Un modello per l'integrazione sociosanitaria delle popolazioni svantaggiate

Le fasce di popolazione più svantaggiate, sia italiane che immigrate, incontrano maggiori ostacoli nell’accesso ai servizi socio-sanitari, con particolare riguardo sia alla discontinuità nei percorsi diagnostico-terapeutici intrapresi, sia al ricorso tardivo e inappropriato ai servizi stessi, anche a causa delle specificità culturali che talvolta ne inibiscono la soddisfacente fruizione. Inoltre la mancata o difficile integrazione tra componente socio-assistenziale e componente prettamente sanitaria all’interno dei servizi non favorisce una presa in carico efficace ed efficiente delle persone più fragili. Il presente progetto intende contribuire alla riduzione delle disuguaglianze di salute attraverso l'impiego della telematica.

Il progetto mira a soddisfare le esigenze diagnostico -terapeutiche di tipo specialistico e le richieste di orientamento socio-assistenziale, attraverso un approccio transculturale degli operatori dell'assistenza primaria che interagiscono con popolazioni svantaggiate e prevede la strutturazione di un modello operativo in telemedicina, che migliori l'interazione tra strutture territoriali di differente livello di complessità, sia dove l’interazione è già pre-esistente sia laddove essa sia funzionale alla messa in rete di strutture mai entrate in collegamento tra loro. La soluzione proposta prevede lo studio e l'attuazione di un modello organizzativo - gestionale integrato per l’offerta socio-sanitaria regionale a livello di assistenza primaria e di altre strutture regionali rilevanti a supporto della sorveglianza e prevenzione e della diagnosi e cura delle malattie infettive legate alle popolazioni migranti residenziali e alle popolazioni mobili.

Il testo del progetto (pdf 459 kb).

Partner

Regione Emilia-Romagna

Finanziamento

400.000 euro

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Ufficio X ex DGPREV

Per la Regione Emilia-Romagna: Eugenio Di Ruscio