Studio di prevalenza dell'epatite E in Italia: indagine sierologica nella popolazione dei donatori di sangue

L’epatite E è un’infiammazione epatica causata dal virus dell'epatite E (HEV). Il virus si trasmette per via oro-fecale e può causare un’insufficienza epatica acuta, soprattutto durante la gravidanza.
Nei Paesi industrializzati l’epatite E si presenta come malattia emergente, anche se sempre più spesso vengono  segnalati casi sporadici di malattia in soggetti che non hanno viaggiato all’estero in zone a rischio (casi autoctoni). Nel corso dell’infezione la viremia compare dopo circa due settimane e persiste per 14-21 giorni, fino ad un massimo di 112 giorni. Dalla quarta settimana sono rilevabili nel plasma gli anticorpi di classe M (IgM) e dalla quinta settimana quelli di classe G (IgG). Numerosi studi sieroepidemiologici hanno rilevato una notevole prevalenza degli anticorpi anti-HEV (5-20%) nella popolazione sana di molti Paesi industrializzati, facendo ipotizzare un’elevata diffusione dell’infezione, seppur in genere a livello subclinico. In Italia, la prevalenza attuale dell’infezione è sconosciuta poiché gli unici studi disponibili sono datati o realizzati con metodi diagnostici di scarsa sensibilità.  L’obiettivo generale del presente studio è quello di valutare la diffusione dell’infezione da HEV in Italia ed in particolare di stimare la prevalenza di epatite E nei donatori di sangue per area geografica, età e sesso. Nello specifico si prevede di stimare la sieroprevalenza IgG e IgM di HEV nei donatori di sangue italiani a livello regionale e nazionale poiché attualmente non si hanno al riguardo dati di letteratura omogenei ma solo studi datati, e di effettuare l’analisi molecolare su eventuali campioni viremici dei ceppi di HEV circolanti per avviare un confronto con ceppi suini, ambientali o isolati da alimento contaminato.

Il testo del progetto (PDF: 247 kb)

Ente: ISS- Centro Nazionale Sangue

Euro: 120.000