Ambiente, programmazione epigenetica fetale e prevenzione delle patologie croniche

Il panorama epidemiologico è radicalmente mutato, negli ultimi decenni, poiché si assiste ad un sempre più rilevante incremento di patologie cronico-degenerative, infiammatorie, neoplastiche, disturbi del neurosviluppo e malattie neurodegenerative,  patologie immuno-mediate; anomalie della sfera genitale e riproduttiva. All’incremento quantitativo generale si associa il dato, particolarmente inquietante, della progressiva anticipazione dell’età di insorgenza di molte delle suddette patologie. In tale scenario sembra sempre più necessario pervenire ad un nuovo modello interpretativo nel quale si vengano a meglio definire le complesse relazioni tra le “informazioni” sempre nuove provenienti dall’ambiente e quelle contenute da milioni di anni nel genoma umano. L’ontogenesi embrio-fetale rappresenta la fase della vita di gran lunga più sensibile alle informazioni provenienti dall’ambiente e in particolare allo stress materno-fetale, agli errori nutrizionali, agli agenti inquinanti, proprio in quanto le cellule in via di differenziazione sono estremamente plastiche. Alla luce di ciò e della più recente letteratura scientifica internazionale è urgente migliorare le conoscenze sulle correlazioni tra l’esposizione materno-fetale a stressors ambientali e le conseguenze a breve e medio-lungo termine, cercando di mettere in relazione profili e fattori di esposizione pre/perinatale e biomarcatori molecolari, in particolare epigenetici (metilazione globale e gene-specifica). Un altro fondamentale contributo ad una migliore comprensione delle interazioni tra genoma e ambiente può venire dall’identificazione di biomarkers molecolari caratterizzati da elevati livelli di specificità e sensibilità nei confronti degli arrangiamenti e dei disordini metabolici causati dalle suddette modificazioni epigenetiche. L’identificazione di tali biomarkers è oggetto della metabolomica, lo studio delle alterazioni delle funzionalità metaboliche dei sistemi biologici mediante la caratterizzazione qualiquantitativa di fluidi e tessuti mediante tecniche principalmente spettroscopiche. Con il presente progetto si intende dunque sviluppare un modello di studio che metta in relazione l’esposizione materno fetale a metalli pesanti e molecole organiche potenzialmente epigeno-tossiche con la transizione epidemiologica in atto tramite un approccio multidisciplinare.

Il testo del progetto (Pdf: 411 Kb)

ENTE PARTNER: Regione Sardegna

COSTO: 448.000 euro

Referenti istituzionali
Per la Regione Sardegna: Vassilios Fanos