Urban Health

Come principale prodotto del Progetto Ccm (2017) Urban Health: buone pratiche per la valutazione di impatto sulla salute degli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana e ambientale è stato redatto il Manuale per l’applicazione di uno strumento di valutazione multicriteriale per la definizione delle implicazioni di salute negli interventi urbani.

L’obiettivo del progetto Ccm è stato quello di elaborare e trasferire agli stakeholder buone pratiche per orientare le politiche urbane nell’ottica del miglioramento dell’invecchiamento in salute e dell’equità nei programmi e nei piani di rigenerazione urbana. Il manuale descrive il percorso del progetto e i principali risultati raggiunti nell’ambito della valutazione degli aspetti di salute pubblica nei piani urbanistici.
Nel Piano regionale di prevenzione (Prp) della Regione Lombardia 2015-2019 il concetto di urban health ha orientato i programmi di promozione della salute e prevenzione della cronicità, riconoscendo la forte dipendenza tra il benessere fisico, psichico e sociale e la città in cui si vive.

L’azione specifica del progetto, affidata all’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo e al Politecnico di Milano, è stata quella di sviluppare uno strumento basato su un set di indicatori per valutare e misurare la propensione del contesto urbano a promuovere salute. Lo strumento di valutazione multicriteriale ha lo scopo di:

  • rendere omogenei i criteri e le modalità di valutazione dei piani urbanistici da parte degli operatori di salute pubblica dei Dipartimenti di igiene e prevenzione sanitaria delle Ats
  • fornire un supporto operativo di orientamento per pianificatori e urbanisti.

Attraverso l’analisi della letteratura nazionale e internazionale e dei modelli di valutazione di impatto sulla salute pubblica degli interventi urbanistici (Health Impact Assessment), sono stati individuati una serie di indicatori di urban health raggruppati in 6 macroaree: ambiente, suolo e sottosuolo, sostenibilità e igiene del costruito, sviluppo urbano e sociale, mobilità e trasporti, e spazi esterni. Sulla base dello stretto rapporto tra programmazione urbana e salute questo strumento fornisce a tutte le parti interessate dei criteri standardizzati che possano misurare come il piano o il programma urbanistico contribuisca a garantire un ambiente favorevole alla salute, integrando le azioni di tutela e promozione della salute nella progettazione territoriale. Il prossimo step è la diffusione, la conoscenza e l’utilizzo di questo nuovo approccio multicriteriale per la valutazione degli aspetti di salute pubblica nella riqualificazione e rigenerazione, urbana fine di alimentare e promuovere la cultura dell’urban health tra i responsabili politico-amministrativi, i professionisti sanitari, gli urbanisti e le altre figure professionali coinvolte.

Ricordiamo che, tra le strategie nazionali e locali di promozione della salute e prevenzione delle malattie, il programma Guadagnare Salute (2007), coordinato dal ministero della Salute, rappresenta la strategia nazionale globale per contrastare i quattro principali fattori di rischio per le malattie croniche non trasmissibili (Mcnt) (scorretta alimentazione, inattività fisica, uso rischioso e dannoso di alcol e tabagismo). Attraverso un approccio intersettoriale e integrato, il programma Guadagnare Salute mira ad agire sui fattori ambientali e sui determinanti socio-economici che condizionano gli stili di vita degli individui e incidono sull’insorgenza delle Mcnt; a sviluppare sinergie tra tutti i settori e i soggetti che hanno capacità di incidere sulla salute, secondo i principi della “salute in tutte le politiche” (Health in All Policies); a individuare sia i rischi sia le opportunità per la salute negli ambienti di vita e di lavoro; e a promuovere interventi lungo tutto il corso della vita (life-course approach).

Il nuovo Piano nazionale di prevenzione (Pnp) 2020-2025, inoltre, propone una strategia integrata finalizzata a realizzare un rapporto sinergico tra salute e ambiente, nell’ottica della riduzione di malattie e morti premature correlate a determinanti ambientali, in continuità con il precedente Pnp 2014-2019. Strategia che sarà declinata nei nuovi Piani di prevenzione regionali (Prp) attraverso un approccio inter-istituzionale del servizio sanitario, che terrà  conto di quanto previsto dai Livelli essenziali di assistenza (2017), ovvero fornire strumenti in grado di facilitare il controllo del settore sanitario sulla pianificazione urbanistica.

Infine, proprio sulla constatazione che la popolazione mondiale si concentra sempre più nei centri urbani, il concetto di salute come risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’uomo, della natura e dell’ambiente (One health) è coerente con l’Agenda 2030 sulla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile in cui il rapporto tra ambiente e salute è trasversale e comune a tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (sustainable development goals, Sdgs). In particolare, l’obiettivo 11 propone di rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resilienti e sostenibili.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sulla relazione ambiente e salute. Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

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Ultimo aggiornamento:
30 luglio 2020