Organizzazione di un programma di screening mammografico

Il programma di screening mammografico è un percorso diagnostico che si rivolge a donne sane e prive di sintomi. Le indicazioni sulle modalità organizzative di un programma di screening mammografico sono contenute nelle “Linee guida concernenti la prevenzione, la diagnostica e l‘assistenza in oncologia” (pdf 745 Kb), documento siglato da ministero della Sanità, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 2 maggio 2001. A queste, si aggiungono le raccomandazioni relative alle procedure cliniche e alla valutazione della qualità del trattamento, che prevedono la corretta informazione delle donne sui vantaggi e limiti dello screening e la doppia lettura dell‘esame mammografico, per incrementare il tasso diagnostico e ridurre quello dei richiami.

Per approfondimenti consulta il paragrafo “Modalità organizzative di un programma di screening mammografico” delle raccomandazioni del ministero della Salute (pdf 1,1 Mb) del novembre 2006.

La popolazione target

Viste le maggiori aspettative di vita delle donne anziane, la migliore sensibilità del test sulle pazienti ultrasettantenni e la crescente disponibilità di trattamenti efficaci, si sta valutando la possibilità di estendere i programmi anche alle donne di età compresa tra i 70 e i 74 anni e 40-49 anni. Si tratta di un punto controverso: la Legge finanziaria del 2001 garantisce l‘esenzione dal pagamento della mammografia alle donne tra i 45 e i 49 anni, per le quali il bilancio tra vantaggi e svantaggi è più marcato. I programmi regionali dovranno valutare questa possibilità in base alle risorse disponibili e a valutazioni di costo-efficacia.

Le raccomadazioni

In linea generale, come suggerito dalle raccomandazioni europee, lo screening mammografico deve essere effettuato con l‘esame mammografico con doppia proiezione con frequenza di 12-18 mesi e deve essere accompagnato da una corretta informazione alla donna e da rigorosi controlli di qualità. Effettuando la mammografia ogni due anni, le donne di età compresa fra 50 e 69 anni possono ridurre del 35% il rischio di morire per cancro della mammella. In base al rapporto costo-efficacia, le donne ultracinquantenni dovrebbero fare la mammografia ogni due anni, mentre nelle donne di 45-49 anni l‘intervallo dovrebbe essere di 12-18 mesi.

Per le donne giovani, con mammelle radiologicamente più dense, può essere opportuno integrare l‘esame mammografico effettuato a scopo preventivo con l‘esame clinico o l‘ecografia. Tuttavia, non si ritiene necessario raccomandare una modifica dell‘attuale protocollo di screening all‘interno dei programmi organizzati, i cui protocolli prevedono approfondimenti diagnostici solo in presenza di sintomi riferiti dalla donna, oppure di anormalità evidenziate alla mammografia.

Gli operatori

I radiologi che operano nei programmi di screening devono dedicarsi all‘attività senologica per almeno il 50% del proprio tempo, leggere almeno 5000 esami di screening ogni anno, partecipare a riunioni periodiche multidisciplinari su casi clinici e alla revisione periodica della propria attività.

Metodi alternativi

Per favorire l‘anticipazione diagnostica dei tumori della mammella sono stati proposti dei modelli alternativi basati sulla partecipazione spontanea. I programmi organizzati di screening restano comunque quelli con il miglior rapporto costo-efficacia.

 

Ultimo aggiornamento:
13 maggio 2013