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La rabbia silvestre nel Nord-Est: monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle misure di profilassi in animali e in lavoratori a rischio
Anno:
2010La rabbia è una zoonosi causata da un virus responsabile di encefaliti letali negli animali selvatici e domestici. Vari mammiferi fungono da reservoir e si riconoscono due circuiti di malattia a seconda delle specie serbatoio: la rabbia silvestre e la rabbia urbana. L’infezione può trasmettersi anche all’uomo con la saliva di animali infetti attraverso morsi, graffi, ferite, lambitura di cute non integra o di mucose. Le principali misure di profilassi sono indirizzate alla prevenzione della malattia negli animali mediante vaccinazione, adozione di provvedimenti coercitivi e lotta al randagismo.
L’Italia, dichiarata indenne da rabbia urbana nel 1973, è stata interessata periodicamente dalla reintroduzione di rabbia silvestre nelle Regioni dell’arco alpino confinanti con Austria, ex Jugoslavia, Svizzera e Francia. Da ottobre 2008 si sono registrati nuovi casi di rabbia silvestre dapprima in Friuli Venezia Giulia e poi nel Veneto e nelle P.A.
di Trento e Bolzano.
In considerazione dell‘attuale circolazione del virus della rabbia nella popolazione di selvatici, il progetto si propone di avviare un’indagine diretta a valutare l’efficacia degli interventi vaccinali nella volpe, negli animali domestici e nell’uomo e le eventuali reazioni avverse, sulla base dei protocolli utilizzati. Inoltre, sarà promosso uno studio epidemiologico in categorie professionali a rischio di infezione al fine di individuare ulteriori misure di prevenzione e controllo in ambito occupazionale.
Partner
Finanziamento
480.000 euro
Referenti istituzionali
Per il Ccm: Maria Grazia Pompa
Per l’Inail: Nicoletta Vonesch
Ultimo aggiornamento:
16 febbraio 2011