Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale: sviluppo e implementazione pilota di strumenti di supporto operativo

Su scala planetaria sono in atto rapide modifiche degli equilibri bio-ecologici che pongono all’attenzione della sanità pubblica nuovi scenari di rischio epidemiologico in riferimento alle malattie con ciclo di trasmissione vettoriale. I sistemi patogeno-vettore-ospite sono estremamente sensibili ai mutamenti climatici e ambientali adattandosi rapidamente con modalità non facilmente prevedibili. La globalizzazione mette in contatto specie che non si erano mai incontrate precedentemente fornendo occasioni di sviluppo inedite. Gli arbovirus in particolare mostrano una grande capacità di adattamento alle nuove condizioni ecologiche rappresentando un concreto rischio per la salute pubblica.

In Italia, le malattie da vettore sono tornate di attualità con l’epidemia di Chikungunya del 2007. La diffusa persistente presenza di Aedes albopictus sull’intero territorio pianeggiante e basso collinare italiano, in particolare legata alle aree urbanizzate dove stretto è il rapporto con la popolazione umana, espongono una larga fascia di popolazione al rischio di infezione da parte di Chikungunya e Dengue, regolarmente introdotti da viaggiatori di ritorno da zone endemiche o in corso epidemico. Negli ultimi anni il virus West Nile (WNV) sta dimostrando la capacità di fuoriuscire dal ciclo enzootico causando casi umani con insistente gravità ed inoltre c’è da considerare che altre specie di zanzare esotiche invasive si stanno insediando nel continente europeo.

Diventa quindi strategico rafforzare e diffondere sull’intero territorio nazionale la capacità di rilevare, prevenire e ridurre il rischio sanitario da malattie a trasmissione vettoriale, potenziando i sistemi di sorveglianza attiva che sfruttino la rete di competenze interdisciplinari (medici, veterinari, biologi, entomologi) sia sul versante dei vettori che su quello degli agenti patogeni.

Obiettivo generale è, pertanto, quello di migliorare la capacità del sistema sanitario di rilevare il rischio da malattie a trasmissione vettoriale; promuovere l’adozione di metodi di stima dei livelli di rischio sulla base di evidenze e/o inferenze scientificamente fondate; supportare il processo decisionale in sanità pubblica e nel sistema di sicurezza di sangue e organi anche sulla base di un approccio di tipo costo/beneficio.

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Partner
Regione Emilia-Romagna

Finanziamento
Euro 494.500

Referenti istituzionali
Per il Ccm: Maria Grazia Pompa
Per la Regione Emilia-Romagna: Paola Angelini