Rapporto Aiom-Airtum 2019

In Italia l’incidenza dei tumori è in calo sia negli uomini sia nelle donne. Si stima che nel 2019, in Italia, verranno diagnosticati circa 371.000 nuovi casi di tumore maligno (196.000 negli uomini e 175.000 nelle donne), nel 2018 erano 373mila: quindi 2000 in meno.
Sono alcuni dei dati riportati nel rapporto I numeri del cancro in Italia 2019, a cura di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Airtum (Associazione italiana dei registri tumori), Fondazione Aiom, Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d’Argento e Siapec-Iap (Società italiana di anatomia patologica e citodiagnostica).
Il volume, presentato il 24 settembre 2019 presso il ministero della Salute, offre un quadro dell’epidemiologia dei tumori nel nostro Paese. Sulla base dei dati relativi ai principali indici epidemiologici (incidenza, mortalità, sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, prevalenza) emerge che i trend temporali di incidenza e mortalità nel periodo 2003-2014 mostrano un calo significativo dell’incidenza di tutti i tumori, sia negli uomini sia nelle donne,e una diminuzione significativa delle mortalità in entrambi i sessi come risultato di più fattori, quali la prevenzione primaria (e in particolare la lotta al tabagismo), la diffusione degli screening su base nazionale, i miglioramenti diagnostici, i progressi terapeutici (chirurgici, farmacologici, radioterapici) e l’applicazione sempre più su larga scala di una gestione multidisciplinare dei pazienti oncologici. Anche la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è in aumento sia negli uomini sia nelle donne, almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Infine, per quanto riguarda la prevalenza,i dati indicano un costante aumento del numero degli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore, circa il 3% l’anno.

Tra le novità di questa edizione segnaliamo l’inserimento di nuovi capitoli che riguardano gli screening oncologici implementati in Italia e il profilo di salute e i fattori di rischio delle persone ultra65enni con pregressa diagnosi di tumore (Passi d’Argento).

Per quanto riguarda i sistemi di sorveglianza Passi e Passi d’Argento, nel capitolo “Gli ultra65enni in Italia con diagnosi di tumore: i dati della Sorveglianza PASSI d’Argento 2016-2017” è descritto il profilo delle persone ultra65enni con diagnosi di tumore in un confronto con persone affette da altre patologie croniche fra quelle indagate in Passi d’Argento e con le persone libere da cronicità. Nel biennio 2016-2017 sono state raccolte informazioni su un campione, rappresentativo per genere ed età, di 22.811 persone di 65 anni o più residenti in Italia (non istituzionalizzati, né ospedalizzati o residenti in Rsa, Rssa o Case di riposo); di questi 3.019 hanno riferito di aver ricevuto una diagnosi di tumore, pari a una prevalenza media annua nella popolazione generale di ultra65enni del 12,8%, che si stima coinvolga circa 1.729mila ultra65enni (stime in linea con quanto emerge dai dati dei registri tumori).
Tra i temi indagati in Passi d’Argento ci sono diversi indicatori di salute riferita.
In particolare, la salute percepita, il benessere psicologico e la qualità della vita, ma anche l’autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiane, risultano decisamente compromessi fra gli ultra65enni con una diagnosi di tumore rispetto al profilo di persone libere da cronicità e comunque peggiore anche rispetto a quanto emerge per le persone affette da altre patologie croniche, diverse dal tumore.
Passi d’Argento indaga anche aspetti di salute specifici della popolazione anziana, come le disabilità sensoriali di vista e udito, la masticazione e le cadute. Anche questi fattori che condizionano le capacità di comunicazione delle persone anziane, peggiorando notevolmente la loro qualità di vita e l’autonomia nelle attività della vita quotidiana e inducendo problematiche connesse all’isolamento e alla depressione, sono più frequenti fra gli ultra65enni con una diagnosi di tumore.
Rilevante anche la minore partecipazione sociale e la difficoltà di accesso ai servizi sociosanitari o di prima necessità che aumentano, nelle persone con diagnosi di tumore, il rischio di isolamento, con ripercussioni sul benessere psicologico e il declino cognitivo.
Tuttavia, malgrado il profilo di salute compromesso, le cattive abitudini indagate dalla sorveglianza Passi d’Argento come fumo, consumo eccessivo di alcol e sedentarietà, che rappresentano rilevanti fattori di rischio per recidive tumorali, non vengono del tutto abbandonate, sia dagli ultra65enni con una pregressa diagnosi di tumore sia da coloro che sono affetti da altre patologie croniche, che pure troverebbero giovamento nell’abbandonare tali cattive abitudini sia nella gestione della patologia stessa sia nella riduzione della probabilità di sviluppare recidive tumorali.
Il consiglio di un operatore sanitario, come misura di contrasto a queste abitudini, è uno strumento ancora poco utilizzato, anche fra i pazienti con diagnosi di tumore.
In particolare, nel capitolo “Fattori di rischio nella popolazione italiana: FUMO”, i sistemi di sorveglianza Passi e Passi d’Argento forniscono una stima della prevalenza di fumatori rispettivamente nella popolazione adulta italiana di 18-69 anni e fra gli ultra65enni, cogliendo differenze di genere, età, area geografica di residenza, ma anche per caratteristiche socioeconomiche, come istruzione e difficoltà economiche. 
Dai dati relativi a Passi (18-69 anni)nel periodo 2014-2017emerge che in Italia una persona su 4 fuma e una su 6 è un ex-fumatore, e da quelli relativi a Passi d’Argento (ultra65enni) che una persona su 10 è ancora fumatore abituale e,con l’avanzare dell’età, diventa più difficile intercettare in vita chi mantiene questa abitudine o chi avendola avuta l’ha abbandonata.  In particolare sorprende il dato che, seppure fra gli ultra65enni con tumore la quota di ex fumatori sia più alta (32% vs 28% fra le persone con altre cronicità e 24% fra le persone libere da cronicità), resti non trascurabile la quota di fumatori abituali (11%), nonostante il fumo di tabacco sia fortemenrte associato all’insorgenza di molte malattie croniche non trasmissibili come i tumori. 
L’ultimo capitolo “Fonti e metodologia PASSI e PASSI D’Argento” si concentra sulla cornice istituzionale e sulle procedure di rilevazione delle sorveglianze Passi.
Dal 2004 il ministero della Salute e il Ccm, in collaborazione con le Regioni, promuovono la progettazione, la sperimentazione e l’implementazione di sistemi di sorveglianza di popolazione, dedicati a diverse fasce di età, per raccogliere informazioni sullo stato di salute della popolazione e sui fattori di rischio modificabili associati all’insorgenza di malattie croniche, al fine di guidare a livello locale le azioni di prevenzione e valutarne l’efficacia nel tempo verso gli obiettivi di salute fissati nei Piani nazionali e regionali della prevenzione. In particolare, il Ccm nel 2006 ha affidatoall’Istituto superiore di sanità (Iss) il compito di sperimentare un sistema di sorveglianza in sanità pubblica che raccolgain continuo, nella popolazione adulta di 18-69 anni e anziana di ultra65enni residente in Italia,informazioni sugli stili di vita e ifattori di rischio comportamentaliconnessi all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento per la loro prevenzione.Nasconocosì la sorveglianza Passi,che entra a regime nel 2008,e la sorveglianza Passi d’Argento. A distanza di 10 anni dal loro avvio i sistemi di sorveglianze di popolazione sulle malattie croniche e gli stili di vita a essi connessi sono inseriti come un Lea (Livello essenziale di assistenza) nell’area prevenzione collettiva e sanità pubblica e Passi/Passi d’Argento riconosciuti come sistemi a rilevanza nazionale. 

In conclusione, la collaborazione e l’integrazionedi diversi gruppi di lavorohanno determinato la creazione di uno strumento epidemiologico di fondamentale importanza per il Sistema sanitario nazionale (Ssn). I dati riportati nel documento annuale “I numeri del cancro in Italia” consentono di verificare l’adeguatezza e l’efficacia delle prestazioni erogate dal Ssn in ambito oncologico, dalla prevenzione alla diagnosi precoce, alla cura e rappresentano un riferimento per la sanità pubblica in merito a scelte e programmazioni future, che dovranno tener conto della necessità di investimenti importanti in termini di prevenzione primaria, per poter ridurre il rischio di ammalarsi di cancro, la patologia cronica potenzialmente più prevenibile e, oggi, anche più curabile.

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Ultimo aggiornamento:
22 ottobre 2019