Colonizzazione da pneumococco in bambini in asili nido nell‘epoca del vaccino glicoconiugato 7-valente

Anno: 

2010

Lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae) è responsabile di una vasta gamma di infezioni che colpiscono soprattutto soggetti nelle età estreme della vita: infezioni invasive quali sepsi e meningiti ma anche polmoniti acquisite in comunità e otiti medie. Dopo l’introduzione del vaccino glicoconiugato 7-valente (PCV7) nella popolazione pediatrica, l’incidenza delle malattie invasive da pneumococco è diminuita non solo nei bambini, ma anche nelle classi di età superiore non vaccinate, per il fenomeno dell’immunità di gregge. Contemporaneamente, si è assistito ad un incremento dell’incidenza di infezioni pneumococciche dovute a sierotipi non contenuti nel vaccino. Lo pneumococco è un normale colonizzatore della mucosa del nasofaringe, in particolare dei bambini, che di fatto rappresentano il serbatoio naturale della malattia. La colonizzazione rappresenta la condizione necessaria che precede una infezione pneumococcica, anche  di tipo invasivo.

Scopo di questo progetto è stato quello di studiare la colonizzazione da pneumococco in bambini sani di età 0-5 anni in due città (Bologna e Milano) in regioni che avevano adottato diverse strategie di politica vaccinale nei riguardi dello pneumococco. Sebbene il progetto prevedesse l’arruolamento dei bambini negli asili nido, la necessità di ottenere tamponi nasofaringei sotto controllo medico ha richiesto l’arruolamento dei bambini in occasione delle visite periodiche presso il pediatra di libera scelta o presso ambulatori ospedalieri. Inoltre, nelle more organizzative del progetto, le regioni interessate hanno iniziato ad utilizzare il nuovo vaccino glicoconiugato 13-valente (PCV13) al posto del PCV7. Il progetto quindi ha fotografato la colonizzazione da pneumococco nei bambini nell’epoca di transizione tra i due vaccini.

Partner

Iss

Finanziamento

114.000 euro

Referenti istituzionali

Per il Ccm: Maria Grazia Pompa
Per l‘Iss: Annalisa Pantosti

Risultati del progetto

Lo studio si è svolto nel periodo  tra novembre 2011 ed  aprile 2012 ed ha coinvolto 571 bambini di età compresa tra 0 e 5 anni arruolati presso il Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna ed uno studio pediatrico associato con l’Ospedale Maggiore-Policlinico di Milano. I bambini che avevano completato il ciclo di vaccinazione per la loro età erano 97.8% a Bologna e 57.5% a Milano. Complessivamente 188 bambini (32.9%) erano colonizzati da pneumococco senza differenza significativa  tra bambini vaccinati e non vaccinati. La sierotipizzazione ha identificato 31 sierotipi diversi: il 5.4% dei ceppi apparteneva a sierotipi contenuti nel PCV7, il 18% a sierotipi contenuti nel PCV13 mentre l’82% erano sierotipi non vaccinali. I sierotipi più frequenti, che rappresentavano complessivamente più del 40% dei ceppi erano i sierotipi 6C, 24F, 19A, 11A e 15B. Le percentuali di non-sensibilità alla penicillina (30.9%) e di resistenza alla eritromicina (42.3%), erano molto più alte nei ceppi di questo studio di quelle osservate nei ceppi isolati da malattie invasive. La tipizzazione molecolare ha dimostrato che la maggior parte dei ceppi antibiotico-resistenti apparteneva a cloni circolanti in Italia come causa di malattie invasive. In ultimo, la valutazione della colonizzazione multipla, effettuata sui campioni di 60 bambini con metodiche molecolari, ha rivelato nel 18% dei casi la presenza di 2 o 3 sierotipi diversi.

In conclusione, lo studio ha dimostrato che i bambini sono colonizzati da una grande varietà di sierotipi, in gran parte non vaccinali e resistenti agli antibiotici. Dato il breve periodo di utilizzazione del PCV13 al tempo dello studio, è possibile che il suo effetto sulla colonizzazione sia stato ancora parziale. Questo studio può quindi rappresentare una linea di base per monitorare l’impatto futuro della vaccinazione con PCV13 sui sierotipi che colonizzano i bambini.