Progetto FAI: la fibrillazione atriale in Italia. La Medicina di iniziativa e il medico di medicina generale per garantire l’accesso a servizi e cure efficaci riducendo i costi per il SSN e i costi sociali legati all’elevato rischio di ictus cerebrale

La fibrillazione atriale (FA) è la più frequente aritmia cardiaca di rilevanza clinica, che interessa soprattutto gli ultrasessantacinquenni, che in Italia costituiscono il 25% della popolazione. L’importanza della FA è legata al fatto che essa è uno dei più importanti fattori di rischio per ictus cerebrale, patologia che rappresenta la prima causa di disabilità nel soggetto anziano, la seconda causa di morte e di demenza nei paesi occidentali. Ogni anno nel nostro Paese l’ictus colpisce 200.000 persone e i costi diretti annui attribuiti sono stimati in 3,7 miliardi euro. Oltre un quarto di questi costi sono dovuti al “peso” determinato dall’ictus cardioembolico da FA.

Accade spesso, purtroppo, che la FA non venga diagnosticata e che la prima diagnosi avvenga frequentemente in concomitanza di un ictus invalidante, quando ormai il paziente è vittima di un evento vascolare maggiore, con gravi conseguenze sia sull’aspettativa che sulla qualità di vita, inoltre, circa la metà dei pazienti con diagnosi di FA non assume una terapia adeguata.

Il progetto si propone di valutare la frequenza della fibrillazione atriale, considerando l’impatto delle forme non diagnosticate, determinando il rischio cardioembolico e l’aderenza agli standard internazionali di trattamento in un campione di popolazione anziana in Italia, attraverso la valutazione dell’impatto dei casi non diagnosticati di FA, stimandone il rischio cardioembolico e le relative necessità terapeutiche. Nei casi già diagnosticati, verranno valutate le terapie in corso e le eventuali motivazioni del non trattamento, applicando i criteri internazionali di valutazione del rischio cardioembolico ed emorragico. Infine verrà sviluppata e validata una metodologia di screening e conferma diagnostica della FA direttamente trasferibile ai medici di medicina generale e al Sistema sanitario nazionale, nell’ottica di una riduzione degli  ingenti costi sociali e sanitari legati a questa patologia.

Testo del progetto (PDF: 270 Kb)

Partner
Regione Toscana

Finanziamenti
Euro 494.500

Referenti istituzionali
Per il Ccm: Bianca Maria Polizzi
Per la Regione Toscana: Domenico Inzitari

Materiali utili:

il documento con i risultati finali