Zoonosi Med-Vet (sottoprogetto affidato all'Izs di Abruzzo e Molise)

Nel 2006 il Ccm ha avviato una collaborazione con l'Izs Venezie , l'Izs Lazio e Toscana e l'Izs Abruzzo e Molise con l‘obiettivo di favorire l‘integrazione delle attività di sorveglianza in ambito veterinario con quelle svolte in ambito medico e integrare il sistema italiano con quello che l‘Unione Europea sta costruendo per la sorveglianza, il reporting e i sistemi di allerta rapida e controllo delle zoonosi.
Al progetto collaborano anche Dsaa e Cnesps .

Il progetto "Sorveglianza delle zoonosi in ambito veterinario e integrazione con le attività esistenti in ambito medico "Med-Vet" prevede il raggiungimento di obiettivi in 5 aree specifiche:

  1. analisi del sistema esistente di sorveglianza delle zoonosi in ambito veterinario
  2. implementazione della diagnostica di laboratorio
  3. sistemi di allerta e risposta rapida (Sarr) e malattie zoonosiche emergenti
  4. indagini di campo
  5. informazione e comunicazione.

Stato di avanzamento e risultati del sottoprogetto affidato all'Izs di Abruzzo e Molise

Le azioni intraprese fino a settembre 2008 hanno riguardato gli obiettivi specifici 3 e 5 del progetto:

  • predisposizione di piani di allerta e risposta rapida nel settore veterinario (malattie esostiche incluse nel Terrestrial Animal Health Code OIE)
  • coordinamento e sviluppo di flussi informativi a siti web di informazione e notifica in ambito veterinario.

Obiettivo specifico 3

Per quanto riguarda la predisposizione di piani di allerta e risposta rapida nel settore veterinario per le malattie esotiche, l‘Izs, tramite il Centro studi per le malattie esotiche (Cesme) – centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, ha predisposto piani di allerta per le principali malattie infettive veterinarie, incluse nell‘ex-lista A del Terrestrial Animal Code dell‘OIE. In questa lista alcune malattie sono zoonosi.

In particolare, due malattie, la febbre della Valle del Rift (RVF) e la West Nile fever (WNF). Entrambe le malattie sono causate da vettori e possono causare nell‘uomo forme cliniche molto gravi con esiti anche letali.

La RVF è presente storicamente in Africa. Nel 2000, è stata notificata per la prima volta al di fuori del continente africano, in Arabia Saudita e nello Yemen, e si è più volte affacciata sulle sponde del bacino del Mediterraneo. Un piano di emergenza, nei confronti di questa malattia è stato predisposto, e attualmente è in corso di revisione e aggiornamento. Il piano ha il compito di predisporre gli strumenti scientifici, operativi, organizzativi in caso di allerta nei confronti della malattia.

La WNF è stata segnalata per la prima volta in Italia, nel 1998, determinando quadri clinici unicamente nei cavalli di una ristretta zona della Toscana. A settembre 2008 si sono verificati casi in equini in Emilia-Romagna e Veneto. Per la malattia è in vigore un piano di sorveglianza in Italia ("Piano di sorveglianza nazionale per la encefalomielite di tipo West Nile (West Nile Disease"), con l‘Ordinanza Ministeriale del 4 aprile 2002, rinnovata con le Ordinanze del 13 maggio 2004 e 13 luglio 2005, e sottoposta al Decreto 29 novembre 2007 “Approvazione del Piano di sorveglianza nazionale per la encefalomielite di tipo West Nile".

L‘analisi effettuata rapresenta il primo passo per una revisione e integrazione dei piani esistenti con la definizione di specifici protocolli medico-veterinari. Infatti, l‘efficacia degli interventi previsti, sia per quanto riguarda la pronta rilevazione dei nuovi casi sul territorio, sia per quanto riguarda le attività di monitoraggio e controllo, potrà essere garantita attraverso una stretta collaborazione tra servizi medici e veterinari, nonché attraverso un approccio interdisciplinare in grado di coinvolgere con protocolli specifici, tutte le professionalità competenti in materia.

Obiettivo specifico 5

Per quanto concerne l'analisi dei sistemi informativi di notifica sui casi umani di zoonosi, la normativa base di riferimento è rappresentata dal Decreto Ministeriale del 15 dicembre 1990, aggiornato dal Decreto Ministeriale del 29 luglio 1998.
Il DM del 15 dicembre 1990 stabilisce che le notifiche delle malattie infettive devono essere comunicate tramite il “Modello 15”, la scheda di notifica delle malattie infettive suddivise in cinque classi di notifica. Le notifiche di Classe V, riguarda molte zoonosi, che vengono comunicate annualmente.

A questa normativa si è affiancato il Decreto Ministeriale 21 dicembre 2001 “Sorveglianza obbligatoria della malattia di Creutzfeldt-Jakob” (pdf 180 kb), per quanto riguarda la notifica della variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, la sindrome di Gerstmann-Straussler-Scheinken, e l‘insonnia familiare letale e, successivamente il Decreto Ministeriale del 14 ottobre 2004 “Notifica obbligatoria della sindrome/infezione da rosolia congenita e la circolare del Ministero della Salute - 20 aprile 2007 “Istituzione di un sistema di sorveglianza speciale per il morbillo”(pdf 70 kb).

La Decisione 2002/253/CE della Commissione Europea del 19 marzo 2002, in seguito ha stabilito la definizioni di caso delle malattie trasmissibili, che sono sottoposte a sorveglianza comunitaria, istituita ai sensi della Decisione n. 2119/98/CE del Parlamento Europeo.

I dati relativi alle notifiche delle malattie infettive, ai sensi della normativa europea, devono essere annualmente notificate all‘European centre for disease prevention and control (Ecdc) di Stoccolma, attraverso il Basic surveillance network, e dal 2007, attraverso il TESSy.
La Direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonosici, prevede che vengano inviati all‘Efsa, per la parte veterinaria, entro il 31 maggio dell‘anno in corso, i dati relativi alle seguenti zoonosi:

  • brucellosi e relativi agenti zoonotici
  • campilobatteriosi e relativi agenti zoonotici
  • echinococcosi e relativi agenti zoonotici
  • listeriosi e relativi agenti zoonotici
  • salmonellosi e relativi agenti zoonotici
  • trichinellosi e relativi agenti zoonotici
  • tubercolosi e relativi agenti zoonotici
  • escherichia coli VTEC.

La stessa Direttiva prevede l‘obbligo di inviare le seguenti informazioni: il numero complessivo di focolai in un anno, il numero di persone colpite da infezione o decedute a causa dei focolai, agenti responsabili dei focolai e, quando possibile, il sierotipo e la descrizione definitiva di tali agenti, i prodotti alimentari implicati nel focolaio d‘infezione e altri potenziali veicoli di infezione, identificazione della tipologia del luogo di acquisto, produzione, consumo del prodotto alimentare sospetto, fattori collaterali quali carenze igieniche nella trasformazione dei prodotti alimentari.

Nel 2008 l‘Efsa ha fornito un nuovo sistema per la raccolta dei dati sulle tossinfezioni alimentari che è diverso dal precedente. Questo sistema prevede come principali definizioni per la notifica di un focolaio di tossinfezione alimentare:

  • evidenza dell‘analisi epidemiologica
  • agente eziologico
  • fattore contributivo
  • prodotti alimentari
  • focolai di tossinfezione alimentare
  • focolai di tossinfezione alimentare possibili
  • focolaio domestico
  • focolaio generale
  • laboratorio di individuazione
  • casi del focolaio
  • insorgenza di focolai di tossinfezione alimentare
  • luogo di origine del problema
  • esposizione.

In ambito nazionale la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha lanciato nel 2007 una nuova piattaforma web, per la notifica “on line”delle malattie infettive, sperimentata da 3 Regioni, che andrebbe a costituire il nuovo Sistema informativo per le malattie infettive e diffusive.

Si prevede che il sistema vada a pieno regime nel 2009. L‘Iss si è occupato di fornire le attività di formazioni per gli operatori sanitari del territorio, che devono seguire le indagini epidemiologiche.

L‘Izs di Abruzzo e Molise ha iniziato l‘analisi della base dati del sistema informativo dell‘Efsa per estrarre informazioni, correlabili con lo schema del sistema informativo nazionale per le zoonosi (SinZoo). Successivamente è stata analizzata l‘analisi dei bisogni informativi del Ministero per:

  • monitorare e programmare le attività di controllo delle principali zoonosi
  • redigere una relazione annuale sulle tendenze e sulle fonti delle principali zoonosi
  • soddisfare i debiti informativi con i servizi della Commissione europea e con l‘Efsa (Direttiva 2003/99/CE)
  • monitorare eventuali rischi zoonosici emergenti
  • contribuire alla valutazione dei rischi delle principali zoonosi in Italia.

Il sistema informativo SinZoo è stato realizzato mediante tecnologia web. La piattaforma tecnologica scelta è stata Java Enterprise Editing Standard, in ambiente open, mentre per la base dati RBDM si è scelto Oracle come piattaforma. Al momento, è iniziato lo sviluppo del sistema mediante la realizzazione di un prototipo.

L‘Izs di Abruzzo e Molise, in qualità di partner nella programmazione e realizzazione di corsi di formazione sulle zoonosi, commissionati dalla DG SANCO, nel febbraio 2008 ha visitato il National Food Institute (NFI) danese, responsabile della gestione dei dati sulle zoonosi per approfondire il sistema di gestione della raccolta dei dati sulle zoonosi.

Ultimo aggiornamento: 
20 febbraio 2009