I determinanti di salute nella prima infanzia

Mamme più consapevoli ma restano ancora da promuovere l’allattamento e la prevenzione delle malformazioni congenite. Sono questi alcuni tra i primi risultati del Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia presentati il 26 novembre 2019 in occasione dell’omonimo convegno organizzato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), dal Ccm e dal ministero della Salute.

Nella prima sessione del convegno, destinato a tutti i professionisti coinvolti a vario titolo nella tutela e promozione della salute nella prima infanzia, sono stati illustrati i risultati emersi dal sistema di sorveglianza realizzato nelle Regioni coinvolte, e sono state descritte le attività del programma GenitoriPiù nell’ambito della sorveglianza.
Durante la seconda sessione è stata invece organizzata una tavola rotonda tra esperti del panorama socio-sanitario nazionale e regionale con lo scopo di delineare, sulla base dei risultati della sorveglianza, le strategie e le azioni per promuovere nel nostro Paese la salute nei primi 1000 giorni di vita.

I risultati della sorveglianza se da un parte mettono in risalto che a 4-5 mesi di vita del bambino solo una mamma su 4 lo allatta in maniera esclusiva e che ancora molte donne non assumono l’acido folico prima dell’inizio della gravidanza, dall’altra evidenziano che è diminuita la percentuale di mamme che non allattano e che ormai molti genitori hanno compreso l’importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su.

In base ai dati dello studio, la quasi totalità (93,8%) delle mamme riferisce di non aver fumato in gravidanza, la maggioranza (64%) mette a dormire il proprio bambino a pancia in su nel rispetto di quanto raccomandato per prevenire la morte improvvisa in culla e l’80,5% intende vaccinare i propri figli ricorrendo sia alle vaccinazioni obbligatorie sia a quelle raccomandate. Risulta invece alta la percentuale di bambini potenzialmente esposti al fumo passivo a causa della convivenza con almeno un genitore o un’altra persona fumatrice (41,9%). Quasi tutte le mamme (97,3%) hanno assunto acido folico in occasione della gravidanza, ma poche (21,7%) lo hanno fatto in maniera appropriata iniziandolo almeno un mese prima del concepimento. Troppo pochi i bambini allattati in maniera esclusiva per il tempo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): appena il 23,6% a 4-5 mesi di età. Un bambino su dieci risulta inoltre non essere mai stato allattato al seno. Circa il 15% delle mamme di bambini con meno di 6 mesi riferisce di avere difficoltà nel farli stare seduti e allacciati al seggiolino, quota che sale al 34,2% sopra l’anno di età. Troppi i bambini che passano del tempo davanti a uno schermo già a partire dai primi mesi di vita: il 34,3% dei piccoli sotto ai 6 mesi e ben il 76,4% dei bambini oltre l’anno di età. Infine, ancora troppo pochi i bambini a cui sono stati letti regolarmente libri tutti i giorni della settimana (il 15,5% nella fascia di età 6-12 mesi e il 21,6% sopra i 12 mesi).

Sul sito dell’Iss è possibile consultare la sintesi dei risultati dell’indagine per ogni determinante di salute.

La sorveglianza

Il Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia prende avvio nel 2013 con il progetto pilota “Sistema di sorveglianza sugli otto determinanti di salute del bambino, dal concepimento ai 2 anni di vita, inclusi nel programma GenitoriPiù”, promosso e finanziato dal Ccm nell’ambito delle Azioni centrali del programma Ccm 2013. Il progetto è stato coordinato dall’Iss e ha coinvolto cinque Regioni (Campania, Calabria, Marche, Puglia, Veneto), l’Asl Milano e l’università Ca’ Foscari Venezia.
Sulla base dei risultati ottenuti dalla sperimentazione effettuata, il ministero della Salute nel 2016 ha supportato e finanziato un nuovo progetto Ccm Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia nell’ambito dei progetti esecutivi del programma Ccm 2016.
L’obiettivo del progetto, coordinato dall’Iss, è stato quello di estendere la Sorveglianza dei determinanti di salute nei bambini di 0-2 anni a livello nazionale, attraverso la somministrazione di un questionario ai genitori in occasione delle sedute vaccinali, con il coinvolgimento degli operatori dei centri vaccinali.

Il nuovo sistema di sorveglianza è stato inserito nel Dpcm pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 maggio 2017 che identifica i sistemi di sorveglianza e i Registri nazionali cui le Regioni dovranno gradualmente aderire.  A oggi le Regioni che hanno aderito sono: Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Lazio, Basilicata, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. La Regione Toscana partecipa alla sorveglianza mettendo a disposizione i dati raccolti attraverso il sistema di indagine già attivo sul proprio territorio.

La sorveglianza raccoglie importanti informazioni su alcuni determinanti di salute nei primi 1000 giorni di vita (che vanno dal concepimento ai due anni) promossi dal programma GenitoriPiù:

  1.  Assunzione di acido folico in epoca periconcezionale 
  2.  Alcol in gravidanza e in allattamento
  3.  Fumo in gravidanza e in allattamento
  4.  Sicurezza in auto  e incidenti domestici
  5.  Allattamento
  6.  Posizione in culla
  7.  Vaccinazioni
  8.  Lettura precoce al alta voce

La sorveglianza include anche il determinante relativo all’Esposizione a schermi (tecnologie audiovisive e digitali) nei primi 1000 giorni di vita e prevede inoltre la diffusione di materiale informativo multilingue sui determinanti indagati, come la brochure per i genitori consegnata alla mamma dopo la compilazione del questionario e i poster per i centri vaccinali e i Pediatri di libera scelta.

In questa prima edizione della rilevazione sono state intervistate complessivamente 29.492 mamme di bambini fino a 2 anni di età, utilizzando un questionario anonimo autocompilato presso i centri vaccinali tra dicembre 2018 e aprile 2019. In tutte le 11 Regioni coinvolte nella rilevazione il tasso di partecipazione è risultato superiore al 95%.

L’investimento in interventi precoci nella prima infanzia attraverso un approccio intersettoriale rappresenta una delle priorità individuate dalle organizzazioni mondiali in sanità pubblica, quali l’Oms e l’Unicef. Le competenze sviluppate nella prima infanzia non solo caratterizzano l’intera vita di un individuo, ma hanno anche un effetto sullo sviluppo delle generazioni successive. Investire sulla salute dei bambini piccoli rappresenta, infatti, una politica di lungo termine volta a influenzare positivamente la crescita economica e la sostenibilità anche grazie alla riduzione della povertà estrema e delle disuguaglianze. Il Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia è quindi fondamentale per mirare in modo efficace gli interventi e permette di completare l’insieme delle sorveglianze sulla popolazione italiana, affiancando i sistemi OKkio alla salute, HbscPassi e Passi d’argento.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
29 novembre 2019