Nuova infezione da coronavirus: ultimi aggiornamenti

Al 25 maggio 2020, in base agli ultimi dati pubblicati dall’European centre for disease prevention and control (Ecdc) sul nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), sono stati notificati complessivamente:

  • 5.371.700 casi confermati di infezione da SARS-CoV-2 nel mondo
  • 344.815 decessi nel mondo (di cui 162.531 in Ue/See+Uk)
  • 1.357.015 casi confermati in Europa (Ue/See+Uk).

Tutti i Paesi Ue/See sono interessati.

Per un aggiornamento in tempo reale è possibile consultare la Situation Dashboard sul sito Ecdc.

Secondo gli ultimi dati forniti dall'Oms (WHO Global Situation Dashboard), al 25 maggio 2020, sono stati registrati:

Nel mondo:

  • 5.304.772 casi confermati di infezione da SARS-CoV-2 
  • 342.029 decessi.

Nelle Regioni dell'Oms

  • Europa: 2.027.889 casi confermati e 174.481 decessi
  • Americhe: 2.395.295 casi confermati
  • Mediterraneo orientale: 427.832 casi confermati
  • Sud-Est asiatico: 201.207 casi confermati
  • Pacifico occidentale: 174.548 casi confermati
  • Africa: 80.002 casi confermati.

Per la situazione in Italia (dati sui contagiati, sui decessi, sulle persone guarite e sulla distribuzione regionale) consultare:

Sottolineiamo che queste cifre sono probabilmente sottostimate rispetto alla reale diffusione del virus nelle aree colpite e che i dati disponibili sono aggiornati quotidianamente.

Il ministero della Salute ha inoltre:

  • realizzato il portale tematico Nuovo Coronavirus, in cui è possibile consultare le principali domande e risposte, i consigli per chi viaggia e le raccomandazioni per ridurre l'esposizione e la trasmissione
  • attivato il numero di pubblica utilità 1500, con personale medico e infermieristico appositamente formato e disponibile 24 ore su 24 per rispondere ai dubbi dei cittadini e fornire chiarimenti e informazioni generali sul nuovo coronavirus.

In caso di sintomi respiratori simil-influenzali (tosse, raffreddore, febbre) si invita la popolazione a non recarsi nelle strutture sanitarie ma a telefonare al proprio medico o pediatra di base. Se si pensa di essere stati contagiati chiamare il 112 o i numeri verdi regionali. Utilizzare i numeri di emergenza solo se strettamente necessario, e non per chiedere informazioni.

Ulteriori informazioni, raccomandazioni, aggiornamenti e Faq sono disponibili sul sito EpiCentro/Iss, sul sito dell'Iss e sul sito della Protezione Civile.

Sul sito EpiCentro è inoltre consultabile la pagina della Sorveglianza nazionale integrata Covid-19 con i principali dati nazionali e la pagina decicata alla Ipc (Prevenzione e controllo delle infezioni) con i rapporti tecnici dell'Iss e i documenti nazionali e internazionali di riferimento relativi all'infezione da SARS-CoV-2, rivolti agli operatori e ai cittadini.

I provvedimenti in Italia

Il 22 gennaio 2020, il ministero della Salute ha istituito una task-force con il compito di coordinare 24 ore su 24, in raccordo continuo con le istituzioni internazionali competenti, le azioni da mettere in campo per fronteggiare la diffusione dell’epidemia nel nostro Paese. La task-force è composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai Carabinieri dei Nas, dall’Iss, dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico. ll 29 gennaio 2020 si è svolto il primo incontro tecnico all'Iss con il ministero della Salute, le Regioni, le società scientifiche e gli Ordini professionali.

La Circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, n.1997 ha stabilito l’attivazione del sistema di sorveglianza dei casi sospetti di infezione da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Il coordinamento della sorveglianza è affidato all’Iss che raccoglie le segnalazioni dalle Regioni attraverso una piattaforma web dedicata. Le definizioni di caso e gli aspetti diagnostici di laboratorio sono in continua evoluzione e fanno riferimento alle circolari disponibili sul sito tematico Nuovo coronavirus del ministero della Salute. 

Dal 22 febbraio 2020, i casi positivi al primo test per il SARS-CoV-2 che ricevono conferma da parte dell’Istituto superiore di sanità (Iss) o di altre strutture individuate vengono resi noti dal ministero della Salute. I casi sospetti per COVID-19 vengono inizialmente testati presso i laboratori di riferimento individuati dalle Regioni e dalle PA. Sui casi che risultano positivi vengono ripetuti i test per la conferma di positività all’infezione da SARS-CoV-2, come indicato nelle circolari ministeriali del 22 e del 27 gennaio 2020. Solo quelli risultati positivi al secondo test sono confermati e risultano nei rapporti ufficiali pubblicati (Primo Piano sul sito dell'Iss). Quando si consultano i dati italiani riportati sui siti delle istituzioni internazionali bisogna considerare che il processo di validazione e conferma dei casi può causare un ritardo e dunque un non sincronismo delle informazioni disponibili a livello locale e sui siti degli organismi internazionali. Tuttavia si sottolinea che, indipendentemente dal flusso di pubblicazione dei dati, le istituzioni nazionali e internazionali sono in stretto contatto e aggiornate in tempo reale. 

Con l’ordinanza n. 640 del 27 febbraio 2020 l’Iss, dal 28 febbraio, coordina il Sistema di sorveglianza nazionale integrata COVID-19 che integra a livello individuale i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome (PA) e dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 dell’Iss. La sorveglianza raccoglie dati individuali dei soggetti positivi al Covid-19 e in particolare le informazioni anagrafiche, i dati sul domicilio e sulla residenza, alcune informazioni di laboratorio, informazioni sul ricovero e sullo stato clinico (indicatore sintetico di gravità della sintomatologia), la presenza di alcuni fattori di rischio (patologie croniche di base), e l’esito finale (guarito o deceduto).  Ogni giorno un’infografica dedicata riporta – con grafici, mappe e tabelle - una descrizione della diffusione nel tempo e nello spazio dell’epidemia di Covid-19 in Italia e una descrizione delle caratteristiche delle persone affette. Una volta a settimana (il giovedì) viene pubblicato anche un bollettino che, in maniera più estesa, approfondisce le informazioni raccolte.

L'11 marzo 2020 l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha costituito l'Unità di Crisi Coronavirus per il contrasto e il contenimento della diffusione del coronavirus, impegnandosi su quattro le linee principali: farmaci in uso “off label”, ricerca, sviluppo e accesso ai farmaci sperimentali, linea guida nazionale di management, e contrasto alle carenze di medicinali a livello ospedaliero. Con il Decreto Cura Italia (Dpcm 17/03/2020, Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19) all’Aifa è stato affidato il compito di valutare tutte le sperimentazioni cliniche sui medicinali per pazienti con Covid-19. 

Inoltre, sebbene ad oggi non ci siano evidenze scientifiche che dimostrino la trasmissione di SARS-CoV-2 mediante la trasfusione di emocomponenti labili, di organi, tessuti e cellule, il Centro nazionale sangue (Cns) dell’Iss e il Centro nazionale trapianti (Cnt) hanno attivato a scopo precauzionale nei centri di raccolta tutte le misure di sicurezza per il donatore e il personale. La donazione del sangue e degli emocomponenti può essere considerata inclusa tra le “situazioni di necessità” descritte nel Dpcm 11/03/2020, di conseguenza possono ritenersi consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative; il Cns ribadisce che donare il sangue è sicuro e non ha alcuna controindicazione ed è quindi fondamentale che le donazioni di sangue non si fermino. 

I primi casi in Italia

Il 30 gennaio 2020, l’Iss ha confermato i primi due casi di infezione da COVID-19 nel nostro Paese. Si tratta di due turisti cinesi ricoverati dal 29 gennaio all’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”. Le Autorità sanitarie regionali hanno messo in atto tutte le misure per tracciare i contatti in via precauzionale, in accordo con le misure già definite dal ministero della Salute. Tutte le Regioni italiane, sulla base della circolare ministeriale, si sono attivate nella valutazione di casi sospetti. Tutti i contatti sono risultati negativi e non sono considerati più a rischio. Inoltre, il 6 febbraio, l’Iss ha comunicato alla task-force del Ministero della Salute l’esito positivo del test di conferma su uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola. Il paziente è ricoverato all’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma e risulta in buone condizioni di salute. 

Il 21 febbraio 2020, l’Iss ha confermato il primo caso autoctono in Italia risultato positivo all’Ospedale “Sacco” di Milano. Per la prima volta anche in Italia si è verificata la trasmissione locale di infezione da nuovo coronavirus. La Regione Lombardia, in stretta collaborazione con Iss e ministero della Salute, ha avviato le indagini sui contatti dei pazienti al fine di prendere le necessarie misure di prevenzione. 

Normativa

Il 26 aprile 2020 è stato varato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm 26/04/2020) che interviene con misure per il contenimento dell'emergenza Covid-19 nella cosiddetta "fase due”, che avranno valenza dal 4 maggio e per le successive due settimane.

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2020 (Dpcm 10/04/2020) tutte le misure per contrastare il diffondersi del contagio da coronavirus sono state prorogate fino al 3 maggio. Il Dpcm permette la riapertura dal 14 aprile dei negozi per neonati e bambini, librerie e cartolibrerie. Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono consultabili le Faq aggiornate relative al Dpcm 11/03/2020.

Con l'ordinanza del 22 marzo 2020 dalla data di emanazione della stessa è vietato trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello in cui ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Il 17 marzo 2020 è stato varato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Dpcm 17/03/2020) che interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali: finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

L’11 marzo 2020 è stato varato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale (DPCM 11/03/2020) in cui si dispone la chiusura delle attività commerciali e i servizi alla persona, salvo quelle indicate negli allegati 1 e 2. Il testo integra i Dpcm precedenti, dell’8 marzo e del 9 marzo, e ha valore su tutto il territorio nazionale. Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono consultabili le nuove Faq relative all'ultimo Dpcm 11/03/2020.

Con l’ordinanza n. 640 del 27 febbraio 2020 l’Iss, dal 28 febbraio, coordina un sistema di sorveglianza che integra a livello individuale i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome (PA) e dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 dell’Iss.

Il 23 febbraio 2020 il Consiglio dei Ministri ha varato il Decreto legge (DL 23/2/2020, n.6) Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 in cui si definiscono le misure per il divieto di accesso e allontanamento nei comuni dove sono presenti focolai e la sospensione di manifestazioni ed eventi.

La Circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, n.1997 ha stabilito l’attivazione del sistema di sorveglianza dei casi sospetti di infezione da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), affidandone il coordinamento all’Iss 

Il focolaio internazionale

L’epidemia da nuovo Coronavirus è associata a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan (Cina centrale).
Il coronavirus (SARS-CoV-2) è definito nuovo, cioè precedentemente mai identificato nell'uomo, rispetto ai sei tipi già conosciuti, di cui due di origine zoonotica (Mers e Sars). La maggior parte dei casi registrati al di fuori della Cina sono associati a viaggi in zone dove è documentata la trasmissione del virus. In Europa sono stati documentati cluster di trasmissione locale in Germania, Francia, Italia e nel Regno Unito.
Il Gruppo di Studio sul Coronavirus (Csg) del Comitato internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses) ha classificato ufficialmente con il nome di SARS-CoV-2 il virus provvisoriamente chiamato dalle autorità sanitarie internazionali 2019-nCoV e responsabile dei casi di COVID-19 (Corona Virus Disease). Il Csg – responsabile di definire la classificazione ufficiale dei virus e la tassonomia della famiglia dei Coronaviridae – dopo aver valutato la novità del patogeno umano e sulla base della filogenesi, della tassonomia e della pratica consolidata, ha associato formalmente questo virus con il coronavirus che causa la sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoVs, Severe acute respiratory syndrome coronaviruses) classificandolo, appunto, come Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2).

Il 30 gennaio 2020 il Direttore generale dell’Oms ha dichiarato il focolaio internazionale da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public health emergency of international concern – Pheic).

L'11 marzo 2020 il Direttore generale dell’Oms ha dichiarato che il focolaio internazionale di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 può essere considerato una pandemia, ma che, nonostante questa definizione, può essere ancora controllata.
La decisione è stata presa per due ragioni. In primis, a causa della velocità e della dimensione del contagio. Ad oggi sono stati segnalati quasi 125.000 casi, provenienti da 118 paesi. Nelle ultime due settimane il numero di casi segnalati al di fuori della Cina è aumentato di quasi 13 volte e il numero di paesi colpiti è quasi triplicato.
E in secondo luogo, perché l'Oms, nonostante i frequenti avvertimenti, si definisce preoccupata che alcuni Paesi non stiano affrontando questa minaccia con il un adeguato livello di impegno politico indispensabile per controllarla.

Per ridurre l'esposizione e l'eventuale trasmissione del nuovo coronavirus, sulla base delle indicazioni diramate dall’Oms, il ministero della Salute raccomanda ai viaggiatori di:

  • vaccinarsi contro l’influenza almeno due settimane prima della partenza
  • posticipare i viaggi non strettamente necessari nelle aree colpite
  • evitare il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate
  • evitare di visitare mercati ittici o di animali vivi
  • evitare il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti
  • rispettare l’igiene respiratoria se si hanno sintomi di infezione respiratoria acuta: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente monouso, indossare una maschera chirurgica e lavarsi le mani.

L’Oms ha inoltre diramato le seguenti raccomandazioni generali:

  • evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute
  • lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente
  • evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici
  • persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree dovrebbero mantenersi a distanza, coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti e lavarsi le mani
  • rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.

Sulla base dell'ultimo risk assessment dell’Ecdc, aggiornato al 23 aprile 2020:

  • il rischio per la popolazione generale di sviluppare una forma grave di COVID-19 per i cittadini dei Paesi Ue/See/Uk  è basso per le aree in cui sono in atto misure di distanziamento sociale appropriate e/o dove la trasmissione del virus a livello di comunità è stata ridotta o mantenuta a bassi livelli; moderato per le aree in cui non sono in atto misure di distanziamento sociale e/o dove la trasmissione del virus a livello di comunità è ancora elevata e in corso
  • il rischio di sviluppare malattie gravi associate all’infezione da SARS-CoV-2 per i cittadini dei Paesi Ue/See/Uk che presentano fattori di rischio associati alla COVID-19 è attualmente moderato per le aree in cui sono in atto misure di distanziamento sociale appropriate e/o dove la trasmissione del virus a livello di comunità è stata ridotta o mantenuta a bassi livelli; molto alto per le aree in cui non sono in atto misure di distanziamento sociale e/o dove la trasmissione del virus a livello di comunità è ancora elevata e in corso
  • il rischio di una recrudescenza di una trasmissione comunitaria sostenuta nei Paesi Ue/See/Uk nelle prossime settimane, come conseguenza dell’eliminazione graduale delle politiche “state a casa” e dell'adeguamento delle misure di distanziamento sociale a livello comunitario è attualmente moderato se queste misure vengono eliminate gradualmente e accompagnate da sistemi di monitoraggio e capacità adeguati in atto, con la possibilità di reintrodurle se necessario; molto elevato se le misure vengono eliminate senza sistemi di monitoraggio e capacità adeguati in atto, con un probabile rapido aumento della morbilità e della mortalità della popolazione.

Per approfondire:

Ultimo aggiornamento:
15 maggio 2020