Individuazione delle disuguaglianze in salute e creazione di conseguenti modelli di azioni di sorveglianza e di contrasto

Le disuguaglianze sociali hanno un forte impatto sulla salute degli individui, anche in paesi evoluti e dotati di un servizio sanitario nazionale; l’UE nel 2007 ha stimato che più di 700mila decessi/anno e circa il 20% dei costi dell’assistenza sanitaria dei Paesi membri sono legati alle disuguaglianze socio economiche. La consapevolezza che paradossalmente alcuni interventi di prevenzione possono attivare un incremento, invece che una riduzione delle disuguaglianze motiva l’urgenza di adottare strumenti per la valutazione dell’impatto delle politiche sanitarie sulle disparità di salute e conseguenti modelli di contrasto. La letteratura scientifica e l’esperienza sul campo, dimostrano che fasce di popolazione in condizioni di svantaggio sociale presentano difficoltà di accesso a pratiche preventive efficaci, come gli screening oncologici.

Il presente progetto ha come obiettivo generale l’individuazione di modelli appropriati di contrasto alle disuguaglianze in salute in sottogruppi di popolazione “ hard to reach” (donne immigrate, popolazione carceraria , comunità nomade, ecc.), per garantire l’accesso a interventi preventivi di provata efficacia previsti dai LEA, a partire dagli screening oncologici femminili ed in particolare al percorso dello screening citologico.

Il testo del progetto (PDF: 484 Kb)

Partner

Veneto

Finanziamento

Euro 360.000 

Referenti istituzionali

Per il CCM: Stefania Vasselli

Per la Regione Veneto: Massimo Valsecchi

 

Sintesi dei risultati

Gli ultimi mesi dell’attività progettuale sono stati dedicati alla verifica dei risultati ottenuti, particolarmente nell’ambito dell’adesione allo screening.

  • Donne Nomadi . Per quanto riguarda le ricadute dell’azione progettuale sulle Donne nomadi si veda il capitolo 9 del Report che riguarda le comunità nomadi e che è stato sviluppato dai Medici per la Pace ONLUS. Nel corso dell’attività progettuale, infatti, all’interno dei campi nomadi, si sono verificate situazioni di tensione e conflittualità, che hanno reso più difficoltosa l’azione progettuale, impedendo tra l’altro il programmato intervento di confronto diretto tra gli operatori sanitari e le donne, che si sarebbe dovuto svolgere all’interno delle comunità. Inoltre la variabilità della popolazione presente nei campi, per la mobilità delle famiglie, assieme alla contenuta numerosità, rappresentano ulteriori fattori, che limitano la valutazione dei risultati in termini di variazione di indicatori, mentre appare più importante il raggiungimento dell’obiettivo di aver instaurato relazioni consapevoli e contesti favorevoli al sostegno di scelte salutari non solo nell’ambito della prevenzione del cervicocarcinoma, ma anche in altri ambiti della salute materno-infantile.
  • Donne prive di assistenza sanitaria. Nel periodo progettuale 53 sono state le Donne straniere prive di assistenza sanitaria che si sono recate all’”ambulatorio Donna Straniera” ed alle quali la ginecologa ha ritenuto necessario eseguire un prelievo di pap test. La maggior parte di queste Donne proveniva dalla Nigeria e dalla Romania e più della metà erano donne molto giovani, al di sotto dei 30 anni, e tra queste ben 18 erano al di sotto dei 25 anni, età d’inizio dei programmi organizzati di screening. Nostante nella storia anamnestica della maggior parte di queste Donne vi fossero gravidanze ed aborti solo 7 su 53 avevano già eseguito un pap test precedentemente al loro accesso all’ambulatorio, confermando quindi la scarsa o assente cultura di prevenzione nel loro bagaglio formativo e l’eccesso di fragilità di questa popolazione.
  • Donne Straniere delle comunità coinvolte nel progetto.Sia l’adesione grezza che quella corretta sono sensibilmente aumentate in 5 delle 6 comunità scelte; unica eccezione la Moldavia, che partiva comunque nel 2012 dai valori di adesione più alti tra le 6 nazionalità.

 

L'abstract del progetto (PDF: 670 Kb)

Il Report del progetto (PDF: 2,3 Mb)