Clostridium difficile: buone pratiche per la diagnosi, la sorveglianza, la comunicazione e il controllo della diffusione nelle strutture sanitarie

In Italia ogni anno 500mila pazienti sviluppano un’infezione correlata all’assistenza (ICA). Fra tali infezioni la malattia da Clostridium difficile è di particolare rilevanza dal punto di vista epidemiologico e clinico, e l’incidenza di malattia da tale batterio risulta sensibilmente aumentata negli ultimi anni sia negli Stati Uniti che in Europa, ivi compreso in Italia.
Le infezioni da Clostridium difficile (CDI) sono associate ad un elevato rischio di mortalità, nonché ad un prolungamento della degenza ospedaliera, e uno degli aspetti più critici è rappresentato dall’elevata frequenza con cui i pazienti vanno incontro a recidive. Secondo numerose evidenze scientifiche la diffusione ospedaliera di Clostridium può essere limitata mediante l’applicazione di misure di controllo che includono, la sorveglianza attiva, le giuste precauzioni da contatto, le igiene delle mani, i programmi di educazione e formazione rivolti a tutti il personale sanitario, gli  interventi sui metodi di pulizia degli ambienti, gli interventi per il controllo, la promozione dell’uso corretto di antibiotici, e l’identificazione tempestiva e una diagnosi precoce di laboratorio. Obiettivo generale del progetto è dunque quello di migliorare l’efficienza della diagnosi di infezione da Clostridium difficile e ridurne la diffusione in ambito assistenziale. A tal fine verrà effettuata nelle regioni partecipanti al progetto un’indagine con lo scopo di descrivere le metodiche diagnostiche e le misure di controllo messe in atto nelle strutture, così da ottenere dati epidemiologici aggiornati. Sarà altresì promossa la diffusione dei metodi di laboratorio per le diagnosi di CDI raccomandati dalle linee guida internazionali, nonché la diffusione della corretta gestione del paziente con CDI sospetta o accertata, mediante l’attivazione di programmi di informazione e formazione degli operatori sanitari e l’elaborazione di specifici protocolli adattati alla realtà di ogni singola struttura sanitaria.

Il testo del progetto (Pdf: 1.749 Kb)

ENTE PARTNER: Regione Lazio

COSTO: 400.000 euro

Referenti istituzionali 
Per la Regione Lazio: Nicola Petrosillo