Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità

Il 16 luglio è stato pubblicato il quarto rapporto Impatto dell’epidemia covid-19 sulla mortalità: cause di morte nei deceduti positivi a Sars-CoV-2, realizzato congiuntamente dall’Istat e dall’Iss, che presenta un’analisi delle malattie presenti sulle schede di morte di soggetti positivi al virus Sars-CoV-2, diagnosticati microbiologicamente tramite tampone rino-orofaringeo. I precedenti rapporti hanno descritto l’impatto della pandemia sui livelli di mortalità totale nei primi mesi del 2020, in quest’ultimo invece vengono approfonditi gli aspetti epidemiologici legati alla presenza di malattie o gruppi di malattie che hanno contributo al decesso dei soggetti positivi al virus Sars-CoV-2, con lo scopo di comprendere in quanti casi Covid-19 sia stato effettivamente la causa principale del decesso e quale sia stato il ruolo di altre malattie.
Il rapporto fornisce i dati relativi alle analisi condotte su 4.942 schede di morte delle 31.573 segnalazioni pervenute alla Sorveglianza nazionale integrata Covid-19 al 25 maggio 2020.

Principali risultati:

  • sono state analizzate le informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte di soggetti con test positivo al virus Sars-Cov-2. Nelle schede di morte sono certificate, oltre a Covid-19, quelle condizioni e malattie che hanno avuto un ruolo nel determinare il decesso.
  • Covid-19 è la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test Sars-CoV-2, mentre per il restante 11% le cause di decesso sono le malattie cardiovascolari (4,6%), i tumori (2,4%), le malattie del sistema respiratorio (1%), il diabete (0,6%), le demenze e le malattie dell’apparato digerente (rispettivamente 0,6% e 0,5%).
  • la quota di deceduti in cui Covid-19 è la causa direttamente responsabile della morte varia in base all’età, raggiungendo il valore massimo del 92% nella classe 60-69 anni e il minimo (82%) nelle persone di età inferiore ai 50 anni.
  • Covid-19 è una malattia che può rivelarsi fatale anche in assenza di concause. Non ci sono infatti concause di morte preesistenti a Covid-19 nel 28,2% dei decessi analizzati, percentuale simile nei due sessi e nelle diverse classi di età; solo nella classe di età 0-49 anni la percentuale di decessi senza concause è più bassa, pari al 18%.
  • il 71,8% dei decessi di persone positive al test Sars-CoV-2 ha almeno una concausa: il 31,3% ne ha una, il 26,8% due e il 13,7% ha tre o più concause.
  • associate a Covid-19, le concause più frequenti che contribuiscono al decesso sono le cardiopatie ipertensive (18% dei decessi), il diabete mellito (16%), le cardiopatie ischemiche (13%), i tumori (12%); con frequenze inferiori al 10% vi sono le malattie croniche delle basse.
  • le complicanze di Covid-19 che portano al decesso sono principalmente la polmonite (79% dei casi) e l’insufficienza respiratoria (55%). Altre complicanze meno frequenti sono lo shock (6%), la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) ed edema polmonare (6%), le complicanze cardiache (3%), la sepsi e le infezioni non specificate (3%).

Dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, l’Iss coordina il Sistema di sorveglianza nazionale integrata Covid-19 che raccoglie informazioni su tutti i casi positivi al Sars-CoV-2 nel Paese. I dati, compresi quelli sui deceduti, sono stati ottenuti da tutte le 19 Regioni italiane e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il numero delle schede di decesso analizzate ammonta a 4.942 (63% maschi, 37% femmine); il 56% dei decessi riguarda soggetti con 80 anni e più; la quota di ultraottantenni risulta più elevata tra le donne (69% del totale) rispetto agli uomini (48%). L’informazione sull’età alla morte non risulta disponibile nello 0,8% dei casi. Nel complesso, le schede di decesso esaminate rappresentano il 15,7% del totale dei decessi rilevati dalla Sorveglianza integrata (al 25 maggio).
I principali dati nazionali della Sorveglianza integrata Covid-19 sono disponibili sul sito Epicentro/Iss.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
30 luglio 2020