L'attività fisica in Europa

Pirous Fateh-Moghadam – Gruppo Tecnico Passi - Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento

Condividere un set di indicatori sull‘attività fisica e costruire un database che permetta l‘integrazione e la confrontabilità dei dati raccolti dai 27 Paesi dell‘Unione europea. È l‘obiettivo del workshop “Integration of physical activity data”, organizzato dall‘Oms Europa a Zurigo, in Svizzera, il 25 e 26 febbraio 2009.

Al seminario, che rientra nell‘ambito del progetto congiunto Oms-Direzione generale della salute e della tutela del consumatore della Commissione europea (DG SANCO) per monitorare i progressi nel miglioramento della nutrizione e dell'attività fisica e per prevenire l'obesità nei Paesi Ue, hanno preso parte rappresentanti di Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Slovenia, Svezia, Svizzera. Hanno inoltre partecipato esperti provenienti da Australia e Stati Uniti.

Scarica il programma (pdf 89 kb).

Gli obiettivi del workshop

Attualmente il confronto internazionale di dati sull‘attività fisica è molto complesso, a causa dell‘estrema eterogeneità tra i Paesi per quanto riguarda:

  • metodi di raccolta dei dati utilizzati
  • definizioni di attività fisica o di inattività
  • disegni e modelli di campionamento
  • anni e fasce di età considerate nelle indagini.

Poiché l'obiettivo del seminario di Zurigo sull'integrazione dei dati sull'attività fisica è stato rivedere e concordare una serie di indicatori e criteri di inclusione per i dati sulla sorveglianza dell‘attività fisica, allo scopo di inserirli in un database, il primo passo del progetto Oms-DG SANCO consiste, appunto, nel mappare le fonti di dati esistenti a livello nazionale e internazionale sui livelli di attività fisica in tutti i gruppi di popolazione (bambini, adolescenti, adulti e anziani) dei 27 Stati membri dell'Unione europea.

Gli argomenti della prima giornata

Nel corso del primo giorno di lavori, alla rapida esposizione degli obiettivi del workshop di Sonja Kahlmeier e Trudy Wijnhoven dell‘Oms - Ufficio per l‘Europa (delle sedi di Roma e Copenhagen, rispettivamente) è seguita una presentazione che ha offerto una panoramica dei diversi sistemi di raccolta dei dati presenti in Europa (pdf 1,7 Mb). Per quanto riguarda l‘Italia, sono state illustrate le indagini Passi e OKkio alla Salute, evidenziandone le diverse strategie di rilevazione dei dati.

Sebbene nella successiva discussione siano stati sollevati numerosi dubbi di carattere metodologico, in particolare, sulla confrontabilità dei dati raccolti dalle varie indagini realizzate nei Paesi dell‘Unione europea, si è cercato di focalizzare il dibattito sull‘individuazione di indicatori condivisi e di mettere da parte, almeno momentaneamente, le perplessità metodologiche.

Il secondo momento della giornata ha previsto che i partecipanti venissero suddivisi in due gruppi di lavoro per discutere della selezione di specifici indicatori di attività fisica per adulti e per bambini e adolescenti. A ciò ha seguito una seduta plenaria durante la quale le due parti si sono confrontate reciprocamente per arrivare a definire due set di indicatori condivisi ed elaborare le conclusioni preliminari.

Rispetto ai sistemi di sorveglianza italiani, il calcolo degli indicatori scelti (5 per gli adulti e 5 per i bambini) risulta compatibile per Passi, un po‘ più problematico per OKkio alla Salute e difficilmente percorribile per l‘indagine multiscopo dell‘Istat, che ha il limite di non raccogliere i dati sull‘attività fisica attraverso i parametri temporali dei giorni e dei minuti. I dati Istat sono comunque preziosi perché possono fornire alcuni indicatori supplementari come il tempo trascorso a guardare la TV e l‘uso del trasporto pubblico.

Le attività del secondo giorno

Apertasi con una sintesi dei risultati raggiunti il giorno precedente, la giornata conclusiva ha affrontato le problematiche relative alla definizione dei criteri (come la grandezza dei campioni, la disponibilità di un protocollo e di un questionario standardizzato e validato) in base ai quali includere le survey nel database.

I sistemi di sorveglianza Passi e OKkio alla Salute sono risultati idonei ai criteri stabiliti e, pertanto, verranno inclusi nel database. A differenza dell‘indagine multiscopo dell‘Istat, Passi non fornisce una vera stima nazionale, ma ciò nonostante la linea di condotta concordata durante il workshop, prevede che, nell‘impossibilità di raccogliere dati completi, siano accettati anche i dati “parziali”. Più in generale, le raccomandazioni dell‘Oms per i Paesi con sistemi multipli (in Francia, per esempio, le tre indagini Baromètre Santé, ENNS e INCA-2 impiegano perfino il medesimo strumento di rilevazione), indicano di concordare quale survey verrà lasciata senza modifiche (per non perdere i dati sul trend) e in quale introdurre modifiche per fornire gli indicatori richiesti. La suddivisione tra Istat e Passi vigente in Italia sembra già corrispondere a questa raccomandazione.

Il pomeriggio è stato l‘occasione per presentare alcune esperienze nazionali intraprese nell‘ambito delle attività di sorveglianza sull‘attività fisica. Tra queste, quelle di Francia (pdf 138 kb), Finlandia (pdf 68 kb), Olanda (pdf 269 kb) e Italia (pdf 452 kb), che con una serie di diapositive ha illustrato ai partecipanti le caratteristiche principali del sistema di sorveglianza Passi. L‘esperienza italiana è stata accolta con apprezzamento e, in particolare, hanno suscitato interesse le domande del questionario Passi relative all‘autopercezione e ai consigli degli operatori sanitari, per le quali è stato ipotizzato l‘inserimento nel database in qualità di indicatori supplementari. I lavori del workshop si sono chiusi con l‘intervento di Regina Guthold del Quartier Generale Oms, che ha esposto i risultati del convegno sull‘attività fisica organizzato a Ginevra (pdf 781 kb).

Criticità e risultati

Il seminario, attraverso il confronto delle esperienze dei vari Paesi e lo scambio di opinioni e conoscenze, ha evidenziato che, per quanto riguarda l‘integrazione dei dati relativi all‘attività fisica, le maggiori criticità a livello internazionale sono:

  • l'utilizzo di strumenti non standardizzati nelle indagini nazionali
  • la mancata applicazione o analisi, secondo protocollo, degli strumenti standardizzati
  • l'utilizzo di differenti definizioni di attività fisica, nonché di raccomandazioni relative ai livelli sufficienti di attività fisica per garantire la salute
  • il basso livello di comparabilità delle misure di attività fisica o inattività all'interno e tra i Paesi
  • la difficoltà di confrontare le serie temporali delle indagini europee.

Tra i principali risultati (pdf 70 kb) del workshop, si può senz‘altro segnalare la definizione dei criteri di inclusione nel database, sia per quanto riguarda gli indicatori, sia per quanto riguarda le survey. Questi gli elementi relativi alle indagini sui quali è stato trovato un accordo:

  • campione basato sulla popolazione generale per gli adulti e campione basato sulla popolazione generale o sulla scuola per bambini e adolescenti
  • dimensione minima del campione pari a 1000. Per l‘analisi di sottogruppi sono preferibili campioni più ampi
  • uso di uno strumento di rilevazione standardizzato
  • inclusione di tutti gli anni disponibili.

I prossimi passi

I partecipanti hanno espresso la volontà di continuare anche in futuro a lavorare insieme su questi temi e di continuare a sostenere l'Oms in questo percorso. A questo proposito, è stato suggerito di fare network con altre esperienze di sorveglianza, come quelle maturate dai Cdc e dalla IUHPE. Da parte sua, l‘Oms si è impegnata a mantenere lo stretto coordinamento con i progetti in corso e il Quartier Generale e promuovere ulteriormente l'applicazione di strumenti standardizzati, testati sia per l'affidabilità, sia per la validità.

Quanto all‘Italia, il seminario è stato senza dubbio un‘importante vetrina per il sistema di sorveglianza Passi e OKkio alla Salute. Oltre ad aver contribuito a ricevere un pieno riconoscimento internazionale, il workshop ha favorito il processo di inserimento di Passi nel network dell‘Oms e ha accresciuto la consapevolezza di quanti si sono dedicati allo sviluppo di questo sistema di raccolta dati, non solo del valore dell‘esperienza italiana, ma anche del suo potenziale contributo ai sistemi di sorveglianza degli altri Paesi.

Ultimo aggiornamento: 
28 marzo 2009