I progetti Ccm sulla rivista E&P

Il ministero della Salute ha affidato alla rivista Epidemiologia & Prevenzione (E&P) la valutazione scientifica, attraverso peer-review, di dieci relazioni finali di progetti finanziati dal Ccm. E&P ne ha selezionati quattro, chiedendo agli autori di presentare nella sezione Parole e cambiamento della rivista i risultati raggiunti.

I contributi dei quattro progetti Ccm selezionati sono i seguenti:

Il progetto Ccm Sorveglianza bambini 0-2  (programma Ccm 2013) si è proposto l’obiettivo di sperimentare lo sviluppo di un Sistema di Sorveglianza sui determinanti di salute del bambino da prima del concepimento ai due anni di vita, inseriti nel programma nazionale GenitoriPiù .
Al progetto hanno partecipato l’Iss con 5 Regioni (Veneto, Campania, Puglia, Calabria, Marche), l’Asl di Milano e l’università Ca’ Foscari di Venezia.
Il sistema di sorveglianza è stato disegnato per raccogliere dati attraverso un questionario compilato dalle mamme nei servizi vaccinali, al fine di produrre indicatori che consentano confronti territoriali e intertemporali, in un’ottica di estensione nazionale e di ripetibilità nel tempo.
Il Sistema di sorveglianza sperimentato ha mostrato le sue potenzialità nel monitorare i determinanti di salute dei bambini nei primi 1.000 giorni di vita, facendo emergere importanti criticità e significative differenze territoriali dei comportamenti indagati.
Alla luce dei risultati emersi, nel 2016 il Ccm ha promosso e finanziato un nuovo progetto Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia (programma Ccm 2016) per estendere la sorveglianza a livello nazionale.

Il progetto Ccm ESCULAPIO (scheda del progetto; programma Ccm 2013) si è proposto l’obiettivo di coordinare e supportare la comunicazione sui temi di sicurezza ed efficacia delle vaccinazioni mediante l'aggiornamento dei professionisti sanitari e l'uso di strumenti condivisi, che siano fruibili da tutte le Asl italiane, creando un linguaggio condiviso tra gli operatori e modalità comunicative comuni nei confronti dei cittadini al fine di migliorare la consapevolezza riguardo alle malattie infettive prevenibili da vaccino (Mipv), creare una cultura della prevenzione vaccinale in differenti fasce della popolazione, sviluppare e implementare nuove strategie di interventi educativi, contrastare la diffusione di fake news e incrementare le attuali coperture vaccinali nelle Regioni.
Tra gli obiettivi del Piano nazionale della prevenzione vaccinale (Pnpv) 2017-2019e dei precedenti Piani sono infatti previsti la promozione nella popolazione generale e nei professionisti sanitari di una cultura delle vaccinazioni e l’incremento dell’adesione consapevole alle vaccinazioni in entrambe le categorie.
Con la partecipazione di unità operative appartenenti a regioni del sud, del centro e del nord Italia (Puglia, Toscana, Veneto, Sardegna, Liguria, Sicilia) sono stati effettuati vari interventi educativi diretti alla popolazione generale, a studenti, genitori, insegnanti e operatori sanitari.
Le attività svolte nell’ambito del progetto ESCULAPIO, le metodologie sperimentate e gli strumenti di comunicazione creati hanno costruito un solido punto di partenza per l’implementazione di interventi finalizzati al miglioramento della conoscenza e della consapevolezza sui vaccini in differenti target della popolazione. L’obiettivo finale è stato quello di rendere queste attività disponibili e accessibili e di diffonderle su vasta scala nel territorio nazionale.

Il progetto Ccm Sorveglianza e controllo dell’antibiotico-resistenza (scheda del progetto; programma Ccm 2014) si è proposto l’obiettivo di promuovere l’armonizzazione delle esperienze esistenti di sorveglianza e controllo dell’antibiotico-resistenza (Ar) e individuare le buone pratiche trasferibili ad altri contesti, attraverso l’individuazione di standard comuni minimi, incluso l’ambito pediatrico, il consolidamento del sistema nazionale di sorveglianza dell’Ar coordinato dall’Iss, un uso appropriato di antibiotici nelle infezioni delle alte vie respiratorie in pediatria di comunità e l’attuazione di programmi di informazione/formazione sull’uso prudente di antibiotici in veterinaria.
Il progetto, a cui hanno partecipato 7 regioni (Emilia-Romagna, Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana) e l’Iss, ha contribuito a identificare le aree più critiche e a individuare soluzioni potenzialmente trasferibili a livello nazionale.
In particolare sono state documentate numerose iniziative mirate soprattutto a descrivere sia la diffusione di infezioni antibiotico-resistenti sia l’utilizzo di antibiotici, sono invece risultate molto poche le pubblicazioni che hanno valutato l’efficacia di specifici interventi; una significativa variabilità tra regioni sia nel consumo di antibiotici sia nella prevalenza di microrganismi antibioticoresistenti, con diffusione in alcune regioni di numerosi microrganismi responsabili di infezioni “critiche” per il loro potenziale impatto sulla salute; l’efficacia di un intervento multimodale mirato a promuovere l’uso responsabile di antibiotici nei bambini per infezioni frequenti; la necessità di individuare nuovi indicatori per monitorare il consumo di antibiotici nelle pediatrie ospedaliere e di un sistema nazionale per segnalare nuovi profili di resistenza; la buona accettazione di programmi formativi indirizzati ai veterinari.
Il progetto Ccm ha dunque rappresentato l’occasione per sperimentare la fattibilità di trasferire i principi indicati nelle linee guida da una regione a un’altra con risultati promettenti e di promuovere politiche omogenee delle metodologie di sorveglianza e monitoraggio dell’Ar, come previsto dal Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020.

Il progetto Ccm Prevenzione e contrasto della violenza di genere (scheda del progetto; programma Ccm 2014) si è proposto l’obiettivo di promuovere l’adozione di una formazione blended sistematica rivolta a medici e infermieri di 28 servizi di Pronto soccorso (Ps) in 4 Regioni italiane (Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia) al fine di accrescere le capacità di diagnosi, gestione e trattamento della violenza di genere, rafforzare o costituire reti territoriali anti-violenza multidisciplinari e sviluppare una Formazione a distanza (Fad) rivolta specificatamente alle forze dell’ordine e alla polizia locale delle aree geografiche a cui afferiscono i Ps.
Il progetto ha permesso di definire una strategia di formazione per gli operatori sociosanitari dei Ps e il miglioramento osservato nell’attribuzione dei codici di diagnosi e nella gestione dei casi di violenza di genere è probabilmente dovuto a una maggiore consapevolezza e competenza da parte dei professionisti dei Ps. 

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
30 luglio 2019