Studio multicentrico sui fattori di rischio e sull‘efficacia dell‘intervento preventivo psicologico, psichiatrico e sociale sulla psicopatologia del periodo perinatale

Anno: 
2008

La crescente attenzione per la salute mentale della donna durante la gravidanza è giustificata da diversi fattori di ordine psicologico, medico, sociale, economico e culturale. Nonostante la diffusa consapevolezza del problema, poco si è fatto per prevenire, identificare e trattare in maniera sistematica la psicopatologia legata al periodo perinatale.

Questo tipo di psicopatologia può avere conseguenze gravi sulla madre, sullo sviluppo psicofisico dei neonati e sulla comunità stessa. Per quanto la depressione in gravidanza colpisca il 10-20% delle donne, solo una minoranza di queste (circa il 20%) riceve una qualche forma di trattamento.

Studi recenti sottolineano che la depressione e l‘ansia in gravidanza si associano a un elevato rischio di esiti negativi, come prematurità del nascituro, sofferenza fetale e alterazioni comportamentali, a un elevato rischio di depressione nel post partum e allo sviluppo di una forma ricorrente del disturbo nelle epoche successive.

Il progetto si propone di valutare l‘efficacia di un approccio clinico multidisciplinare semplificato ed essenziale volto a individuare e a trattare la psicopatologia del periodo perinatale attraverso la somministrazione di strumenti di valutazione standardizzati in grado di cogliere specifici fattori di rischio, oltre che la fenomenica depressivoansiosa e altra comorbidità psichiatrica di soglia e sottosoglia.

Partner

Università degli Studi di Pisa

Finanziamento

100.000 euro

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Maria Migliore
Per l‘Università degli Studi di Pisa: Mauro Mauri; Mario Guazzelli

Ultimo aggiornamento: 
27 febbraio 2011