La medicina predittiva nella valutazione del rischio di perdita di autonomia

La popolazione europea con oltre 80 anni (over80) aumenterà dal 2010 al 2050 dal 4,5% all'11,3%, dei quali tra il 25 e il 50% circa necessitano di aiuto negli atti della vita quotidiana. La capacità di lavoro muscolare (WATT, METS) e del massimo consumo di ossigeno (VO2) si riduce con l'età. Alcuni indicatori mostrano una flessione significativa in soggetti anziani sedentari rispetto ad anziani praticanti una attività fisica importante, con una perdita del 10% di VO2max per decade, contro il 5% degli anziani attivi. Ne deriva l'urgenza di creare presupposti per contrastare il rischio di perdita di autonomia negli over65 attraverso interventi sociali e sanitari personalizzati valutando il rischio individuale di perdita di autonomia in funzione dell'età, dello stato generale di salute fisica e psichica, della capacità di lavoro muscolare, dell'equilibrio e delle abilità fini, del grado di cultura, delle condizioni economiche, oltre che delle condizioni familiari e sociali nelle quali l'individuo vive. L'ASL di Bergamo, l'APSS di Trento e le Università propongono l'istituzione di un sistema coordinato per lo sviluppo razionale della medicina predittiva del rischio di perdita di autonomia. Obiettivo del progetto è quello di costruire profili individualizzati di salute che, a partire dalle variabili ICF, integrate entro modelli di valutazione comportamentale (es. TPB: Theory of Planned Behavior), siano in grado di predire nel breve-medio periodo rischi di perdita di autonomia e delineino possibili piani di intervento sia sul piano preventivo sia su quello del trattamento e della pianificazione di un esercizio fisico efficace a prevenire il decadimento.

Il testo del progetto (PDF: 363 Kb)

Partner
Regione Lombardia

Finanziamento
Euro 403.000

Referenti istituzionali
Per il CCM: Pietro Malara
Per la Regione Lombardia: Giuliana Mazzoleni