Passi/Passi d'Argento e Covid-19

La pandemia Covid-19 ha investito la collettività su molteplici aspetti di vita, non solo relativi alla salute ma anche economici, sociali e culturali. L’impatto della pandemia sulle condizioni economiche e lavorative, sullo stato emotivo e sulla domanda di cura della popolazione, la percezione del rischio del contagio e dei suoi esiti, la disponibilità a vaccinarsi contro Sars-CoV-2, l’uso delle mascherine, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sono aspetti indagati in Passi e Passi d’Argento.
È on line il primo Report nazionale dal Modulo Covid-19 con i risultati preliminari su un campione di 2700 persone intervistate fra agosto e novembre 2020 nell’ambito dei sistemi di sorveglianza Passi (dedicato agli adulti di 18-69 anni) e Passi d’Argento (dedicato agli ultra 65enni) che raccolgono, in contino, informazioni su salute e comportamenti associati alla salute nella popolazione residente in Italia. Al campione hanno contributo molte regioni, da Nord a Sud del Paese e il tasso di risposta dei cittadini è stato superiore all’86%. Il modulo dedicato al Covid-19 integra con 17 nuove domande la raccolta dati standard per il 2020 e il 2021.

Sintesi dei risultati

Impatto sulle condizioni economiche e lavorative

  • Il 32% degli adulti dichiara che le proprie disponibilità economiche sono peggiorate a causa della crisi legata al Covid-19; lo dichiarano le persone senza problemi economici (21%), ma in particolare chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese (53%).
  • Fra i 35-49enni (presumibilmente gruppo più rappresentativo di famiglie con figli piccoli), la quota di chi riferisce un peggioramento sale al 36%; fra i 50-69enni è del 28%.
  • Il 28% degli occupati, pur avendo mantenuto il lavoro, ha lavorato meno, con una retribuzione più bassa; il 4% ha perso il lavoro e non manca chi ha dovuto rinunciarvi. 
  • Anche fra gli ultra 65enni una quota più bassa (12%), ma non trascurabile, riferisce un peggioramento delle proprie disponibilità economiche a causa della crisi legata alla pandemia.

La rinuncia alle cure nell’anziano

  • Il 44% degli ultra 65enni dichiara di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti, ad almeno una visita medica (o esame diagnostico) di cui avrebbe avuto bisogno: il 28% ha dovuto rinunciarvi per sospensione del servizio a causa di COVID-19, mentre il 16% lo ha fatto volontariamente per timore del contagio.

La percezione del rischio di contagio e di esito della malattia

  • Circa 4 persone su 10, sia adulti sia anziani, ritengono molto probabile il rischio di contagiarsi nei 3 mesi successivi. 
  • Il 32% dei 18-69enni pensa di incorrere in conseguenze gravi (o molto gravi) per la propria salute in caso di Covid-19 e questa quota sale con l’età e raggiunge il 61% fra le persone con patologie croniche; questo timore è ancora più alto fra gli anziani (74%) e in particolare fra gli anziani con cronicità (79%).

La disponibilità a vaccinarsi contro Sars-CoV-2

  • Il 67% degli intervistati, di 18-69 anni, dichiara che sarebbe disposto a vaccinarsi (metà risponde che lo farebbe senza esitazione, l’altra metà che lo farebbe con molta probabilità); fra i 18-34enni, questa disponibilità è maggiore (76%). 
  • Fra gli ultra 65enni l’84% dichiara che sarebbe disposto a vaccinarsi (il 57% certamente, il 28% probabilmente).
  •  Gli uomini sembrano più disponibili delle donne a vaccinarsi (74% vs 60% fra i 18-69enni; 90% vs 79% fra gli ultra 65enni).

L’uso delle mascherine

  • La quasi totalità degli intervistati riferisce di aver indossato “sempre” la mascherina sui mezzi di trasporto pubblici e nei locali pubblici (le interviste sono state realizzate successivamente all’entrata in vigore dell’obbligo).
  •  Il 74% dei 18-69enni e l’84% degli ultra 65enni riferiscono di indossare spesso/sempre la mascherina all’aperto, le donne più degli uomini, sia fra gli adulti sia fra gli anziani (più della metà delle interviste sono state realizzate prima dell’entrata in vigore dell’obbligo su tutto il territorio nazionale).

La fiducia dei cittadini nella capacità della propria Asl di gestire l’epidemia

  • Circa 8 persone su 10 (adulti e anziani) hanno fiducia nella capacità della propria Asl di individuare rapidamente e contenere eventuali nuovi focolai (gran parte delle interviste sono state realizzate in un arco temporale in cui l’epidemia era sotto controllo e non si erano ancora manifestati i limiti di sostenibilità delle azioni di contact tracing).

Passi e Passi d’Argento sono sistemi di sorveglianza di popolazione dedicati rispettivamente agli adulti di 18-69 anni e agli ultra 65enni. Entrambe le sorveglianze sono promosse e finanziate dal Ccm/ministero della Salute, realizzate dalle Asl, in collaborazione con le Regioni, e coordinate dall’Iss. Si basano su indagini con campioni rappresentativi per genere ed età della popolazione generale residente in Italia e raccolgono, in continuo, informazioni sullo stato di salute di adulti e anziani (es. salute percepita, sintomi depressivi, patologie croniche), sui fattori di rischio comportamentali associati all’insorgenza delle principali patologie croniche (es. fumo, alcol, sedentarietà, eccesso ponderale, alimentazione, fattori di rischio cardiovascolare) e sul grado di adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la loro prevenzione (es. screening oncologici, vaccinazione antinfluenzale), al fine di guidare a livello locale e nazionale le azioni di prevenzione e valutarne l’efficacia nel tempo. I dati vengono raccolti attraverso interviste telefoniche, su questionario standardizzato, condotte da operatori sociosanitari dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, opportunamente formati.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
27 dicembre 2020