Regioni

Gli screening oncologici sono un complesso investimento per la salute, che ha come risultato una riduzione della mortalità. Il pieno accordo tra le istituzioni circa la necessità di attuare i tre screening, sancito con l‘Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 (pdf 1,2 Mb), prevede che si mettano in atto dei processi che migliorino le capacità organizzative dei sistemi sanitari, la tecnologia e le conoscenze di tutte le Regioni.

L'Intesa dà mandato al Ccm di fornire alle Regioni assistenza tecnica, valutazione e certificazione dei risultati ottenuti. Si tratta di un processo innovativo per la sanità pubblica italiana, che ha previsto la definizione e l‘attuazione di una metodologia di lavoro per progetti, univoca per tutte le Regioni, con l'obiettivo di raggiungere obiettivi di salute uniformi su tutto il territorio nazionale.
Il secondo rapporto di attività sul Pnp 2005-2007, pubblicato nel gennaio 2008, fa un bilancio dei primi risultati e fotografa lo stato dell‘arte al 31 dicembre 2006, data in cui le Regioni hanno fornito al Ccm un primo riscontro sui progressi nello svolgimento delle attività programmate, tramite il cronoprogramma aggiornato e una relazione descrittiva.

Consulta:

La programmazione regionale

Nelle raccomandazioni (pdf 1,1 Mb) per la pianificazione e l‘esecuzione degli screening di popolazione per la prevenzione del cancro della mammella, del cancro della cervice uterina e del cancro del colon retto si prevede che i compiti delle Regioni consistano nel:

  • pianificare l‘attivazione di programmi di screening di alta qualità sul territorio regionale
  • valutare i programmi di screening sulla base delle informazioni epidemiologiche rilevate
  • attuare programmi di formazione degli operatori, secondo i criteri stabiliti in sede nazionale e regionale
  • fare controlli di qualità per le procedure alle quali devono attenersi i programmi di screening
  • definire le modalità di controllo (assicurazione di qualità)
  • consultare i rappresentanti dei cittadini.

Poichè la situazione dei programmi di screening fa registrare una forte disomogeneità inter e intraregionale, il Parlamento, con la legge finanziaria 2007, e il ministero della Salute, con il nuovo Piano nazionale screening 2007-2009 (pdf 707 Kb), hanno definito una pianificazione triennale che, nel quadro del mantenimento della coesione nazionale, vuole realizzare interventi straordinari nelle Regioni del Sud, dove si rileva il maggior ritardo organizzativo e operativo.
Di seguito i punti chiave della programmazione:

  • obiettivi comuni di estensione, di qualità, di partecipazione
  • azioni centrali per alcune funzioni critiche di servizio e supporto: sistema informativo, formazione, ricerca, comunicazione
  • metodologia di lavoro basata sulla condivisione delle migliori pratiche regionali e sul rigore progettuale richiesto alle Regioni che, per le loro carenze, godono di un intervento straordinario
  • interventi straordinari nelle Regioni meridionali e insulari, nelle quali la disponibilità di finanziamenti speciali rappresenta l‘occasione per un'analisi più approfondita delle criticità e per la definizione di interventi migliorativi specifici.
Ultimo aggiornamento:
13 maggio 2013