La vita in più

Anno: 
2009

Il problema della mortalità legato all‘aumento delle temperature nei mesi estivi e al forte abbassamento nei mesi invernali, ripropone in modo sempre più urgente lo studio e la sperimentazione di nuovi modelli di intervento che, attraverso una piena integrazione sociosanitaria, aiutino la popolazione, anziana in particolare, a fronteggiare e superare i periodi critici.

Numerosi studi hanno mostrato diversi fattori di rischio e molteplici condizioni predisponenti ai rischi dovuti alle temperature eccessive: accanto all‘età, molti autori individuano la condizione di isolamento come uno dei fattori con maggiore impatto negativo sugli anziani, individuando proprio nelle azioni di contrasto all‘isolamento sociale e di rafforzamento delle reti di supporto un obiettivo prioritario per le politiche di sanità pubblica.

Dal 2004 ad oggi la Comunità di Sant‘Egidio ha avviato con il ministero della Salute una collaborazione che ha messo a punto e realizzato un modello di intervento rivolto alla popolazione anziana ultra75enne e orientato alla prevenzione dei rischi derivanti dagli eventi critici avversi, in particolare le emergenze climatiche estive e invernali.

Il progetto propone un modello di intervento sociosanitario che, utilizzando il ruolo protettivo delle reti di supporto sociale e il coinvolgimento di diversi soggetti (medici di medicina generale, day hospital geriatrici, ospedali, CAD, UVG, servizi domiciliari comunali, ecc.), mira a proteggere la popolazione anziana ultra75enne del distretto individuato (centro storico del Comune di Roma) dai fattori di rischio derivanti dagli eventi climatici avversi, sia nella stagione estiva che invernale.

Obiettivo generale è la standardizzazione e la formalizzazione del modello avviato, replicabile e trasferibile in altri contesti, finalizzata a promuovere, facilitare e attivare le reti di supporto per sostenere la popolazione anziana ultra75enne a prevenire situazioni di rischio e fronteggiare gli eventi climatici avversi.

I risultati della sperimentazione degli anni precedenti evidenziano nei quartieri oggetto della sperimentazione (Trastevere e Testaccio) una riduzione del ricorso ai ricoveri ospedalieri (tasso di ricoveri in un anno 146%), alle strutture post acuzie, riabilitative e Rsa (0,5 %) un contenimento delle richiesta dei servizi domiciliari (che non ha raggiunto il 3% della popolazione target), un gradimento del servizio da parte dei destinatari superiore al 98%. Inoltre, si è registrato un coinvolgimento attivo del tessuto relazionale dei due quartieri nei confronti della popolazione anziana residente.

Il programma 2009-2010 intende fare ulteriori progressi rispetto agli anni precedenti: il primo riguarda una sua eventuale implementazione in una altra zona del centro storico di Roma, il quartiere Esquilino; il secondo è quella di avviare una collaborazione con l‘Azienda ospedaliera San Giovanni per il Servizio di telemedicina.

Partner

Comunità Sant‘Egidio

Finanziamento

245.000 euro

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Annamaria De Martino
Per la Comunità Sant‘Egidio: Daniela Pompei

Ultimo aggiornamento: 
24 febbraio 2011