L‘individuazione e l‘intervento precoce nelle psicosi. Un approccio preventivo alla schizofrenia

Anno: 
2005

Per migliorare la prognosi e la capacità di inserimento sociale delle persone affette da psicosi, il Ccm ha avviato una collaborazione con l'Ospedale Niguarda di Milano per la diffusione e la condivisione di modelli operativi per il riconoscimento precoce dei soggetti con esordio psicotico.

Alla realizzazione degli obiettivi specifici dello studio partecipano come Unità operative i dipartimenti di salute mentale (Dsm ) delle Regioni Toscana, Lazio, Campania, Calabria:

  1. sensibilizzazione e formazione degli operatori alle tematiche connesse con l‘individuazione precoce delle manifestazioni prodromiche e l‘intervento tempestivo e multimodale negli esordi psicotici
  2. costituzione di un programma specialistico con una equipe di riferimento. Individuazione, assessement e presa in carico di persone all‘esordio e di persone ad alto rischio di evoluzione verso la psicosi
  3. analisi, valutazione e trasferimento dei risultati sia formativi che operativi, a livello nazionale mediante specifici protocolli.

Finanziamento

Per questo progetto l'Ospedale Niguarda di Milano ha ricevuto un finanziamento di 75.000 €.

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Giovanna Romano
Per l'Ospedale Niguarda di Milano: Angelo Cocchi

Risultati del progetto

Il progetto si è concluso nel mese di dicembre 2009.
I risultati finali dello studio sono stati presentati con un seminario il 16 dicembre 2009.

Obiettivo del progetto, affidato al dipartimento di salute mentale (DSM) dell‘Azienda ospedaliera Niguarda Ca‘ Granda di Milano, è stato quello di estendere, nel rispetto delle specificità locali, l‘esperienza del "Programma 2000", attivo dal 1999 presso il suddetto DSM, ad altri dipartimenti di Salute mentale (mediante l‘attivazione sul territorio di servizi pilota per l‘individuazione e l‘intervento precoce nelle psicosi e di esperienze cliniche, percorsi formativi, di monitoraggio e di valutazione), allo scopo di arricchire l‘offerta all‘utenza e di ottenere una massa critica di dati in grado di allineare le pratiche italiane a quelle di altri Paesi europei ed extra-europei che hanno già orientato i loro servizi verso la prevenzione secondaria delle psicosi.

Si riportano di seguito alcune delle principali informazioni relative ai risultati preliminari ad oggi disponibili:

  • è stata effettuata una capillare opera di informazione, sensibilizzazione e formazione sul tema degli interventi precoci nell‘ambito delle singole Unità operative
  • sono state strutturate localmente équipes di lavoro
  • è stato realizzato un dettagliato protocollo operativo, trasferibile sul territorio nazionale, riguardante:
    - l‘implementazione dell‘attività clinica dei servizi
    - i percorsi di presa in carico
    - il processo di assessment
    - la raccolta e l'elaborazione dei dati riguardanti le popolazioni di giovani all‘esordio psicotico o ad alto rischio di psicosi
    - il funzionamento dei singoli servizi e la loro organizzazione
  • è stata messa a punto una piattaforma informatica, adeguatamente protetta, come data-base comune, per l‘elaborazione di tutti i dati disponibili
  • sono stati realizzati degli eventi conclusivi seminariali-congressuali locali, per la presentazione dei risultati nel contesto del territorio di appartenenza, e un evento congressuale sovraregionale svoltosi a Roma, presso il ministero della Salute, il 16 dicembre 2009, dai quali è emerso il notevole impatto avuto dal progetto, in termini di incremento di attività e attenzioni al problema degli esordi psicotici e delle situazioni ad alto rischio di evoluzione psicotica.

Le attività intraprese, in linea con quanto previsto nel progetto, hanno permesso di costruire un rapporto comune di incontro, di riflessione e di lavoro sul quale sviluppare attenzione alla lettura dei fenomeni connessi con l‘esordio psicotico e la condizione di alto rischio di evoluzione psicotica dando via a modalità di lavoro e obiettivi comuni orientati alla prevenzione e all‘avvio di un circuito di lavoro virtuoso, attento agli apporti più recenti sia della ricerca internazionale che delle pratiche cliniche più attuali, premessa a una modalità di intervento tempestivo, multimodale, attivo e attento alle evidenze.

Scarica la relazione finale del progetto (pdf 1,8 Mb) e i materiali presentati in occasione del convegno conclusivo del 16 dicembre 2009.

Ultimo aggiornamento: 
10 giugno 2010