Near miss ostetrici in Italia: la sepsi, l’eclampsia, l’embolia di liquido amniotico e l’emoperitoneo spontaneo in gravidanza

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce near miss la condizione di una donna che “sarebbe deceduta ma che è sopravvissuta alle complicazioni insorte durante la gravidanza, il parto o entro 42 giorni dal termine della gravidanza stessa”. Tale condizione  sta acquisendo sempre maggiore importanza quale indicatore della qualità dell’assistenza ostetrica, in aggiunta alle statistiche relative alla mortalità materna poiché nei paesi socialmente avanzati, la maggiore frequenza dei near miss rispetto alle morti materne, permette di produrre stime affidabili in tempi molto più rapidi e produce conoscenza preziosa per il miglioramento dell’appropriatezza clinica coinvolgendo e rafforzando la rete dei professionisti sanitari. Questi eventi infatti rappresentano dei successi terapeutici che facilitano le procedure di audit e di revisione critica dei percorsi assistenziali tanto difficili per i clinici in caso di morte materna. In base ai dati prodotti dal sistema di sorveglianza ISS-regioni, in ordine di frequenza, la sepsi, la preeclampsia, l’eclampsia e la tromboembolia sono le cause che, insieme alle emergenze emorragiche, coprono circa il 75% dei decessi materni. Tutte queste condizioni sono suscettibili di riduzione di incidenza e di gravità grazie ad un miglioramento degli standard assistenziali ed è urgente disporre di dati italiani che facilitino la comprensione della quota evitabile di mortalità materna stimata pari al 50% nei Paesi socialmente avanzati e limitino gli esiti conseguenti a complicazioni di gravidanza, parto e puerperio. Il progetto, incardinato nell’ambito delle attività di sorveglianza ostetrica ISS-regioni, si propone di raccogliere informazioni circa i casi incidenti di near miss ostetrici secondari a sepsi, eclampsia, embolia di liquido amniotico ed emoperitoneo spontaneo in gravidanza, occorsi a donne che partoriscono nei presidi ospedalieri pubblici e privati delle regioni. Il progetto prevede inoltre la predisposizione e implementazione di un piano di formazione a distanza (FAD), accreditato ECM, sulla sepsi che in base ai dati del sistema di sorveglianza ostetrica è una condizioni emergente su cui i professionisti richiedono aggiornamento professionale.

Il testo del progetto (Pdf: 213 kb)

ENTE PARTNER: Regione Lombardia

COSTO: 207.100 euro

Referenti istituzionali 
Per la Regione Lombardia: Irene Cetin