Rapporto Sdo 2018

Dall’ultimo Rapporto annuale sull'attività di ricovero ospedaliero (Sdo) - Anno 2018, pubblicato dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, si evince che la rilevazione relativa all'anno 2018 è caratterizzata da un elevato livello di completezza, pari al 99,8% per gli istituti pubblici e 99,1% per gli istituti privati accreditati, con una copertura complessiva pari al 98,8%.
La qualità della compilazione è migliorata, con una diminuzione della percentuale di errore pari a 19 punti percentuali. Infatti nell'anno 2018 sulle 8.698.057 schede di dimissione ospedaliera pervenute, 2.464.410 presentavano almeno un errore di compilazione, pari al 28,3% di schede errate sul totale. L'anno precedente le schede con almeno un errore erano 4.198.835, corrispondente al 47,3% sul totale.

Rispetto all'anno precedente, per il 2018 si osserva una generale diminuzione del volume di attività erogata: il numero complessivo di dimissioni per acuti, riabilitazione e lungodegenza passa da 8.521.114 a 8.339.286 unità (il 95% per ricoveri per acuti, il 4% in riabilitazione e l’1% in lungodegenza), con una diminuzione di circa il 2,1%;
il corrispondente volume complessivo di giornate passa da 58.889.633 a 58.414.387 (l’80% in ricoveri per acuti, il 15% in riabilitazione e circa il 5% in lungodegenza), con una riduzione di circa lo 0,8%.
Il peso medio del ricovero per acuti in regime ordinario aumenta da 1,19 a 1,22, il numero medio di diagnosi compilate per scheda per acuti in regime ordinario si riduce da 2,8 a 2,5 e il numero medio di procedure compilate per scheda per acuti in regime ordinario aumenta da 2,9 a 3.
In particolare, confrontando i dati del 2018 con quelli del 2017, si osserva:

  • riabilitazione in regime diurno (dimissioni -7,2%, giornate -5,6%)
  • attività per acuti in regime diurno (dimissioni -3,2%, giornate -2,7%)
  • lungodegenza (dimissioni -1,9%, giornate -1,2%)
  • attività per acuti in regime ordinario (dimissioni -1,8%, giornate -0,9%)
  • riabilitazione in regime ordinario (dimissioni -1,1%, con giornate in aumento del +1,3%).

Anche il tasso di ospedalizzazione per acuti, standardizzato per età e sesso in Italia, pur con una discreta variabilità regionale, si riduce da 123,2 a 120,5 dimissioni per 1.000 abitanti, suddiviso in 92,4 dimissioni (per 1.000 abitanti) in regime ordinario e 28,1 in regime diurno. Per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione complessivo, standardizzato per età e sesso in Italia, si riduce da 171,8 per 1.000 abitanti nel 2010 a 126,5 nel 2018. In particolare, il tasso di ospedalizzazione per acuti in regime ordinario passa da 115,8 per 1.000 abitanti nel 2010 a 92,4 nel 2018, mentre il tasso di ospedalizzazione per acuti in regime diurno passa da 48,8 a 28,1.
Complessivamente, quindi, anche per i 108 Diagnosis-related group (Drg), considerati a rischio di inappropriatezza se erogati in regime di ricovero ordinario, si osserva una significativa deospedalizzazione, con un miglioramento dell'appropriatezza organizzativa e dell'efficienza nell'uso delle risorse ospedaliere.

Si può inoltre osservare come la mobilità regionale si mantenga sostanzialmente costante, rispettivamente, intorno all’8% per l'attività per acuti in regime ordinario, al 9% per l'attività per acuti in regime diurno, al 16% per l'attività di riabilitazione in regime ordinario, al 10% per l'attività di riabilitazione in regime diurno, e al 6% per l'attività di lungodegenza.

Infine, la remunerazione teorica complessiva, il cui ammontare è determinato prevalentemente dalla componente acuti in regime ordinario, acuti in regime diurno e riabilitazione in regime ordinario, passa da 30,9 miliardi di euro nel 2010 a 28,4 miliardi di euro nel 2018.

Il flusso Sdo ha una copertura pressoché totale dei ricoveri effettuati in tutte le strutture pubbliche e private accreditate nell’intero territorio nazionale e l’elevato contenuto informativo consente di valutare la qualità e l’efficacia dell’assistenza erogata e di effettuare interventi di programmazione sanitaria.
Segnaliamo che il Decreto Ministeriale 7 dicembre 2016, n. 261 ha introdotto numerose nuove variabili a partire dall'anno 2017 aumentando il contenuto informativo del flusso Sdo. Queste nuovi dati permettono di analizzare più dettagliatamente l'appropriatezza organizzativa e clinica dell'assistenza sanitaria erogata nel setting ospedaliero, di definire con maggior precisione i percorsi diagnostico/terapeutici nel corso degli episodi di ricovero, di valutare meglio la complessità della casistica, di effettuare analisi di risk adjustment per le valutazioni di efficacia e di esito e di valutare la correlazione fra esiti e volume di procedure per singolo operatore (chirurgo/anestesista). Il medesimo decreto ha inoltre modificato le tempistiche per l'invio dei dati Sdo dalle Regioni al ministero della Salute (scadenza: il 31 marzo dell'anno seguente a quello di competenza), con l'obiettivo di anticipare il processo di acquisizione e consolidamento della banca dati Sdo e rendere rapidamente disponibili dati aggiornati sull'attività ospedaliera erogata per tutte le finalità di programmazione sanitaria e monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza.

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Ultimo aggiornamento:
30 gennaio 2020