Nuovi comportamenti di consumo: prevenzione e riduzione rischi

Anno: 
2006

Finanziato nell‘ambito del programma Ccm 2006, il progetto ha come capofila la Regione Emilia-Romagna e come Regioni partecipanti: Liguria, Veneto, Marche, Toscana, Umbria, Lazio e Puglia.

L‘ipotesi progettuale nasce dalla convinzione condivisa che, per migliorare l‘efficacia degli interventi di prevenzione dei rischi e di tutela della salute tra i consumatori di sostanze legali e illegali, è importante creare una rete di collaborazione nelle e fra le Regioni partner del progetto (e propedeutica alla costituzione di una rete nazionale), tra tutti coloro che, a diverso titolo, intervengono nei contesti di divertimento ed intercettano i consumatori di sostanze.

Le ipotesi iniziali di ricerca, sviluppate nelle tre aree tematiche in cui è stato suddiviso il progetto, sono in sintesi le seguenti:

  1. la ricerca del piacere e del divertimento è una delle finalità che caratterizzano la scena del consumo di sostanze legali e illegali. Con il progetto ci si propone di approfondire la conoscenza dei comportamenti legati al consumo di sostanze, in particolare nei luoghi di vacanza e divertimento e negli eventi, per verificare se esista una correlazione tra determinati luoghi di divertimento e comportamenti individuali, collettivi o di gruppo (comprese le ritualità), che caratterizzano il consumo, per poi identificare luoghi, media o figure chiave per la diffusione di messaggi preventivi al fine di rendere più efficaci gli interventi di informazione e prevenzione
  2. è essenziale garantire la sicurezza e la qualità dei luoghi del divertimento. Con il progetto ci si propone, anche attraverso la conoscenza delle esperienze in atto in Italia e negli altri Paesi, di condividere metodologie di intervento appropriate per la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi del divertimento e nei grandi eventi (concerti, rave ecc.)
  3. l‘uso di sostanze stimolanti ha modificato la tipologia dei problemi sanitari per i quali i consumatori debbono ricorrere ai Servizi di emergenza-urgenza. Esistono infatti problematiche di mascheramento delle sostanze stupefacenti sulle patologie, tali da poter confondere il quadro clinico ed indurre trattamenti non completamente appropriati. Con il progetto ci si propone di adeguare la gestione clinica dei pazienti che accedono ai Servizi di emergenza-urgenza con problemi legati all‘abuso di sostanze, anche proponendo attività di formazione e materiali specifici.

Finanziamento

Per questo progetto la Regione Emilia-Romagna ha ricevuto un finanziamento di 490.000 €.

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Pietro Canuzzi
Per la Regione Emilia-Romagna: Mila Ferri

Stato di avanzamento del progetto

Il progetto, al quale è stata concessa una proroga, è in fase conclusiva (il progetto termina il 30 giugno 2010).

Di seguito sono presentati le azioni e i risultati raggiunti fino al mese di febbraio 2010.

Area di ricerca 1

Responsabile scientifico: dott. Michele Sanza (Ausl Cesena)

Per verificare l‘ipotesi di ricerca sono state realizzate le seguenti attività:

  1. costruzione di una mappa delle rotte giovanili e dei comportamenti legati al consumo di sostanze nei luoghi di vacanza e di divertimento. Lo scopo di questa prima azione è identificare le rotte giovanili, includendo gli spostamenti che i giovani compiono sul territorio per il divertimento serale del fine settimana, gli spostamenti in occasione delle vacanze e gli spostamenti per eventi eccezionali quali rave, concerti e raduni. In relazione a questo fenomeno della transumanza sono stati inoltre rilevati il consumo di sostanze e i comportamenti correlati. A questa azione hanno partecipato le regioni Toscana, Marche, Puglia, Emilia Romagna e Veneto. L‘indagine è stata effettuata su un campione significativo di giovani reclutato nelle scuole secondarie superiori, nelle Università e negli ambienti ricreativi. Sono stati costruiti tre questionari, specifici per ciascun target individuato, per la cui costruzione ci si è avvalsi della collaborazione del Laboratorio di psicologia di comunità della Facoltà di Psicologia dell‘Università degli Studi di Bologna. Per garantire l‘omogeneità dei dati raccolti rispetto alla somministrazione dei questionari nelle diverse regioni e l‘uniformità rispetto all‘inserimento nel database degli stessi, è stata organizzata una giornata formativa rivolta alle figure professionali individuate da ciascuna regione che si sono occupate della ricerca. Sono stati somministrati 10.071 questionari (1.622 nei contesti del divertimento, 4.012 nelle università, 4.437 nelle scuole medie superiori). Al mese di febbraio 2010 è in corso l‘analisi dei dati raccolti.
  2. la seconda fase della ricerca ha previsto l‘analisi dei progetti di prevenzione dell‘uso di sostanze stupefacenti nell‘ambito del divertimento giovanile, in particolare quello notturno. Sono emerse, pur nelle specificità territoriali e nelle diversità di alcuni progetti, alcune caratteristiche comuni e ricorrenti. I progetti di prevenzione inclusi in questa analisi sono stati selezionati dalle regioni partecipanti. Nel corso dell‘analisi sono stati focalizzati i seguenti aspetti: i luoghi dove si svolgono gli interventi; il target a cui sono rivolti; i principali obiettivi e le modalità di attuazione (informativo, riduzione del danno, counselling, proposte di divertimento alternativo, peer to peer ecc); le azioni rivolte al contesto; le attività di ricerca; la formazione; gli interventi di rete; il personale coinvolto; la valutazione del programma. Si prevede un confronto delle attuali pratiche dei servizi di prevenzione con i risultati dell‘indagine sulle rotte.
  3. la terza fase della ricerca ha come scopo la creazione di una rete di collaborazioni con i diversi stakeholders coinvolti, in varia misura, nel turismo verso i luoghi di divertimento e di vacanza dei giovani. È stato quindi organizzato un focus group a cui hanno aderito le seguenti associazioni: Cts (dipartimento Ambiente Settore turismo sostenibile e parchi), Tgs (Turismo giovanile e sociale), Ctg (Centro turistico giovanile), Trenitalia, Aeroporto di Rimini, Aeroporto di Bologna, Fipe con i quali si stanno definendo alcune proposte di collaborazione.

Area di ricerca 2

Responsabile scientifico: dott. Edoardo Polidori (Ausl di Forlì)

L‘obiettivo è di proporre un documento di indirizzi e raccomandazioni per le Amministrazioni pubbliche, i Servizi territoriali, gli organizzatori, i gestori di eventi e locali, gli utenti, finalizzati alla prevenzione dei rischi per la salute nei luoghi del divertimento.

Allo scopo di realizzare questo obiettivo, il gruppo ha svolto le seguenti azioni:

  • incontro con alcuni gestori di locali notturni ed organizzatori di eventi musicali con i quali sono stati discussi i possibili contenuti del documento e le indicazioni più opportune per la riduzione dei rischi
  • organizzazione di attività di formazione finalizzate alla conoscenza ed alla diffusione delle buone pratiche. Il gruppo ha partecipato, nell‘ambito delle attività formative previste, ad alcuni eventi significativi che si sono svolti durante l‘estate del 2008 e, in particolare, al convegno internazionale “Club Health” a Ibiza, alla Street Parade di Zurigo e alla Notte della Taranta in Puglia. Gli esiti della formazione vengono restituiti al gruppo. Il materiale raccolto e le conoscenze acquisite dai partecipanti agli eventi sono state utilizzate per definire i contenuti del documento
  • definizione della struttura del documento i cui concetti fondamentali sono: le politiche di sicurezza intese come tutela della salute pubblica, governo e riduzione dei rischi, qualità dell‘offerta di divertimento. Vengono utilizzate anche indicazioni ed esperienze già positivamente avviate in Europa. Il documento verrà discusso anche con i gestori e gli organizzatori di eventi coinvolti in precedenza, prima dell‘approvazione definitiva.

Area di ricerca 3

Responsabile scientifico: dott. Annamaria Ferrari (Azienda Ospedaliera Reggio Emilia)

L‘obiettivo è promuovere o consolidare il coordinamento tra Servizi di emergenza-urgenza, Sert e Servizi salute mentale, per la gestione clinica di pazienti con problemi legati all‘abuso di sostanze.

Per sviluppare questo obiettivo, il gruppo di ricerca al mese di febbraio 2010 ha completato i seguenti punti:

  • redazione e diffusione di un manuale di rapida consultazione utile a coadiuvare medici e infermieri del Dipartimento emergenza - urgenza (Deu) nella gestione del paziente con problematiche d‘abuso. Il manuale è strutturato in una parte teorica e una parte composta da schemi di trattamento riguardanti i principali quadri di intossicazione
  • corso di formazione diretto a medici e infermieri. Il corso ha una durata di 8 ore e prevede lezioni frontali e discussione di casi clinici con lo scopo di facilitare il riconoscimento dei pazienti con problematiche d‘abuso e migliorare il collegamento con i Servizi di salute mentale, Sert e Associazioni di volontariato. Il corso è già stato erogato in modo sperimentale nel Deu di Reggio Emilia a 9 medici e a 36 infermieri
  • sperimentazione di inserimento in Pronto soccorso di un “operatore di corridoio” (volontario appartenente a una Unità di Strada) per un tempo predeterminato di 30 giorni in fasce orarie cosiddette “calde”, per il potenziale accesso di pazienti con problematiche d‘abuso. L‘obiettivo è aiutare il personale a riconoscere questi ultimi e a interagire positivamente con essi; favorire una maggiore fiducia di questi pazienti verso le strutture sanitarie; indirizzarli alla rete dei Servizi territoriali di sostegno e disintossicazione
  • analisi dei dati del Pronto soccorso per classificare le cause di ingresso legate all‘abuso di sostanze. L‘attività è svolta in collaborazione con l‘Osservatorio dipendenze patologiche dell‘Ausl di Bologna che ha già condotto la ricerca presso un Pronto soccorso bolognese. Si prevede di estendere l‘analisi dei dati di Pronto soccorso a circa 10 strutture.
Ultimo aggiornamento: 
26 febbraio 2010