazione target
  • esecuzione del test di screening
  • approfondimento diagnostico e trattamento, se necessari
  • gestione dei flussi informativi
  • registrazione e valutazione dei dati.

Alle Asl e alle altre strutture sanitarie spetta il compito di contestualizzare e attivare i programmi di screening oncologici per garantire i livelli essenziali di assistenza definiti dal sistema sanitario nazionale e regionale. Sul piano organizzativo, queste strutture devono principalmente:

  • promuovere sul territorio di programmi di screening coerenti con il contesto epidemiologico locale e con le evidenze scientifiche
  • diffondere sul territorio di linee di indirizzo regionali, nazionali e internazionali
  • garantire le risorse necessarie per attuare i programmi di screening
  • assicurare l‘informazione e la sensibilizzazione della popolazione target
  • garantire la gestione e la valutazione dei programmi attraverso il sistema informativo e il coordinamento operativo dei professionisti e delle strutture coinvolte
  • programmare la formazione specifica degli operatori sanitari
  • assicurare il coinvolgimento dei Mmg .

Accanto a queste misure organizzative generali, ciascuno screening richiede poi delle attività specifiche:

 

Ultimo aggiornamento:
13 maggio 2013