Epidemiologia delle acque reflue: implementazione del sistema di sorveglianza per l'identificazione precoce di agenti patogeni, con particolare riferimento al Sars-CoV2

Il 9 gennaio 2020, il China CDC ha riportato l’identificazione di un nuovo Coronavirus come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19 e dichiarata pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in data 11 Marzo 2020. All’inizio della malattia i sintomi associati sono spesso aspecifici e simil-influenzali, causando disturbi lievi, difficilmente associabili al CoVID-19, con possibile rapida evoluzione fino a quadri più gravi, rappresentati principalmente da una forma di polmonite interstiziale e da una reazione auto-infiammatoria con massiccia attivazione delle cascate di citochine. Inoltre, sulla base dei dati disponibili in letteratura, circa il 2-27% dei pazienti con COVID-19 presentano diarrea, e diversi studi recenti hanno rilevato la presenza di RNA virale nelle feci. Con l’ordinanza n. 640 del 27 febbraio 2020, l’ISS coordina un sistema di sorveglianza che integra i dati microbiologici ed epidemiologici forniti da Regioni e Provincie Autonome (PA) e dal Laboratorio Nazionale di Riferimento per SARS-CoV-2 dell’ISS. In questo ultimo contesto, la possibilità di effettuare una sorveglianza ambientale per SARS-CoV-2 mediante l’analisi dei reflui urbani può rappresentare un utile strumento ad integrazione della sorveglianza epidemiologica, al fine di monitorare la circolazione, anche in forma asintomatica, del virus nella popolazione ed evidenziare precocemente una eventuale comparsa/ricomparsa del virus, consentendo di riconoscere e circoscrivere più rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici. Il principale vantaggio della sorveglianza ambientale consiste nella possibilità di intercettare i virus che circolano in una determinata comunità, sia che originino da casi sintomatici che da individui con infezioni asintomatiche o subcliniche, con la possibilità di controllare aggregati di popolazione più o meno estesi .La sorveglianza dei reflui urbani, laddove effettuata in forma sistematizzata e in connessione con le reti di sorveglianza sanitaria territoriali, può essere inoltre utilizzata come early warning, ossia, può rappresentare un sistema di allerta precoce in relazione alla possibilità che si verifichino focolai epidemici nella popolazione .Il presente progetto intende avviare una strutturazione di una rete nazionale operativa per la sorveglianza epidemiologica di SARS-CoV-2, sul modello della Waste water Based Epidemiology,attraverso i reflui urbani, finalizzata ad ottenere dati sull’andamento epidemico e per l’allerta precoce.

Il testo del progetto  (Pdf: 687 Kb)

ENTE PARTNER: REGIONE LOMBARDIA

COSTO: 490.000,00 euro