Ambiente e salute: i risultati dei progetti Ccm

Sono disponibili i prodotti finali di tre progetti Ccm che hanno come tematica comune il rapporto tra ambiente e salute.

I progetti Ccm del 2015:

Il progetto Ccm del 2017:

Inoltre, si segnalano due workshop relativi ad altri tre progetti Ccm che trattano il rapporto tra ambiente e salute:

L’Italia, come molti altri paesi europei, si trova ad affrontare sfide importanti in materia di ambiente e salute. L'Organizzazione mondiale della sanità stima che nella regione europea dell'Oms interventi strutturali di risanamento ambientale potrebbero ridurre la mortalità generale di quasi il 20%. Mentre il rapido sviluppo sociale ed economico, unito all'eredità di degrado ambientale (e alla sua interazione con altri significativi determinanti della salute), causano impatti rilevanti sulla salute, attuali o previsti, esiste un potenziale guadagno di salute complessivo molto alto se fossero presi in considerazione i determinanti ambientali.
Il solo inquinamento atmosferico nel nostro Paese è responsabile di decine di migliaia di morti premature e di un aumento importante della morbosità per molte malattie croniche. In linea con i recenti orientamenti in materia di salute ambientale è necessario rafforzare la capacità del Paese di occuparsi di questioni ambientali con conseguenti ricadute sanitarie e promuovere il processo di cambiamento, conferendo maggiori responsabilità a coloro che sono impegnati nella sanità pubblica e nell’assistenza sanitaria di base.
Il tema ambiente e salute rappresenta una delle priorità di intervento del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2014-2018, prorogato al 2019, che sottolinea l’importanza di considerare l’individuo e le popolazioni in rapporto al proprio ambiente promuovendo un rapporto salubre fra salute e ambiente, contribuendo alla riduzione delle malattie (in particolare di quelle croniche non trasmissibili) e sviluppando tutte le potenzialità di approccio interistituzionale del servizio sanitario.
In particolare, uno dei 10 macro obiettivi del Pnp 2014-2018, il macro obiettivo 8:“Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute”, conferma che le modificazioni ambientali sono uno dei determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione.
Anche il macro obiettivo 1, “Ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili”, pone le politiche ambientali tra i determinanti distali delle malattie croniche.
Nel futuro Pnp 2020-2025, il cui primo incontro si è tenuto il 26 settembre 2018, le aree strategiche resteranno quelle della prevenzione delle malattie trasmissibili e delle malattie croniche non trasmissibili, attraverso la promozione di stili di vita sani e l’attenzione ai determinanti ambientali che impattano fortemente sulla salute e sulle disuguaglianze di genere e sociali, avvalendosi per la sua definizione anche dei risultati dei progetti promossi dal Ccm. 

I programmi Ccm 2015 e 2017 hanno inserito, nell’area progettuale, nelle azioni di sistema e nell’area delle azioni centrali, linee progettuali incentrate sul rapporto ambiente e salute: patologie legate all’ambiente prevenzione e controllo delle malattie croniche non-trasmissibili legate all’inquinamento atmosferico, ambiente e salute dei bambini, prevenzione preconcezionale e nei primi mille giorni di vita in relazione all’inquinamento ambientale, regolamenti di igiene abitativa.

I progetti Ccm 2015

  1. Ambiente e Salute nel PNP 2014-2018: rete nazionale di epidemiologia ambientale, valutazione di impatto integrato sull’ambiente e salute, formazione e comunicazione (EpiAmbNet)

Questo progetto ha inteso rafforzare la presenza istituzionale in Italia dell’epidemiologia sul tema ambiente e salute secondo le linee indicate dal Pnp 2014-2018, attraverso il coinvolgimento e il lavoro congiunto delle strutture ambientali e sanitarie in Italia, in stretto contatto con la Direzione generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Il progetto ha avuto l’obiettivo di fornire adeguati strumenti a supporto delle amministrazioni per la valutazione preventiva e la gestione degli impatti sulla salute di modifiche ambientali, attraverso la costituzione di una Rete nazionale di epidemiologia ambientale, la comunicazione del rischio, la Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (Viaas), un’attività di formazione per soddisfare i bisogni di conoscenza sui temi dell’epidemiologia ambientale.

Il documento Indicazioni operative per comunicare il rischio in tema ambiente e salute rappresenta una sintesi del “Documento guida di comunicazione del rischio ambientale per la salute” del medesimo progetto EpiAmbNet ed è destinato prioritariamente agli operatori del Servizio sanitario nazionale e del Sistema nazionale della protezione ambientale che sono in prima linea nel gestire situazioni in cui la complessità della relazione tra determinanti ambientali e il relativo impatto sulla salute rendono difficile dare risposte certe e inequivocabili.
Le indicazioni operative sono state redatte per contribuire all’elaborazione delle Linee di indirizzo ministeriali sulla comunicazione del rischio da adottare nell’ambito del macro obiettivo 5 “Ambiente, clima e Salute” del futuro Pnp 2020-2025, che si prefigge di comunicare il rischio in modo strutturato e sistematico.

Nel documento sono trattati i seguenti aspetti:

  • valutare e comprendere la percezione del rischio
  • stabilire gli obiettivi comunicativi in base alla tipologia di comunicazione
  • collegare la comunicazione del rischio alla governance e agli attori
  • raccomandazioni nel comunicare il rischio
  • percorso di comunicazione del rischio: come comunicare
  • applicazioni delle tipologie di comunicazione del rischio.

Il documento Salute e ambiente: un curriculum formativo omogeneo per il servizio sanitario nazionale, il sistema di protezione ambientale, la medicina generale e la formazione universitaria si prefigge di promuovere un’adeguata formazione sui temi inerenti l’ambiente e la salute tra gli operatori del sistema pubblico, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, superando la settorialità dei processi formativi e la frammentarietà delle discipline che concorrono a delineare la complessa problematica del binomio ambiente-salute. Nel documento sono evidenziate le maggiori criticità riscontrate fra gli operatori sanitari e non sanitari a cui far fronte attraverso la proposta di un Curriculum formativo omogeneo (Cfo).
Nel contesto ampio del Servizio sanitario nazionale e del Sistema nazionale della protezione ambientale, il Cfo è funzionale alle esigenze formative del complesso degli operatori sanitari e non, e può essere modulato per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Nel documento inoltre vi sono proposte utili all’integrazione della formazione universitaria (in medicina e non), sia durante i corsi di laurea sia nell’offerta didattica post-laurea.

Nel Cfo sono previsti i seguenti moduli:

  • argomenti di base su ambiente e salute
  • tossicologia ambientale
  • epidemiologia ambientale
  • valutazione di impatto ambientale e sanitario, comunicazione del rischio.

Sul sito Ccm la news del 31 gennaio 2019 Ambiente e salute segnalava già due precedenti prodotti del progetto: l’elaborazione del Documento guida di comunicazione del rischio ambientale per la salute (la cui sintesi è stata qui presentata) e la costituzione della Rete nazionale di epidemiologia ambientale e comunicazione del rischio, una mappa che offre una fotografia dei centri della Rete dell'epidemiologia ambientale italiana e permette di conoscerne le attività e le relative produzioni scientifiche del quinquennio 2012-2016. Sono inoltre rappresentati i territori coperti da ogni singolo studio e le relazioni instauratesi tra i centri, offrendo informazioni sul personale in organico e l'elenco degli articoli scientifici e dei rapporti prodotti, tutti scaricabili direttamente dal sito. È possibile accedere ai dati per fattore di rischio, area geografica, centro di epidemiologia e titolo di articolo mentre un accesso specifico è riservato agli studi multicentrici di rilevanza nazionale o internazionale.

Prodotti finali:

Il progetto si è posto l’obiettivo di fare il punto sulle buone pratiche sanitarie oggi disponibili in materia di sostenibilità ed eco-compatibilità nella costruzione e ristrutturazione degli edifici al fine di definire obiettivi prestazionali sanitari aggiornati da mettere a disposizione delle Autorità competenti per adeguare la normativa vigente a livello nazionale, regionale e locale, e mettere a punto un corso di aggiornamento che supporti gli operatori nella valutazione dei rischi correlati all’ambiente costruito e nella definizione di misure preventive efficaci.

La relazione finale del progetto illustra il razionale del progetto, la metodologia di lavoro, gli ambiti delle buone pratiche, i presupposti e i contenuti del documento di aggiornamento del DM 5 luglio 1975, il razionale e i contenuti del pacchetto formativo.
Per quanto riguarda la metodologia di lavoro, il progetto si è articolato in due fasi: la prima, finalizzata a definire un set di buone pratiche in materia di sostenibilità ed eco-compatibilità nella costruzione e ristrutturazione di edifici, da utilizzare come base per predisporre obiettivi prestazionali sanitari minimi, utili per l’elaborazione di norme tecniche di riferimento; la seconda, finalizzata alla messa a punto di un corso Fad di aggiornamento indirizzato agli operatori dei Dipartimenti di prevenzione e ai diversi stakeholder.

  • Individuazione di buone pratiche in edilizia ed urbanistica

Nell’ambito del progetto, partendo dai regolamenti locali d’igiene esistenti e da recenti evidenze riportate nella letteratura scientifica di settore, sono stati presi in esame una serie di ambiti, ritenuti fondamentali per la valutazione degli aspetti d’igiene edilizia, con particolare riferimento all’ecosostenibilità delle costruzioni e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

  • Analisi comparativa delle norme in tema di agibilità ai fini dell’aggiornamento del DM 5 Luglio 1975

L’analisi dei regolamenti ha cercato di identificare quali fossero i requisiti igienico-sanitari delle civili abitazioni individuati nei diversi Paesi e come questi fossero declinati all’interno delle norme al fine di poterli comparare con quanto presente nella normativa italiana e cogliere spunti e suggestioni per un suo aggiornamento e integrazione. Lo studio ha portato alla selezione dei documenti normativi di 9 Stati rappresentativi dell’Unione europea che, complessivamente, includono una popolazione superiore a trecentosessanta milioni di persone, pari a circa la metà (48,9%) della popolazione residente in Europa al 2018.
Il documento Testo del DM 5 Luglio 1975 revisionato e integrato propone l’aggiornamento del DM 5 Luglio 1975 italiano “Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 relativamente all'altezza minima e ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali d'abitazione” al fine di aggiornare la definizione degli elementi essenziali che qualificano un locale come abitabile dal punto di vista igienico-sanitario.
In Italia, inoltre, è stato adottato uno schema di Regolamento edilizio tipo (Ret) del 20 ottobre 2016 per semplificare e uniformare la programmazione territoriale in ambito comunale e nell’intento di integrare in un unico documento gli aspetti igienico-sanitari, urbanistici e ambientali.
Il documento Obiettivi prestazionali sanitari per gli edifici di nuova costruzione da integrare nel Regolamento Edilizio Tipo, che parte dall’analisi dai regolamenti locali d’igiene esistenti e dalla letteratura scientifica, intende fare il punto su una serie di ambiti ritenuti fondamentali per la valutazione degli aspetti d’igiene edilizia, con particolare riferimento all’eco‐sostenibilità delle costruzioni e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Gli aspetti individuati possono essere integrati nello schema di Ret in modo tale da definire un punto di partenza per la predisposizione di regolamenti integrati di igiene ed edilizi basati su pratiche documentatamente efficaci ai fini della tutela della salute pubblica.

  • Il corso Fad “Ambiente costruito e salute”

Nell’ambito del progetto sono stati messi a punto i contenuti di un corso Fad, i cui moduli didattici sono stati incentrati sulle evidenze scientifiche a supporto delle buone pratiche e degli obiettivi prestazionali proposti, nonché sulla descrizione di questi ultimi, con contenuti applicativi e strumenti per la rilevazione al fine di consentirne una fruizione capillare da parte di tutti gli operatori del settore sanitario, degli uffici tecnici dei Comuni e di eventuali altri stakeholder.

Il corso è stato articolato nei seguenti moduli:

  • tre moduli di inquadramento che tratteranno le evidenze di impatti sulla salute umana dell’ambiente costruito, nonché l’importanza della tutela delle risorse e del verde urbano ai fini della sostenibilità e della salute
  • sette moduli tecnici focalizzati sulle principali variabili sanitarie riguardanti l’ambiente costruito, sviluppate nella proposta di aggiornamento del DM 5 luglio 1975, con indicazioni di buone pratiche (qualità degli spazi abitativi; benessere termo-igrometrico; prevenzione dell’inquinamento dell’aria indoor e uso di prodotti ecocompatibili; benessere acustico; illuminazione naturale e artificiale e comfort visivo; protezione da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti)
  •  un test finale di verifica sommativa delle conoscenze acquisite.

Ai fini della disseminazione dei risultati del progetto è stato predisposto il volume Buone pratiche ed obiettivi prestazionali sanitari per costruire e ristrutturare edifici residenziali nel quale sono state inserite le buone pratiche edilizie selezionate nella prima fase del progetto al fine di fornire le basi per integrare i contenuti dei Ret con istanze sanitarie basate sull’evidenza.
Nel volume sono individuati come buone pratiche quattro ambiti generali ritenuti fondamentali per la valutazione degli aspetti d’igiene edilizia:

  • sito e contesto
  • riduzione dell’inquinamento
  • energia e comfort
  • recupero, gestione e manutenzione.

A loro volta articolati in 15 ambiti specifici (che diventano 16 con l’inserimento dell’ambito specifico “Utilizzo di materiali a ridotte emissioni inquinanti”), ciascuno dei quali è stato suddiviso secondo il seguente schema:

  • finalità, ovvero l’argomento specifico ed i relativi obiettivi di sostenibilità
  • definizione dell’ambito di interesse che delinea i principali aspetti del problema
  • impatti sulla salute, specificando quelli più documentati
  • obiettivi prestazionali, operativi e strategici, che rappresentano i bisogni dell’utenza e dovrebbero essere raggiunti attraverso la valutazione delle diverse prestazioni
  • prestazioni, che si esprimono quantitativamente e rappresentano la descrizione dettagliata dei requisiti
  • strumenti di verifica, l’insieme dei contenuti che dovranno essere esplicitati e la documentazione da fornire per dimostrare la verifica del soddisfacimento dei requisiti.

Prodotti finali:

Progetto Ccm 2017

  1. Effetti dell’inquinamento atmosferico sullo stato di salute della popolazione italiana, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari e respiratorie. Un’analisi basata su micro-dati e modelli di micro-simulazione per trarne valutazioni utili ai fini del monitoraggio dei Piani Nazionali

L’obiettivo del progetto è stato quello di effettuare un’analisi dell’impatto dell’inquinamento atmosferico e dei disastri naturali (climatici, sismici o vulcanici) sulla salute della popolazione italiana, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari e respiratorie.
Nello specifico, si è proposto di elaborare una mappatura dei livelli di esposizione ad agenti inquinanti nell’aria e a fenomeni naturali estremi e valutarne gli impatti sul sistema sanitario e sulla salute umana in un’ottica multidimensionale, utilizzando diversi indicatori di salute e indicatori di sostenibilità del sistema sanitario (spesa e utilizzo strutture).

La relazione finale riporta i risultati dei cinque obiettivi specifici previsti dal progetto:

  • Obiettivo 1: realizzazione di una banca dati sull’inquinamento atmosferico, contenente informazioni sulle concentrazioni di 4 composti inquinanti in atmosfera (SO2, NO2, NO, O3) e di due tipologie di particolato (PM2.5 e PM10). 
    Risultati: produzione di un file .dta contenente le informazioni associate a concentrazioni e condizioni metereologiche. Elaborazione di statistiche descrittive (minimi, medie e massimi valori di concentrazione giornaliera, settimanale, mensile e annuale, numero di giorni oltre la soglia fissata quale limite massimo di concentrazione) per ogni Comune e Provincia
  • Obiettivo 2: analisi dell’impatto della qualità dell’aria e dei fenomeni naturali e climatici sulle nascite, attraverso la valutazione di alcuni indicatori reperibili nei Certificati di assistenza al parto (Cedap).
    Risultati: definizione delle metodologie di valutazione, realizzazione delle procedure software e produzione dei rapporti di sintesi intermedi e finali inerenti alle misurazioni degli impatti delle esposizioni sotto analisi.
    Nel dettaglio si è proceduto alla produzione di un file in formato .dta contenente le informazioni associate ai risultati econometrici relativi alle stime degli effetti dell’impatto dell’esposizione al PM10 sul campione Cedap ridotto agli anni 2003-2008 (in attesa dei dati dal 2000 al 2017) su 54 comuni italiani
  • Obiettivo 3: analisi dell’impatto della qualità dell’aria con un focus sulle malattie cardiovascolari, le malattie respiratorie, i tumori, le allergie, il ricorso ai servizi sanitari nella popolazione in età adulta e anziana, e la valutazione delle modifiche dei fattori di rischio in chi ha già avuto un evento patologico (con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari e respiratorie).
    Risultati: definizione delle metodologie di valutazione, realizzazione delle procedure software e produzione dei rapporti di sintesi intermedi e finali inerenti alle misurazioni degli impatti delle esposizioni sotto analisi.
    Nel dettaglio si è proceduto alla produzione di un file in formato .dta contenente le informazioni associate ai risultati relativi alle stime degli effetti dell’impatto dell’esposizione al PM2.5
  • Obiettivo 4: analisi dell’impatto della qualità dell’aria sulla popolazione in età adulta e anziana attraverso i dati dei ricoveri ospedalieri (Sdo), valutando eventuali effetti dovuti a picchi di concentrazione di inquinanti nell’aria in periodi legati a eventi specifici o normale stagionalità.
    Risultati: produzione di un file in formato .dta contenente le informazioni associate ai risultati relativi alle stime degli effetti di quattro inquinanti (PM10, PM2.5, NO2 e O3) sul numero dei ricoveri giornalieri per malattie respiratorie e cardiovascolari in ogni comune italiano
  • Obiettivo specifico 5: analisi dell’impatto dell’inquinamento nel lungo periodo, per una proiezione delle condizioni di salute degli individui adulti e anziani condizionate a diversi scenari di esposizione e politiche di prevenzione, attraverso un modello di micro-simulazione appositamente adattato per includere i feedback e gli effetti relativi all’impatto dell’inquinamento.
    Risultati: 3 simulazioni a breve e medio termine dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sull’incidenza/prevalenza delle patologie respiratorie (asma e Bpco), sulla spesa sanitaria diretta (farmaci e diagnostica) e sull’utilizzo di risorse (numero di prescrizioni e visite dal medico di medicina generale) degli individui con un’età superiore a 15 anni, sotto vari scenari.

Prodotti finali:

I workshop

Il 26 novembre 2019, presso il ministero della Salute, si è tenuto il workshop Clima, inquinamento atmosferico ed effetti sulla salute in Italia, organizzato nell'ambito del progetto Ccm Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, che dal 2009 è incluso nelle azioni centrali dei programmi Ccm. Obiettivo principale dell’evento, che ha visto il coinvolgimento dell’Oms, è stato quello di condividere le ultime evidenze disponibili a livello nazionale e internazionale sugli impatti delle temperature estreme e dell’inquinamento atmosferico sulla salute e allo stesso tempo indicare gli interventi attualmente disponibili per migliorare l’adattamento della popolazione e la risposta del sistema sanitario per la prevenzione degli effetti a breve termine.

Il workshop si è articolato in due sessioni: 

  • sessione 2 “Effetti acuti delle temperature estreme e dell’inquinamento sulla salute: i risultati del progetto Beep (Big Data in epidemiologia ambientale e  occupazionale)”, in cui sono stati presentati i dati più recenti relativi agli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle temperature estreme su tutto il territorio nazionale (sia nelle grandi aree urbane, sia nelle zone suburbane e rurali) al fine di identificare le aree più vulnerabili
  • sessione 2 “ Effetti acuti delle temperature estreme e dell’inquinamento sulla salute: i risultati del progetto Beep (Big Data in epidemiologia ambientale e  occupazionale)”, in cui sono stati presentati i dati più recenti relativi agli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle temperature estreme su tutto il territorio nazionale (sia nelle grandi aree urbane, sia nelle zone suburbane e rurali) al fine di identificare le aree più vulnerabili.

Sul sito tematico Ondate di calore del ministero della Salute è possibile consultare le presentazioni dei relatori.

Segnaliamo poi che, nell’ambito del progetto Ccm 2018 Integrazione, formazione e valutazione di impatto dell’inquinamento ambientale sulla salute: Rete Italiana Ambiente e Salute (RIAS), dal 13 al 15 gennaio 2020 a Genova si terrà il workshop Epidemiologia Ambientale destinato agli operatori del Sistema sanitario nazionale e del Sistema nazionale per la protezione ambientale, con l’obiettivo di sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie per permettere la comprensione, la lettura critica e l’applicazione nel contesto locale delle evidenze scientifiche sulla relazione tra le esposizioni ambientali e lo stato di salute della popolazione.

E ancora il 24 gennaio 2020 a Milano si svolgerà il convegno finale Urban Health: buone pratiche per la valutazione di impatto sulla salute degli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana e ambientale. Risultati del Progetto Ccm 2017, nel corso del quale saranno presentati i risultati del progetto Ccm Urban Health: buone pratiche per la valutazione di impatto sulla salute degli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana e ambientale (programma Ccm 2017) che ha posto una particolare attenzione agli interventi atti a garantire un miglioramento dell’invecchiamento in salute e all’equità nei programmi di rigenerazione urbana per le periferie.

Ulteriori progetti incentrati sul rapporto ambiente e salute sono consultabili nella sezione I programmi e i progetti del Ccm sul sito Ccm.

Infine, il concetto di salute come risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’uomo, della natura e dell’ambiente (One health) è coerente con l’Agenda 2030 sulla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile in cui il rapporto tra ambiente e salute è trasversale e comune a tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (sustainable development goals, Sdgs), in particolare con i seguenti:

  • 3.9  entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo
  • 6.3  migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale
  • 7.2  aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia
  • 11.6  entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di altri rifiuti
  • 11.7  entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili
  • 12.2  entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle risorse naturali
  • 12.4  entro il 2020, raggiungere la gestione eco-compatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti durante il loro intero ciclo di vita, in conformità ai quadri internazionali concordati, e ridurre sensibilmente il loro rilascio in aria, acqua e suolo per minimizzare il loro impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente
  • 13.1  rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali
  • 13.2  integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali
  • 14.1  entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma, compreso l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive
  • 14.2  entro il 2020, gestire in modo sostenibile e proteggere l’ecosistema marino e costiero per evitare impatti particolarmente negativi, anche rafforzando la loro resilienza, e agire per il loro ripristino in modo da ottenere oceani salubri e produttivi
  • 15.1  entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e dell’entroterra nonché dei loro servizi, in modo particolare delle foreste, delle paludi, delle montagne e delle zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali.

Per approfondire:

  1. la scheda del progetto Ambiente e Salute nel PNP 2014-2018: rete nazionale di epidemiologia ambientale, valutazione di impatto integrato sull’ambiente e salute, formazione e comunicazione (EpiAmbNet) e i prodotti finali:
  2. il Documento guida di comunicazione del rischio ambientale per la salute
  3. la Rete nazionale di epidemiologia ambientale e comunicazione del rischio
  4. il documento di sintesi Indicazioni operative per comunicare il rischio in tema ambiente e salute
  5. il documento Salute e ambiente: un curriculum formativo omogeneo per il servizio sanitario nazionale, il sistema di protezione ambientale, la medicina generale e la formazione universitaria
  6. la scheda del progetto Individuazione di buone pratiche ed obiettivi prestazionali sanitari in materia di sostenibilità ed eco-compatibilità della costruzione e/o ristrutturazione di edifici, ai fini della predisposizione dei regolamenti di igiene edilizia e i prodotti finali:
  7. la Relazione finale del progetto
  8. il documento Obiettivi prestazionali sanitari per gli edifici di nuova costruzione da integrare nel Regolamento Edilizio Tipo
  9. il documento Testo del DM 5 Luglio 1975 revisionato e integrato
  10. il volume Buone pratiche ed obiettivi prestazionali sanitari per costruire e ristrutturare edifici residenziali
  11. la scheda del progetto Effetti dell’inquinamento atmosferico sullo stato di salute della popolazione italiana, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari e respiratorie. Un’analisi basata su micro-dati e modelli di micro-simulazione per trarne valutazioni utili ai fini del monitoraggio dei Piani Nazionali e i prodotti finali:
  12. abstract I trimestre
  13. abstract II trimestre
  14. abstract III trimestre
  15. abstract IV trimestre
  16. abstract V trimestre
  17. abstract VI trimestre (finale)
  18. la relazione finale

Ulteriori approfondimenti:

Articoli correlati sul sito Ccm :

Ultimo aggiornamento:
30 gennaio 2020