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Screening dei familiari di 1° grado, fratelli e sorelle di pazienti con cancro colorettale al momento della diagnosi del caso indice
Anno:
2010Il cancro colorettale (Ccr
) è la seconda causa di morte per tumore nei Paesi avanzati. Ad oggi la prevenzione è risultata la strategia più efficace nel ridurre mortalità e morbilità. Per la popolazione generale con più di 50 anni, le modalità di screening del Ccr raccomandate dalle linee guida includono ricerca del sangue occulto nelle feci, retto-sigmoidoscopia, colongrafia Tc (Ctc
) e colonscopia (Pcs
).
I familiari di 1° grado (F1°g) di pazienti con Ccr hanno un rischio di malattia 2-3 volte superiore a quello della popolazione generale e le linee guida internazionali indicano un anticipo dello screening a partire dai 40 anni. Nonostante queste precise indicazioni, i F1°g hanno una bassa adesione allo screening (in particolare con Pcs). È possibile che l’offerta di screening con metodiche meno invasive come la Ctc possa migliorare l’aderenza nel familiare.
Il progetto, in continuità con quanto avviato con il precedente accordo di collaborazione, si propone di stabilire se, in una popolazione a rischio di F1°g di pazienti affetti da Ccr o adenoma colorettale avanzato, una Ctc a limitata preparazione intestinale in vicinanza della diagnosi del caso indice possa identificare soggetti a basso rischio che possono evitare di essere avviati a un programma di screening endoscopico e di valutare l’adesione dei familiari di primo di pazienti con Ccr allo screening in vicinanza temporale con la diagnosi del caso indice.
Partner
Istituto clinico Humanitas
Finanziamento
350.000 euro
Referenti istituzionali
Per il Ccm: Giuseppe Filippetti
Per l’Istituto clinico Humanitas: Alberto Malesci
Ultimo aggiornamento:
16 febbraio 2011