Aids, compie 30 anni la legge 135

Trent’anni fa entrava in vigore la legge 135/90, che ha rappresentato un passo fondamentale per la lotta all'Aids. Gli obiettivi definiti dalla legge 135/90 relativi ad assistenza, realizzazione della rete di interventi e formazione sono stati in larga misura realizzati e hanno consentito al Paese di affrontare efficacemente l’emergenza Aids. A distanza di 30 anni, tuttavia, la situazione presenta profonde variazioni non solo in termini epidemiologici ma anche per quanto attiene alla realtà socio-assistenziale.
Rimangono infatti ancora questioni irrisolte, prima fra tutte il persistere della diffusione dell’infezione: negli ultimi anni il numero di nuove infezioni è rimasto stabile. Alcune indagini descrivono una popolazione che ha una conoscenza generale del virus Hiv, ma ha scarse informazioni in molti ambiti specifici, soprattutto in quello preventivo, e risulta scarso il ricorso al test Hiv.

Come sottolineato nel Piano Nazionale di interventi contro l’Hiv e Aids (Pnaids) 2017-2019, approvato nell’intesa Stato-Regioni del 26 ottobre 2017, si pone la necessità di disegnare un nuovo piano di intervento fondato sull’analisi della situazione attuale dell’epidemia e sulla valutazione basata sull’evidenza dei risultati fin qui conseguiti.
Il Piano si propone di delineare il miglior percorso possibile per conseguire gli obiettivi indicati come prioritari dalle agenzie internazionali e renderli praticabili nella nostra nazione. In particolare, va focalizzata l’attenzione sulla lotta contro la stigmatizzazione e sulla prevenzione altamente efficace basata su principi e azioni che oltre a comprendere le campagne di informazione, l’impiego degli strumenti di prevenzione e gli interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti, si estendano all’uso delle terapie antiretrovirali come prevenzione con conseguente ricaduta sulla riduzione delle nuove infezioni. Occorre anche incrementare il rispetto dei diritti delle popolazioni maggiormente esposte all’Hiv.

Obiettivi prioritari degli interventi previsti nel Piano:

  • delineare e realizzare progetti finalizzati alla definizione di modelli di intervento per ridurre il numero delle nuove infezioni
  • facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso
  • garantire a tutti l’accesso alle cure
  • favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento
  • migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone che vivono con Hiv-Aids
  • coordinare i piani di intervento sul territorio nazionale
  • tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con Hiv-Aids
  • promuovere la lotta allo stigma
  • promuovere l’empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave.

Il Piano, previsto dalla Legge 135/90, rappresenta il documento programmatico finalizzato a contrastare la diffusione dell’infezione da Hiv e contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l'informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno alle attività del volontariato.

Per raggiungere gli obiettivi previsti dal piano dovranno essere coinvolte le istituzioni, le due sezioni per la lotta contro l'Aids del Comitato tecnico sanitario (Sezione per la lotta contro l'Aids e Sezione del volontariato per la lotta contro l'Aids), i clinici e i ricercatori del settore, le associazioni dei pazienti e di volontariato per la lotta all’Aids, le società scientifiche.

Ricordiamo che per avere informazioni scientifiche e aggiornate sull'infezione Hiv, sull'Aids e sulle infezioni sessualmente trasmesse, si può telefonare da qualsiasi parte d'Italia al Telefono verde 800 861061 dell’Iss-www.uniticontrolaids.it. Il Telefono verde svolge attività di counselling telefonico in modo gratuito e anonimo per le persone direttamente o indirettamente coinvolte nelle problematiche. Il servizio dispone di 6 linee telefoniche, attive dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle 18.00.

Per approfondire:


Ultimo aggiornamento:
19 giugno 2020