Lavoro: politiche e interventi di prevenzione mirati e strategie di work life balance tra differenze di genere, reinserimento lavorativo e invecchiamento della popolazione

Specie negli ultimi anni, la tematica del Work life balance è stata oggetto di attenzione da parte del Parlamento europeo. A titolo esemplificativo si segnala che tra i “considerando” della recente Direttiva 2019/1158 del 20 giugno 2019 si rileva il riferimento che “le politiche in materia di equilibrio tra attività professionale e vita familiare dovrebbero tener conto dei cambiamenti demografici, compresi gli effetti dell’invecchiamento della popolazione” individuando, ad esempio, le politiche di conciliazione per quei lavoratori che sono genitori o prestatori di assistenza.
L’aumento dell’aspettativa di vita ha portato, in Europa, ad un rilevante incremento della popolazione attiva di età compresa tra i 55 e i 64 anni. L’attuale accesso al trattamento pensionistico impone, pertanto, carriere lavorative più lunghe e conseguentemente la frequente necessità di continuare a svolgere la prestazione lavorativa in presenza di malattie croniche e/o condizioni di disabilità anche rilevanti, con rischio di maggiori tassi di assenteismo e di un incremento del rischio infortunistico sul lavoro. Grazie ai progressi terapeutici, in Europa sono sempre di più le persone che sopravvivono al cancro, ma spesso le stesse hanno difficoltà a reinserirsi nel contesto lavorativo. Ottimizzare la riabilitazione e la ripresa del lavoro dei lavoratori malati di cancro è quindi importante sia per migliorare il benessere di questo gruppo vulnerabile sia per ridurre l’impatto sociale e finanziario del cancro sulle imprese europee e sulla società in generale. Tra le altre malattie croniche, la sclerosi multipla (SM) è, dopo i traumi da incidenti stradali, la seconda causa di disabilità neurologica nei giovani adulti; la malattia, emergenza sanitaria e sociale, è per lo più diagnosticata tra i 20-40 anni, ed ha un rilevante impatto lavorativo e rappresenta un modello di studio per patologie croniche ad alta complessità. In considerazione dei mutamenti sociali e demografici e dei cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, si rende necessario contribuire all’individuazione e/o all’ottimizzazione di interventi/politiche di prevenzione mirati che favoriscano l’inserimento/reinserimento lavorativo o il mantenimento del lavoro di gruppi di lavoratori vulnerabili ( tra cui persone con SM o persone che hanno avuto il cancro), attraverso l’empowerment delle figure della prevenzione aziendale e del Servizio Sanitario Nazionale, nonché attraverso strategie di work life balance, nell’ottica di un approccio integrato alla tutela della Ssl.

Il testo del progetto  (Pdf: 659 Kb)

Ente: INAIL

Euro: 200.000,00