Il Ccm

Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) è un organismo di coordinamento tra il ministero della Salute e le Regioni per le attività di sorveglianza e prevenzione. È stato istituito con la Legge 138 del 26 maggio 2004 e il Decreto del ministro della Salute dell‘1 luglio 2004 ne ha definito l‘organizzazione.

Il Ccm opera ponendo attenzione alla coesione e all‘equità, perché siano assicurate, in tutte le Regioni italiane, per tutti i cittadini, in ogni strato sociale, uguali possibilità di accesso agli interventi di prevenzione. Il Ccm opera creando ponti tra il mondo della ricerca e le strutture sanitarie e tra le esperienze migliori e le realtà ancora in crescita, attivando partnership istituzionali e collaborazioni professionali: costruisce così la rete della prevenzione in Italia. In questo modo, il Ccm si propone come un nuovo soggetto della sanità pubblica, adeguato al processo di regionalizzazione innescato dalla riforma del Titolo V della Costituzione.

Il ruolo del Ministero-Ccm in materia di screening

L‘insieme dei compiti affidati dal Parlamento e dalla Conferenza Stato-Regioni, in materia di programmi di screening, ha determinato per il ministero-Ccm la definizione di un nuovo ruolo e l‘avvio di una complessa attività.
La modifica del titolo V° della Costituzione, l‘avvio delle dinamiche di devoluzione e la necessità di ripensare il ruolo degli organismi centrali ha determinato notevoli cambiamenti nell‘assetto istituzionale del Sistema sanitario nazionale. All‘interno di questo contesto di sostanziale evoluzione, il ministero e il Ccm sono chiamati a riconsiderare ruoli e missioni per raggiungere i propri obiettivi di sistema e di tutela della salute.

La riflessione teorica, le evidenze scientifiche, le riflessioni sull‘andamento e i limiti dell'implementazione dei programmi di screening registrati in questi anni hanno portato alla consapevolezza che gli attori che concorrono a determinare il raggiungimento degli obiettivi dei programmi di screening sono numerosi e che su di essi il ministero ha scarsa autorità formale, sebbene la responsabilità del benessere della popolazione e dei risultati complessivi dei programmi di screening ricada sul governo centrale. Per questa ragione il ruolo del ministero della Salute è:

  • strutturato eticamente
  • basato sui valori collettivi del rispetto e della promozione dei diritti umani, dell‘equità, dell‘empowerment dei cittadini, della solidarietà e sussidiarietà
  • combinare la ricerca dell‘efficienza con un processo decisionale basato su principi etici e sulla fiducia.

I compiti

Il mandato del Parlamento e della Conferenza Stato-RegioniI ha definito i compiti del Ccm (pdf 41 Kb) per il raggiungimento dei diversi obiettivi in materia di screening oncologici.

Gli sviluppi dell'azione del ministero-Ccm

Per rispondere alla sfida di attuare con successo i programmi di screening, è necessario costruire un percorso comune con tutti gli altri attori “in gioco”, ovvero:

  • la società civile con le sue rappresentanze istituzionali e associative
  • le società scientifiche di riferimento dei clinici coinvolti nei programmi di screening
  • i media
  • il sistema sanitario nel suo complesso e nelle sue altre articolazioni.

Inoltre, è importante migliorare la comunicazione con gli utenti, riducendo la confusione dei messaggi che arrivano alle persone interessate ai programmi di screening. Si tratta di promuovere la chiarezza e la comprensione, sia per quanto riguarda i possibili obiettivi comuni, sia nell'ambito delle collaborazioni con società di professionisti, associazioni di advocacy e mass media. Gli attori con i quali è necessario collaborare sono numerosi, così come lo sono le azioni complementari da attivare per raggiungere pienamente ed equamente gli obiettivi di salute dei programmi di screening.

Nell'ambito dei programmi di screening, il ministero-Ccm nei prossimi anni, è chiamato a:

  • fare emergere pienamente il proprio ruolo, in particolar modo nei suoi aspetti innovativi
  • completare e portare “a sistema” le azioni e i progetti definiti in base alla legge 138/04, i cui risultati saranno operativi dalla metà del 2008 fino al 2010
  • attuare le azioni centrali previste dal Piano nazionale screening 2007-2009 che, per le necessità degli iter amministrativi previsti potranno iniziare ad essere operative solo dalla seconda metà del 2008
  • ridefinire il Piano nazionale della prevenzione, cui gli screening contribuiscono con la capacità di: avere obiettivi quantitativi di salute, organizzare percorsi, gestire sistemi informativi complessi e di lavorare in modalità interdisciplinare.

Le azioni predisposte, che attendono di essere pienamente formalizzate riguardano:

  • il coordinamento
  • la gestione del sito web Ccm-sezione screening
  • l'adeguamento delle linee-guida (con graduazione della forza delle evidenze scientifiche)
  • l'attività di promozione dei Ps mediante il coinvolgimento delle associazioni di settore
  • le campagne informative
  • il monitoraggio e l'implementazione data warehouse
  • la gestione di survey e del sistema informativo nazionale
  • la produzione e la stampa di rapporti
  • il tutoraggio e il supporto da parte dell‘Ons alle Regioni e Province autonome
  • il Piano nazionale di formazione per gli operatori impegnati nei programmi organizzati di screening
  • le valutazioni e le verifiche sulla progettazione e sullo stato di avanzamento dei programmi di screening
  • l'erogazione dei finanziamenti
  • l'attività di ricerca applicata.

Queste azioni si accompagnano a un impegno particolare per la qualità dei servizi pubblici di screening in ordine alle seguenti criticità:

  • la partecipazione consapevole degli utenti dipende dall‘offerta, dalla qualità organizzativa e, più in generale, dalla qualità del sistema sanitario locale
  • l‘interazione tra programma organizzato e prevenzione individuale
  • la capacità di empowerment del cittadino.

Le strategie da mettere in campo per affrontare queste problematiche si articolano in tre grandi linee:

  • azioni di indirizzo e di supporto rispetto alla qualità della programmazione e tecnico-professionale
  • azioni di coinvolgimento delle associazioni professionali e delle società scientifiche
  • azioni pertinenti alla comunicazione mass-mediatica e di coinvolgimento delle associazioni di volontariato e/o pazienti interessate ai Ps.
Ultimo aggiornamento:
13 maggio 2013