Cv pediatriche e di Passi/Passi d'Argento

Come tutti gli anni, anche quest’anno le Regioni hanno trasmesso i dati di copertura vaccinale (Cv) al 31 dicembre 2019 relativi alle coorti 2017, 2016 e 2015 (cicli di base entro i 24 mesi e recuperi entro i 36 e i 48 mesi), 2012 e 2011 (richiami in età pre-scolare a 6 anni e recupero a 8 anni), 2001 e 2003 (richiami nell’adolescenza a 16 e 18 anni).

Sebbene la vaccinazione sia considerata universalmente uno strumento efficace e sicuro per la prevenzione delle malattie infettive, dal 2013 al 2016 le Cv hanno mostrato un trend in diminuzione, scendendo ben al disotto della soglia del 95%, raccomandata dall’Oms per ottenere oltre alla protezione dei singoli soggetti vaccinati anche la cosiddetta immunità di gregge (o di popolazione o heard immunity).

I dati di Cv al 31 dicembre 2017 hanno invece mostrato un netto miglioramento rispetto all’anno precedente con una chiara inversione di tendenza. Il trend in miglioramento è confermato anche dalla rilevazione effettuata al 31 dicembre 2018 e si mantiene generalmente stabile nel 2019, con alcuni consistenti miglioramenti.

I dati di Cv al 31 dicembre 2019:

  • la copertura nazionale a 24 mesi (relativa ai bambini nati nel 2017) nei confronti della polio (usata come proxi per le vaccinazioni contenute nell’esavalente) raggiunge il 95,01% perdendo uno 0,08% rispetto al 2018, ma con 14 regioni che superano il 95% e 3 che vi si avvicinano; la tendenza è in miglioramento anche nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo che arriva al 94,49% (+1,27% rispetto al 2018), con 9 regioni che superano il 95% e solo 1 che ha una Cv inferiore al 90%.
  • si osserva un notevole aumento delle Cv per la varicella che raggiunge il 90,50% nel 2019 (+16,27% rispetto al 2018), il rotavirus (+6,71%: 19,44% nel 2018 vs 26,15% nel 2019) e il meningococco B (+22,92%: 46,06% nel 2018 vs 68,98% nel 2019). Aumentano anche le coperture nei confronti della vaccinazione anti-pneumococcica (+0,11%: 91,89% nel 2018 vs 92,00% nel 2019).
  • il trend generale positivo è confermato anche dalle Cv nazionali a 36 mesi (relative ai bambini nati nell’anno 2016). Questo dato è utile soprattutto per monitorare la quota di bambini ritardatari, cioè che erano inadempienti alla rilevazione vaccinale dell’anno precedente e che sono stati recuperati, seppur, appunto, in ritardo. È opportuno sottolineare che l’effettuazione delle vaccinazioni in ritardo, rispetto ai tempi previsti dal calendario vaccinale, espone questi bambini a un inutile rischio di malattie infettive, più frequenti e gravi nei primissimi anni di vita. Le coperture a 36 mesi mostrano valori più alti rispetto a quelle rilevate per la medesima coorte di nascita a 24 mesi l’anno precedente: ad esempio, la coorte di nascita 2016 ha una Cv anti-polio pari a 96,17% a 36 mesi, rispetto al 95,09% rilevato l’anno prima a 24 mesi (+1,08%); l’aumento è ancora più marcato nel caso del morbillo che cresce dell’1,98%, passando da 93,22% (Cv a 24 mesi al 31 dicembre 2018) a 95,20% (Cv a 36 mesi al 31 dicembre 2019). Anche le altre vaccinazioni contenute nell’esavalente e quelle anti-morbillo parotite e rosolia superano il 95%. Si sottolinea che eventuali confronti tra le coperture a 24 e a 36 mesi devono essere fatti considerando sempre la stessa coorte di nascita.
  • l’andamento in crescita è confermato anche dalle Cv a 48 mesi (relative ai bambini nati nell’anno 2015), rilevate sempre per verificare l’attività di recupero dei soggetti inadempienti: l’anti-polio passa da 94,60% (dato a 24 mesi rilevato al 31 dicembre 2017) a 96,05%, e l’antimorbillo da 91,84% a 95,16%, con un guadagno rispettivamente dell’1,45% e del 3,32%.
  • riguardo alle vaccinazioni in età pre-scolare, generalmente somministrate a 5-6 anni (relative ai bambini nati nell’anno 2012), si registra una diminuzione del 2,09% per la quarta dose di anti-polio (90,71% nel 2018 vs 88,62% nel 2019) e dell’1,62% per la seconda dose (ciclo completo) di anti-morbillo (89,20% nel 2018 vs 87,58% nel 2019).
  • per le vaccinazioni eseguite entro gli 8 anni (relative ai bambini nati nell’anno 2011) si registra un aumento dell’1% per quanto riguarda il morbillo (seconda dose) raggiungendo il 90,20% (rispetto al dato registrato al 31 dicembre 2018 nella stessa coorte) mentre la copertura nei confronti della polio (quarta dose) aumenta dello 0,95% arrivando al 91,66%.
  • riguardo alle coperture per le vaccinazioni effettuate nell’adolescenza, la rilevazione è stata fatta su due coorti: i sedicenni (coorte 2003) e i diciottenni (coorte 2001). Anche per queste coorti si conferma un miglioramento delle Cv, anche se più limitato rispetto al passato: l’anti-difterica (quinta dose) nei sedicenni aumenta dello 0,44% (70,43% nel 2018 vs 70,87% nel 2019) e l’antimorbillo (seconda dose) guadagna il 3,90% (85,72% nel 2018 vs 89,62% nel 2019); nei diciottenni si osserva un aumento del 3,33% per anti-difterica e dell’1,38% per la seconda dose di anti-morbillo.

Differenze tra le Regioni

Come per gli altri anni, anche nel 2019 si sono registrate differenze tra le regioni, anche se negli ultimi anni si sta notevolmente riducendo la forbice. In particolare, la copertura a 24 mesi contro la polio è inferiore al 90% solo nella P.A. di Bolzano (81,18%), mentre nelle altre si va dal 91,14% della Sicilia al 97,47% dell’Abruzzo, con 14 regioni che superano la soglia del 95%. Si attenuano anche le differenze rilevate nella Cv per il morbillo: sebbene il range sia apparentemente ampio (dal 75,53% nella P.A. di Bolzano al 96,11% in Toscana), a parte la P.A. di Bolzano, nessuna regione ha coperture inferiori al 91% e 9 regioni hanno una copertura superiore al 95%, raccomandata dall’Oms. È da sottolineare inoltre l’aumento della Cv contro la varicella che, con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2017 -2019, è stata offerta attivamente, gratuitamente e obbligatoriamente a partire dai nati nel 2017. L’obiettivo di raggiungere una Cv ≥95% per la prima e la seconda dose non è stato tuttavia ancora raggiunto.

Ricordiamo che le Cv rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale implementazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale. In Italia le coperture vengono monitorate annualmente, in maniera routinaria, richiedendo alle Regioni e Province Autonome i dati, relativi ad alcune specifiche coorti di nascita, al 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui viene effettuata la richiesta. I dati autodichiarati dalle Regioni e P.A. sono poi elaborati ai fini del calcolo delle Cv dall’Ufficio 5 della Direzione generale della prevenzione sanitaria.

Passi e Passi d’Argento: Cv nel quadriennio 2016-2019

Secondo i dati dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d’Argento relativi al 2016-2019, il ricorso alla vaccinazione antinfluenzale è molto basso fra gli adulti (18-64 anni) e decisamente lontano dall’atteso fra gli ultra-65enni e persino fra le categorie di persone maggiormente a rischio per esiti peggiori dell’influenza. Riguardo alla vaccinazione anti-rubeolica emerge la scarsa consapevolezza fra le donne in età fertile del problema legato all’infezione in gravidanza.

In particolare, il ricorso alla vaccinazione antinfluenzale fra gli adulti di 18-64 anni è andato riducendosi negli anni fino a scendere al 6,6% nella campagna vaccinale del 2015-2016. Nelle ultime 3 campagne vaccinali la Cv sale leggermente in modo statisticamente significativo fino a raggiungere il 9,1% nell’ultima campagna 2018-2019. Il ricorso alla vaccinazione antinfluenzale prima dei 50 anni di età è davvero molto raro (non supera il 5%). Anche fra le persone affette da patologie croniche il ricorso alla vaccinazione antinfluenzale, malgrado sia raccomandato, è molto basso: nell’ultima campagna vaccinale 2018-2019, solo il 22% delle persone fra i 18 e i 64 anni affette da patologia cronica ha fatto ricorso alla vaccinazione contro l’influenza. Fra gli ultra-65enni i dati medi delle ultime tre campagne vaccinali fra il 2016 e il 2019 mostrano che la Cv coinvolge poco più della metà degli ultra 65enni (56%), con punte che sfiorano il 71% tra gli ultra 85enni, senza mai raggiungere i livelli di copertura raccomandati. Anche fra le persone affette da patologie croniche, piuttosto frequenti in età anziana, la Cv resta bassa (62%) e lontana da quanto raccomandato.

Relativamente alla vaccinazione anti-rubeolica, la quota di donne certamente suscettibili alla rosolia (perché non vaccinate e con rubeotest negativo) può sembrare relativamente contenuta (quasi il 2%), tuttavia un numero piuttosto alto, quasi 4 donne su 10 (38%), non è a conoscenza del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia. Per quanto riguarda la Cv, il 44% delle donne dichiara di essere stata vaccinata contro la rosolia, con un’una elevata variabilità interregionale e un chiaro gradiente geografico a sfavore del Sud. Nel tempo si conferma comunque un aumento significativo della quota di donne che ricorrono alla vaccinazione, con un incremento di oltre 10 punti percentuali dal 2008 (35%) al 2019 (47%).

Per maggiori informazioni consulta i dati delle sorveglianze sul sito EpiCentro: vaccinazione antinfluenzale tra gli adulti (Passi); vaccinazione antinfluenzale tra gli anziani (Passi d’Argento); vaccinazione anti-rubeolica (Passi).

Per le Cv dell'influenza nella stagione 2019-2020 leggi l'approfondimento della notizia Influenza: coperture vaccinali.

Per approfondire:

Articoli correlati sul sito Ccm:

Ultimo aggiornamento:
17 settembre 2020