Il fumo in Italia

Secondo i dati Istat , nel 2009, in Italia, la percentuale dei fumatori è salita al 23%, dopo 5 anni di valori stabili intorno al 22%. Nel 2003, prima della legge Sirchia, la prevalenza era del 23,8%. L‘aumento maggiore ha riguardato i giovani adulti di età compresa tra 25 e 34 anni, dove si è raggiunta la percentuale del 31,4%.

È quanto si apprende dal rapporto sul fumo 2009 (pdf 340 kb), pubblicato dal ministero della Salute a distanza di 5 anni dalla Legge 3/2003 sulla “Tutela della salute dei non fumatori”.

L‘attività di monitoraggio dell‘applicazione della legge, avviata fin dal 2005, ha evidenziato che nel corso del 2009 le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,2%, pari a oltre 1 pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore. Rispetto al 2004 la diminuzione è di circa il 9%. Di segno opposto l'andamento dei dati relativi alla vendita di tabacco trinciato, le cui vendite sono più che raddoppiate a partire dal 2004 (+139%).

L‘attività di monitoraggio dell‘applicazione della legge, tuttora in corso, si articola in cinque livelli:

  1. vendite dei prodotti di tabacco
  2. effetti sulla salute
  3. controllo del rispetto della legge
  4. tentativi di smettere e terapia del tabagismo
  5. altre attività di prevenzione e comunicazione.

A cinque anni dall‘entrata in vigore della legge Sirchia, il bilancio può essere considerato positivo, soprattutto per quanto riguarda la protezione dall‘esposizione al fumo passivo e il rispetto della legge. La popolazione, infatti, si è dimostrata generalmente favorevole al provvedimento e consapevole della sua importanza per la salute pubblica.

I Nas , nel 2009, hanno effettuato 2.551 ispezioni a campione su tutto il territorio nazionale in stazioni ferroviarie, ospedali, ambulatori, musei e biblioteche, aeroporti, uffici postali, e sale scommesse, discoteche, pub e pizzerie in cui si applica il divieto di fumo. Sostanzialmente è emerso un diffuso rispetto della norma: complessivamente sono state 234 (9,2%) le infrazioni, 91 a persone che fumavano dove vietato (3,6%) e 143 per mancata o errata affissione del cartello di divieto o per presenza di locali per fumatori non a norma (5,6%).

Scarica il rapporto “Attività per la prevenzione del tabagismo” (pdf 340 kb).

Ultimo aggiornamento: 
25 gennaio 2010