Sismg e COVID-19

Sono online gli ultimi dati del Sistema nazionale di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg) nelle città italiane. Sul sito del Dipartimento di Epidemiologia (Dep) del Ssr Lazio, Asl Roma 1 (Dep Lazio) è consultabile il terzo rapporto settimanale (1 febbraio-4 aprile) sull’andamento della mortalità nelle città italiane in relazione all’epidemia di COVID-19, mentre sul sito tematico del ministero della Salute è disponibile l’ultimo bollettino settimanale (13° settimana, 25-31 marzo) che riporta una sintesi dei dati del Sismg.
In relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19, i dati del Sismg rappresentano l’unica fonte disponibile in Italia (e uno dei pochi sistemi in Europa) in grado di monitorare in tempo reale l’andamento della mortalità totale e valutarne l’impatto dell’epidemia, attraverso le stime dell’eccesso di mortalità giornaliero nelle principali città italiane associato direttamente e indirettamente alla diffusione del virus SARS-CoV-2.

I dati del terzo rapporto settimanale (1 febbraio-4 aprile) del Sismg in relazione all’epidemia di COVID-19

Per quanto riguarda l’andamento della mortalità settimanale per tutte le età e per le classi di età 65-74, 75-84, 85+, aggiornata al 31 marzo 2020 e valutata separatamente per le città del Nord e del Centro-Sud, si conferma un incremento della mortalità media giornaliera tra le città del Nord in tutte le classi di età considerate, come già evidenziato dall’inizio del mese di marzo, mentre nelle città del Centro-Sud si osserva un lieve incremento solo da metà marzo soprattutto nelle classi di età 75-84 e 85+ anni.
Tuttavia, è da segnalare che nell’ultima settimana si osserva un rallentamento nella curva di decessi settimanali sia nelle città del Nord sia in quelle del Centro-Sud. Tale rallentamento sembra ascrivibile soprattutto al numero medio giornaliero di decessi che si mantiene stabile nelle classi di età 65-74 e 75-84. Solo nella classe di età 85+ i decessi sono in ulteriore aumento.

Relativamente alle stime dell’eccesso di mortalità per area geografica (città del Nord e città del Centro-Sud) e per genere e classi di età, i dati confermano la differenza dell’incremento di mortalità osservato per genere, pari a +82% negli uomini e +57% nelle donne al Nord e a +18% negli uomini e +8% nelle donne al Centro-Sud. Un trend che aumenta con l’età sia al Nord sia al Centro-Sud. Al Nord, negli uomini l’eccesso è compreso tra +51% nella fascia di età 15-64 anni e +93% nella classe +85 anni. Nelle donne l’incremento è compreso tra +21% e +64% nelle donne più anziane. Al Centro-Sud gli incrementi sono più contenuti, compresi negli uomini tra +7% nelle classi di età 15-64 anni e 65-74 anni e +28% nella classe 85+ anni. Mentre nelle donne l’eccesso si registra principalmente nella classe di età 85+ (+13%).  Questo dato rappresenta una conferma rispetto a quanto emerso da studi precedenti. I possibili meccanismi che determinano differenze di genere nella gravità della malattia e nella mortalità per COVID-19 non sono chiari. Studi precedenti hanno mostrato che la frequenza di comorbidità è più alta nei pazienti più gravi rispetto ai pazienti meno gravi (38.7% vs 21%) e studi recenti suggeriscono che gli uomini con patologie pregresse hanno un quadro clinico più severo.

Inoltre, valutando l’andamento stagionale della mortalità giornaliera negli ultimi 5 anni si evidenzia che nell’inverno 2019-2020 (dicembre-febbraio) la mortalità osservata nei mesi precedenti all’epidemia COVID-19 è stata inferiore al valore atteso, con una riduzione stimata del -4% circa attribuibile al minore impatto dell’influenza stagionale e alle temperature particolarmente miti dell’inverno passato. Ciò ha determinato un incremento del pool di soggetti più fragili con una ridotta capacità di difesa dell’organismo dovuta a fattori individuali (età avanzata, malattie croniche) che si sono trovati esposti all’epidemia di COVID-19; questo fenomeno può avere come effetto quello di aumentare l’impatto dell’epidemia sulla mortalità nella popolazione più anziana.

I dati della mortalità giornaliera per ciascuna città, dalla data di notifica del primo caso di COVID-19 fino all’ultima data disponibile, mostrano nelle città del Nord un incremento complessivo pari a +65%, mentre nelle città del Centro-Sud rimane complessivamente basso pari al +10%. Per le singole città in particolare si osservano incrementi significativi a Bolzano (+55%), Trento (+44%), Aosta (+126%), Torino (+49%), Milano (+87%), Brescia (+195), Verona (+33%), Genova (+71%), Bologna (+32%) e Venezia (+15%). Tra le città del Centro-Sud gli incrementi osservati sono molto più contenuti, incrementi significativi della mortalità si osservano a Roma (+5%), Messina (+25%) e Civitavecchia (+54%).

Per quanto riguarda la mortalità giornaliera per tutte le età e per le classi di età 65-74, 75-84, 85+, nel periodo cha va dal 1° febbraio 2020 fino all’ultimo aggiornamento disponibile e sulla base della prima segnalazione di caso di COVID-19 registrato a livello provinciale, si evidenziano incrementi nella maggior parte delle città del Nord, in particolare a Torino, Milano, Brescia, Bolzano, Trento, Verona e Genova a partire dall’inizio della seconda settimana di marzo. In termini di mortalità settimanale si osservano a Brescia incrementi soprattutto nella classe di età 85+ anni anche per questa settimana. A Milano, Genova e Torino l’incremento si osserva soprattutto nella classe di età 75-84 e 85+ anni. Tra le città del centro-sud si osserva un incremento più contenuto della mortalità giornaliera a Roma, Bari, Potenza e Messina. In particolare la mortalità settimanale evidenzia un incremento a carico della classe di età 75-84 anni a Roma e Messina e nella classe di età 85+ anni a Bari e Potenza.
Da rilevare che nelle ultime due settimane l’incremento della mortalità sembra essersi stabilizzato a Milano e Brescia, mentre un lieve incremento della mortalità giornaliera si registra ancora nelle altre città delle regioni del Nord e a Roma.

Il Sistema nazionale di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg)

Il Sismg, attivo dal 2004, è stato realizzato nell’ambito del Piano Operativo Nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute attraverso specifici progetti del Ccm (Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute 2004; Piano operativo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute 2009-2011) ed è coordinato dal Dep Lazio. Dal 2009 il Piano è incluso nelle Azioni Centrali dei programmi e progetti del Ccm.

Il sistema consente di:

  • monitorare, in tempo reale, il numero di decessi giornalieri nella popolazione e di segnalare eccessi di mortalità al fine di attivare in tempi brevi interventi di risposta all’emergenza
  • effettuare tempestivamente una valutazione dell’impatto sanitario di eventi meteorologici estremi (ondate di calore, freddo, piogge intense) e di altri fattori di rischio (epidemie influenzali, inquinamento atmosferico).

Il Sismg include 33 città (Aosta, Bolzano, Trento, Torino, Milano, Brescia, Verona, Padova, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, Rieti, Viterbo, Civitavecchia, Frosinone, Latina, L’Aquila, Pescara, Napoli Campobasso, Potenza, Bari, Taranto, Cagliari, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo e Messina) e copre circa il 20% della popolazione Italiana.
L’Ufficio Anagrafe dei Comuni trasmette giornalmente al Dep Lazio i dati anonimi relativi alle denunce di decesso entro 24-72 ore dalla registrazione del decesso con informazioni anagrafiche (genere, data di nascita) e dati relativi al decesso (luogo del decesso, morte avvenuta per causa naturale o causa violenta).
I dati del Sismg fanno parte del network europeo di sorveglianza EuroMOMO (European monitoring of excess mortality for public health action), che pubblica un bollettino settimanale sulla sorveglianza della mortalità in 19 paesi Europei. L’ultimo bollettino settimanale (14°settimana) mostra un considerevole eccesso di mortalità in Italia negli ultra65enni (z-score >7).

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
10 aprile 2020