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Sostegno alla diagnosi precoce, alla presa in carico e alla qualità di vita dei pazienti con malattie neurologiche delle diverse età della vita e con progressiva disabilità fisica e intellettiva
Anno:
2008Il progetto consta di 3 sottoprogetti:
Prevenzione di malattie neurologiche e di confine nell’età evolutiva. Identificazione precoce dei disturbi della sfera relazionale e autistica durante l’infanzia
Tra le disabilità infantili verso le quali risulta fondamentale indirizzare l’attenzione, i disturbi dello spettro autistico (Dsa
) assumono un notevole rilievo, a causa di una significativa compromissione della sfera relazionale e comunicativa che ha profonde ripercussioni sulla qualità della vita del bambino e della sua famiglia.
Sebbene i segni premonitori dei Dsa possano essere rintracciati in epoche molto precoci dello sviluppo del bambino, in realtà la diagnosi di questi disturbi è molto rara in bambini al di sotto dei tre anni poiché spesso la richiesta di una consultazione specialistica tende a essere rimandata fino ai 27 mesi di età.
Appare, dunque, fondamentale la predisposizione di attività di screening durante i primi due anni di vita del bambino, finalizzate alla precoce individuazione dei casi a rischio di Dsa. Queste attività potrebbero facilitare la programmazione di interventi preventivi multiprofessionali, in grado di migliorare le competenze comunicative e relazionali dei bambini a rischio e di sostenere le madri e i padri nel loro ruolo genitoriale.
Partner
Finanziamento
250.000 euro
Referenti istituzionali
Per il Ccm: Pietro Canuzzi
Per il Csfm: Massimo Ammaniti
Le malattie neurodegenerative invalidanti del giovane-adulto e il loro impatto sulla qualità della vita
Si definiscono malattie neurodegenerative (Mnd
) quelle malattie che interessano primariamente, senza cause apparenti, sistemi neuronali o ampie aree corticali. La loro eziologia è spesso ignota, di frequente geneticamente determinata. In generale, sono caratterizzate dalla scomparsa progressiva di neuroni o loro assoni nel sistema nervoso centrale e periferico.
Tra le numerose patologie neurodegenerative, sclerosi laterale amiotrofica (Sla
), malattia di Huntington e demenza di Alzheimer familiare hanno la caratteristica comune di colpire la popolazione giovane-adulta.
Per queste tre patologie neurodegenerative, il progetto si propone di identificare modelli per il perseguimento della prevenzione, della diagnosi precoce, degli aspetti etici della comunicazione della diagnosi, della cura e della riabilitazione della disabilità.
In particolare, viene proposta l’impostazione e la costituzione di un archivio di casi al fine di caratterizzare la storia naturale delle malattie, dalla diagnosi fino al decesso, integrando in una visione di gestione integrata sociosanitaria, i disease management con le competenze dei diversi operatori sanitari.
Partner
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Finanziamento
250.000 euro
Referenti istituzionali
Per il Ccm: Denise Giacomini
Per l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”: Gian Luigi Lenzi
Implementazione della diagnostica differenziale fra le diverse forme di demenze degenerative e demenze miste, e valutazione e verifica dei risultati terapeutici
L’identificazione e l’intervento precoce sulle malattie potenzialmente responsabili della demenza (come la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare, la malattia a corpi di Lewy e il gruppo delle demenze fronto-temporali) hanno una forte rilevanza preventiva poiché la diagnosi precoce è in grado di ridurre l’impatto negativo a lungo termine delle demenze sui pazienti e sui familiari e indurre un miglioramento della qualità di vita.
Il progetto si propone di determinare le tecniche maggiormente efficaci in termini di diagnosi differenziale e diagnosi precoce e di applicare e trasferire strumenti neuropsicologici per la diagnosi precoce di demenza.
Inoltre, si prefigge la realizzazione di un corso di formazione rivolto agli operatori sanitari e al personale di assistenza (infermieri professionali, operatori sociosanitari, fisioterapisti, assistenti sociali, animatori, volontari) coinvolto nella gestione delle problematiche del demente, atto a fornire conoscenze adeguate e protocolli operativi uniformi per la diagnosi e la gestione del paziente demente.
Partner
Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor
Finanziamento
150.000 euro
Referenti istituzionali
Per il Ccm: Fiammetta Landoni
Per la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor: Stefano Cappa
Ultimo aggiornamento:
27 febbraio 2011