Programma di prevenzione del tabagismo e di sostegno alla Legge 3/2003 nelle Regioni italiane

Anno: 
2007

Questo progetto si pone come proseguimento delle attività di prevenzione sostenute dal Ccm per contrastare l‘abitudine al fumo.

In particolare, il progetto ha l‘obiettivo di mantenere e rafforzare nel tempo l‘osservanza della legge n.3 del 16 gennaio 2003 in modo uniforme nel territorio nazionale, verificando il rispetto della normativa in esercizi pubblici (bar, ristoranti, discoteche) e negli ambienti sanitari pubblici, attraverso anche il coinvolgimento del personale dei dipartimenti di Prevenzione chiamati ad aver un ruolo attivo di vigilanza del rispetto del divieto, per l‘appropriata applicazione della normativa e del suo uso in chiave di promozione alla salute (sviluppo di una cultura per ambienti liberi dal fumo) in diversi contesti.

Finanziamento

Per questo progetto l'Ulss 7 Pieve di Soligo ha ricevuto un finanziamento di 350.000 euro.

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Daniela Galeone
Per l'Ulss 7 Pieve di Soligo: Francesca Russo.

Stato di avanzamento e primi risultati

Nell‘ambito del progetto sono state elaborate, come strumenti di supporto per l‘applicazione della legge, le guide operative “Verso una scuola libera dal fumo” e “Verso un‘azienda libera dal fumo” (luoghi di lavoro), integrando le indicazioni già elaborate dalla Regione del Veneto con quelle analoghe di altre Regioni e con i suggerimenti forniti dagli operatori coinvolti e dalla rete nazionale dei coordinatori e dei pianificatori regionali.

Nel corso del 2007 è stato realizzato uno studio di tipo descrittivo e osservazionale presso sedi comunali e presso ditte private, cui hanno aderito rispettivamente 9 e 10 Regioni. Il personale di 13 dipartimenti di Prevenzione di 9 Regioni ha ispezionato, complessivamente: 2.431 locali di uffici comunali con i seguenti risultati 14 nel 70% dei locali erano affissi i cartelli regolamentari di divieto di fumo nel 98% non sono state trovate persone che fumavano nel 95% degli uffici monitorati non vi era odore di fumo.

Il personale di 33 Dipartimenti di Prevenzione di 10 Regioni ha, invece, ispezionato: 3.828 locali in 863 aziende e imprese produttive, dove: solo nel 50% dei locali visitati erano affissi i cartelli regolamentari di divieto di fumo nel 95% non sono state trovate persone che fumavano nell‘89% dei locali monitorati non è stato rilevato odore di fumo

Nel 2010 è prevista la messa a punto di un protocollo standardizzato per il monitoraggio qualitativo e quantitativo della applicazione della legge da parte delle Regioni e la realizzazione di un nuovo studio descrittivo ed osservazionale nei luoghi di lavoro pubblici (ambienti sanitari) e privati (esercizi di ristorazione e divertimento). Nell‘ambito di questo progetto, grazie alla collaborazione con il Centro per lo studio e la prevenzione oncologica - Cspo (Istituto scientifico prevenzione oncologica) della Regione Toscana, è stata condotta una ricerca con lo scopo di confrontare, prima e due anni dopo l‘entrata in vigore della legge 3/2003, la qualità dell‘aria nei luoghi chiusi, attraverso la misurazione della concentrazione di nicotina in ambienti di ristorazione in Italia (paese di intervento) e in Austria (paese di controllo).

I risultati hanno confermato che il livello di concentrazione di nicotina è diminuito notevolmente in Italia dopo due anni dall‘entrata in vigore della legge, rispetto a quello misurato nei locali di ristoro austriaci, rimasto pressoché costante.

Sul sito della Regione Veneto sono disponibili tutti i materiali e gli aggiornamenti relativi al progetto in corso.

Ultimo aggiornamento: 
18 gennaio 2010